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Didascalia: Lidia con i figli quando si trasferi a Carnarson per seguire il marito impegnato negli anni Sessanta negli esperimenti per i voli spaziali
PARTE SECONDA
Sette anime vivevano in quel tugurio che ho descritto la volta scor sa: i due coniugi inglesi e i loro due bambini, noi due ed i1 gatto che Joan trattava come fosse una persona. Ero sicuro che amasse il gatto più che Robert, un uomo preso dallà passione di esporre le sue intimità forzandole spesso e volentieri a spettatori non proprio disposti ad ammirarle. Avevo letto da qualche parte che l'olfatto e una funzione che il cervello associa con quelle sessuali. I1 che significa che chi ha problema nasali ha anche quelli sessuali. E Robert aveva «bolti problebi cob il suo baso».
Lidia e sempre stata capace di affrontare qualsiasi situazione difficile senza mai protestare, ma arrivata pochi giorni prima di Natale, in piena estate australe, non poteva adattarsi al caldo e soffriva al punto di piangere. Joan si presto molto per aiutarla. Preparava bacinelle d'acqua fredda in cui Lidia immergeva i piedi mentre la forzava a bere tazze di latte bollente, aumentando cosi la temperatura del corpo, cosicche sentiva molto meno il caldo. Ma suo marito Robert era tutta un'altra cosa. Ossessionato dalla sua virilità della quale voleva farsi canto, ma che dal punto di vista delle dimensioni era del tutto ingiustificato, amava esporsi a Lidia quando gli altri non erano a casa.
Con l'aiute. di Pam, che viveva a poca distanza da noi, e sapendo che I'esibizionista avrebbe iniziato la solita mostra appena sua moglie se ne fosse andata, Lidia lo attirò in una trappola. Nel tardo pomeriggio di quello che era stato un limpido ma assai freddo giorno invernale, Robert iniziò la sua routine con una doccia calda cantando rumorosamente, per poi uscire dal bagno ad asciugarsi al sole del tramonto. Lui e la sua canzone si gelarono di colpo quando si accorse che era in piena vista di Lidia a sua maggior sorpresa, di Pam: Avvolte in coperte calde, sedute in prima fila di quel teatro domestico che era II retro della nostra casa che poi assomigliava a uno elisabettiano usato da Shakespeare aspettavano che la commedia iniziasse. Robert non ebbe altra alternativa che quella di nascondersi in un cespuglio con un piccolo asciugamano che all'inizio usò per coprire la sua relativamente Modesta immodestia, ma che non aiutò a proteggerlo dal freddo intenso della sera invernale. Fu quindi abbandonato alla congelazione fino a tardi. cMe fino al ritorno di sua moglie ignara di ciò che stava succedendo. Robert allora strisciò fino al bagno per farsi una prolungatissima doccia calda e permettere al sangue di riprendere la circolazione. L'Adamo inglese parti poco dopo per Singapore. e coraggioso quanta mai, abbandonò Joan e la famiglia, attratto forse dalla sanzione penale per I'esibizionismo che comporta in quella citta una pena di 20 colpi di frusta sulle natiche con una canna d'India (il ratan) e che senza dubbio fu l'attrazione principale per lui. Fu una delle poche decisioni serie che questo «superman» della perfida Albione avesse facto nella sua vita. Quando Lidia mi fece sapere quello che era successo, mi infuriai al punto che volevo separarlo dalle sue ghiandole riproduttive e quindi renderlo immune dalle tentazioni della carne.
Dopo la separazione di Joan da Robert, trovai finalmente una casa da affittare situata a quattro passi dall'ospedale di maternitä quasi per anticipate il gran uso che Lidia avrebbe fatto di questo: tutti i nostri quattro figli sono nati in quell'ospedale. La casa era ancora nel quartiere di Subiaco, un nome che i monad Benedettini presero in prestito da una localita dello stesso nome nei pressi di Roma dove la villa di Nerone era stata costruita. Un'area sub-acquea dalla quale Subiaco prese il nome sia in Italia che in Australia. Parlando di «casa nuova» deco precisare che questo era soltanto un eufemismo in quanto era malandata, fornita di mobili decrepiti e di una mochetta usata nell'atrio di un cinema, forata dalle cicche, imbevuta di gelati che cadevano dai coni degli spettatori che l'avevano anche impiastrata con centinaia di bolle di gomma americana. Questo pseudo arredamento consentiva alla casa di dirsi ammobiliata con conseguente richiesta di un affitto che mi costava più della meta del mio stipendio, tenendomi sempre in bolletta.
