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Unviaggio della memoria, ma non solo. Infatti, scrive Marianna Deganutti autrice del libro "Onda del mio mare": - Sembrava che il viaggio si svolgesse secondo un itinerario scandito da una forza che non mi apparteneva, come se fossero le strade ad aprirsi ai miei occhi - (pag.47) un viaggio nell'Istria dei nostri giorni compiuto, spinta da una forza trascendente a cui l'autrice non ha la possibilità di sottrarsi, in compagnia della madre, simbolo della madre-terra per ritrovare le origini e alla fin fine se stessa. Marianna Deganutti durante questo viaggio sembra a volte perdersi, come ha modo di raccontare, -... in una pineta o nella macchia di cespugli ovali sentivo l'onda del mio mare, pronto a svelarsi dopo l'ultimo dosso - (pag.61). Da qui l'indovinato titolo del libro. Le origini di Marianna Deganutti sono istriane da parte di madre; il nonno materno, infatti, nasce a Visignano e vive poi a lungo a Pisino, questo è l'input di un diario di viaggio che nasconde molte sorprese. Tra panorami di mare, di natura e architettonici, che sembrano acquarelli (l'opera accoglie anche molti acquarelli di mano dell'autrice), si svelano ricordi legati alla fanciullezza quando trascorreva le vacanze in Istria, memorie stanche del tempo passato e di quello più recente, richiami ad un pensiero filosofico che mostra la sua preparazione culturale; di quando in quando fanno capolino brani poetici di noti autori, quasi a confermare che questo raccontare dell'Istria con rispetto, quasi in punta dei piedi, non prescinde mai da un contesto poetico, anzi ne è immerso. Forse la ricerca del paradiso perduto, che alita nell'animo di ogni poeta, trova qui, nell'Istria riscoperta di Marianna Deganutti, l'insperata meta. Definire questo libro un diario di viaggio, un vademecum per l'inesperto turista, seppure assai valido per le dettagliate descrizioni dei luoghi, è, a mio avviso, non del tutto pertinente. La scrittura sobria ed elegante, che non cede mai a tentazioni di più basso rilievo, fa di questa deliziosa composizione un lungo elzeviro. Questo per quanto riguarda la forma. Riguardo alla tematica, non è facile estrapolare un filone univoco, in quanto si tratta di un intreccio, ben congegnato, tra emozioni, sentimenti, riflessioni, storia, filosofia, poesia che rivelano l'aspirazione di un' anima che vuole giungere ad una conoscenza profonda delle cose, degli avvenimenti, delle persone. Un filo d'Arianna - Poi riprendiamo il filo d'Arianna per cercare di tornare sui nostri passi. - (pag.83), così come ha modo di dire Marianna Deganutti, conduce la storia dell'insolito viaggio. E qui troviamo nuovamente il soffio del destino che impalpabile ma sempre presente condiziona l'evento a lungo desiderato dall'autrice: conoscere le origini, conoscere i luoghi della memoria, - i complessi perché della storia - (pag. 38). Atal proposito la scrittrice prova ad immaginare cosa abbia significato l'esodo degli istriani nel secondo dopoguerra: - Oggi molti figli pensano l'Istria. Esuli di una terra che li aspetta ancora -scrive a pagina 32. Ella non vuole appesantire il testo parlando delle foibe: tuttavia quando lei e la madre giungono a Pisino non può fare a meno, di fronte alla foiba che si trova all'interno del Castello, di sentire dentro di sé - una voce come una pugnalata... Non distinguo la nazionalità dell'odio feroce che si impossessa di colui che prima ancora di sparare è condannato a morire dentro di sé - scrive a pag.33. La violenza, infatti, è sempre uguale a se stessa sotto ogni latitudine, sempre condannabile. Ancora un pensiero a Norma Cossetto nel capitolo:"Una lettera a Norma", chiude la sofferta quanto doverosa parentesi. Per il resto, aria di mare, con quel salutare odore di salsedine che entra nei polmoni, colori primaverili dal giallo delle ginestre al viola che punteggiano le tante sfumature di verde, intercalato dalla pietra carsica che da sola è un monumento dell'anima per chi ama questi luoghi, sospesi tra passato e presente. Praticamente non ci sono popoli della storia che non abbiano lasciato tracce della loro presenza su questa terra: resti di castellieri illirici, strade consolari ancora percorribili in alcuni tratti come quella che partiva da Aquileia toccando Trieste, Parenzo, per arrivare poi
infine a Pola, tracce medioevali, tanta Venezia ed ancora segni più recenti dell'Austria Ungheria. E popoli di tante differenti etnie che qui si sono incontrati e scontrati. Tutto questo va a formare un caleidoscopio di indiscussa varietà e particolare bellezza, da conoscere ed assaporare. Ma se si dovesse estrapolare una sintesi di sentimento da questo vasto panorama di emozioni che emergono dal libro "Onda del mio mare", forse potrebbe trattarsi della profonda sensazione di libertà che l'autrice prova attraverso questa esperienza di viaggio e che rimanda intatta al lettore. - Era una giornata limpida e calda, ... Non saprei descrivere come mi sentivo, mi viene in mente solo l'aggettivo libera. - (pag. 58) ed ancora - ...mentre seguo gli ampi volteggi dei gabbiani che salutano la libertà - (pag.76). Dopo la composizione di quest'opera Marianna Deganutti sembra sentirsi liberata da un doveroso impegno alla memoria delle genti dell'Istria che malgrado tutto è riuscita a mantenere integro il cuore aspro ed orgoglioso. Il libro che è già stato presentato a Visignano d'Istria e a Parenzo, sarà presentato a Trieste nella prossima stagione accademica, presso l'Associazione delle Comunità Istriane di via Belpoggio, con il patrocinio della quale è stato stampato.
LILIANA PASSAGNOLI