QUATTRO PASSI FRA LE MUSE MOSTRE D'ARTE Duilio Valle espone a Gorizia -Fulvio Monai - foto

foto Nato a Pola il é febbraio 1922, laureato in lettere ad architettura, Duilio Valle ha svolto per 20 anni l'attività professionale di architetto a Milano, dove ha avuto modo, facendo tesoro di tutte le occasioni che via via gli sono state offerte da manifestazioni culturali ed artistiche, di affinare le proprie capacità di giudizio e di autocritica, nel proseguimento, se pure caparbiamente celato, di continua ricerca e sperimentazione nell'ampio spazio dell'arte figurativa. Dal 1976 risiede a Monfalcone dove vive ed attivamente opera in via Duca d'Aosta 19 (tel. 0481 41995). Espone sino al 21 novembre alla Galleria «La Bottega» in via Nizza a Gorizia. Non succede spesso che un pittore trattenga nel proprio studio le opere dipinte in lunghi anni di segreto e pur assiduo lavoro, rinunciando ad esporle in pubbliche rassegne. E' un costume che si addice talvolta agli scrittori, peraltro indotti a lasciare nel cassetto fogli in attesa di maturazione, e di editori. Il nostro è un tempo di rapide e anche imprudenti esibizioni, di logorii improvvisi nel segno di un impietoso consumismo. E' anche un tempo di mode che si accavallano nella generazione di novità, secondo i ritmi impressi al vivere civile dal progresso tecnologico: per questo forse Duilio Valle, pittore sotto la veste di architetto — giunto a Monfalcone da Milano dove ha svolto la professione per venticinque anni — ha voluto che le sue opere rimanessero inesposte, offerte in visione soltanto a pochi amici. Ma oggi, con la coscienza di aver espresso sempre, in una rara coerenza di immagini, il proprio mondo interiore, egli s'è lasciato indurre ad allestire una personale. E per l'antica amicizia, nata a Pola nella comune ricerca di un approdo umano ed estetico nel lontano 1944, sono lieto di proporre Duilio Valle all'attenzione del pubblico, sottolineando i valori della sua pittura, mai condizionata da calcali né viziata dall'ossequio a tendenze correnti. La lunga meditazione, suggerita dalla cultura umanistica, ha reso Duilio Valle disposto a recepire soltanto le sollecitazioni della propria sensibilità e i richiami di un gusto sviluppatosi sulle basi dell'arte uscita dalla rivoluzione dell'impressionismo e scioltasi nelle accensioni coloristiche dei fauves, nel libero ma sostenuto periodicare di un Vlaminck. Da qui suo guardare alla natura, alla realtà delle cose senza rifiuti ma con la precisa volontà di esprimere, attraverso il canto del colore, soprattutto i propri incanti e il proprio essere più intimo. Una pittura fatta di sinfonie cromatiche e di allusioni a motivi della memoria, in una impaginazione scandita: un mondo che si rivela maturato in un lungo e assiduo, seppur segreto, rapporto con la tavolozza. Fulvio Monai

Dal numero 2060

del 14/11/1978

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