Lidia aiutava rammendando calze con una macchina che aveva portato con se per i suoi nailon. Era molto difficile sbarcare i1 lunario nel paese «fortunato». Stavo diventando disperatamente povero in un paese che si vantava dell'assenza di povertà. Si andava avanti a forza di pasta e fagioli o spaghetti al sugo di carne macinata di seconda categoria. La casa non aveva nemmeno un bagno, che dovetti costruire con le mie mani e con scarti di mattoni. Questi erano spesso solo un terzo della lunghezza normale. La felicità era trovare un mattone intero. Scavavo In sabbia per In malts da un buco in giardino e il cemento veniva comprato a scapito di qualche alimentare, ma alla fine quel pezzo di convenienza sanitaria di cui Lidia, pits che me, non poteva fare a meno, In completato.
Se le condizioni di vita lasciavano molto a desiderare il problema di integrazione con la gente locale era ancom più serio. Ma dei vicini di rasa. John e Anne, cambiarono questa situazione. Diventammo amici a vita. Lidia aveva notato che John aiutava Anne a lavare i piatti, un lavoro domestico che non potevo sopportare, poichè era un compito obbligatorio che avevo nelle cucine dei campi IRO. Lidia si incuriosi quando notò. che John faceva il bagno al suo primogenito nello stesso 1avandino della cucina dopo averlo usato per i piatti. Era una scena che faceva tenerezza.
La nostra amicizia era il sogno del governo australiano ansioso che gli indigeni e gli emigrati potessero tollerarsi a vicenda. Anna insegnava inglese a Lidia che gia parlava serbo-croato e il tedesco, per cui fece un progresso molto rapido. Quando c'erano delle feste familiari ci invitavamo a vicenda anche se amici di questi nostri amici non approvavano contatti con una famiglia italiana. La discriminazione era ancora onnipresente ed aveva un effetto negativo sul mio lavoro e naturalmente sul mio guadagno.
Non potendomi permettere più l'affitto della casa «ammobiliata», ne affittai un'altra, anche questa a Subiaco, ma senza mobili. Dovetti costruirmeli io con mezzi improvvisati e non avendo nemmeno i soldi per comprarmi gli autensili, dovetti farmeli imprestare da una famiglia russa in attesa del visto d'immigrazione negli Stati Uniti. Irma e Volodja Strukov erano nostri alleati nella battaglia per la sopravvivenza. Tipico esempio: appena finito il nostro Natale imprestavamo l'albero con tutte le decorazioni agli Strukov per il loro Natale (Ortodosso) che cade dopo nostro. Condividere e la gioia dei poveri.
!Erano, quindi, tempi tristi e difficili, tempi quando Lidia sognava di avere abbastanza soldi per comperare bistecche invece della carne macinata per sfamare la famiglia con gli spaghetti. Ma malgrado l'affitto fosse più basso, la nostra dieta non era cambiata di molto, ma non avevo coraggio di chiedere a Lidia mentre cucinava la pasta e fagioli per l'ennesima volta di mutare cucinatura. Le consegnavo la busta del mio stipendio, che al tempo veniva pagato in contanti, tenendomi solo qualche sterlina per le mie piccole spese personali. Non mi interessavo per niente dell'economia domestica.
Un giorno però Lidia mi sorprese con la dichiarazione: «E arrivata l'ora di comprarci una casa». «Questa e bella» risposi sorpreso e i soldi dove li troviamo?» «Nel mio conto bancario. Ho risparmiato 300 sterline abbastanza per il deposito. Per il resto possiamo fare un mutuo che a ripagarlo costera meno dell'affitto». Come Lidia fosse riuscita a mettere da parte quei soldi e sfamarci allo stesso tempo, non me lo ha spiegato mai.
Poco dopo ci spostammo nel bungalow nuovo di zecca che avevamo appena acquistato, e per quanto piccolo (ma molto più grande di un tipico appartamento italiano) ed assomigliasse ad una tenda, stile ancora in auge in Australia, era la nostra casa: «Parva sed apta mihi». Questa era stata costruita praticamente in campagna aperta, piena di serpenti, lucertoloni enormi e canguri, uno dei quali di dimensioni gigantesche e in calore, cercò di stuprare Lidia, che però riusci a scappare con l'aiuto dei vicini di casa. Mentre uomini e bestie volevano farle lafesta, e l'Australia ci trattava a livello di paria, l'Europa si stava riprendendo. Quindici anni dopo la fine della guerra la Germania guadaguava terreno sui vincitori, come peraltro anche l'Italia. affermandosi nel campo industriale e commerciale. mondo stava cambiando Ma quello che lo trasformô completamente fu lo sputnik russo ed infine. l'avvento del computer che cambia non solo il mondo hum ma, fortunatamente, anche la mia carriera. Stavo per partecipare ad una rivoluzione senza precedenti. La luna, ora, aveva meno da aspettare
Amedeo Sala