A PUNTA SANTO STEFANO Alla ricerca di Cidrina - Irma Sandri Ubizzo - foto

Didascalie: Pietra sibillina 1443 Tino e Irma all'uscita dal volto. nel bosco di lecci segue da pag.7 tempo lontano (ma solo profonda mente dentro di me, senza nessuno che se ne accorga). Ho smarrito i figli, che si sono internati nel. la boscaglia, ormai completamente ubriachi del fascino della ricerca e della magia di tornare avventurosi ragazzini, tutti insieme, ec.cezionalmente, come quando era-no piccoli. Invece sono giovanotti e ragazze, ormai, con questa mamma istriana che si sono trovati in eredita, e che non la smette di stupirli quando ancora sa trascinarli da queste parti per regalar loro momenti di tranquillita e di felicità. E riusciamo a dimenticare anche la guerra, perche qui a proprio lontana. La .mia» mularia sbuca adesso dal bosco; hanno trovato una fossa dove si faceva la calcina, altre mura intorno alle quali hanno scavato, ed escrementi freschi e .pedighe» di cinghiali (e la più giovane ha paura); godiamo con Tino il dilatarsi della vista sulla meravigliosa costa che continua lungo il Golfo, e il mare spumeggia, il cielo è terso, tutto ciò e un regalo di beatitudine per tutti. Troviamo gli interessantissimi fossili ed ancora vecchie mura proprio sopra gli scogli, su un punto alto fatto a terrazza: qui doveva esserci una postazione, da cui poser difendere lo entroterra. Tornando indietro, mazzi di asparagi vanno a far compagnia ai ciclamini. Abbiamo vissuto un pomeriggio bellissimo, e in paese mi confermano la particolare, interessante, sequela di nomi che ha ciascuna delle calette, punte ed insenature della zona di P.S. Stefano. Ogni spuntone di roccia, ogni anfratto diverso, ha il suo nome differente, rintracciabile force solo su vecchie piante ormai introvabili e rare: cosi c'è Spiliuga, Valle Morta Pozzin, la Fornasa (dove anticamenta esisteva una fornace, e in mare profondo, furono ritrovati ricchi reperti di anfore ed orci), poi Gato rosso, Bus de la Vecia, Malpassà, Malagatta, Scagno, Pontal de Zufo (è a Porto Badò), Porto delle Lisse, Porto dei Sameri, Grotta delle Pegore, e Portisol, la già deltta Fontana, e Pontin, Lateza, el Caveccio, e Pediga de Caval, e Lacuzzo, Pivetti, Grapazoi. Mi domando, alfine: Chi scrivera sino alla fine, la parola completa e veritiera sulla nostra vecchia Istria antica e minore, sui suoi segreti e misteri, sui suoi risvolti sconosciuti ed affascinanti che solo la memoria popolare pub dire? Oscuri paesani, come Tino ed io, maldestri ma amorosi cantastorie, almeno ci abbiamo provato. E non si venga a dire a noi, oggi, dagli ultimi che questi posti si chiameranno, d'ora in avanti, .Pisinia.. Solo pensarlo, fa male al cuore. Irma Sandri Ubizzo

Dal numero 2749

del 08/08/1992

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