Il 2 marzo 1977 è improvvisamente deceduto a causa di un incidente stradale GRAZIANO MARTE - foto Lo ricordano le sorelle Giuseppina e Ida, i nipoti tutti e l'affezionatissima Gianna. UGO SCHILKE - foto Si è spento il 23 febbraio, nella sua abitazione di Milano, in via Mario Pagano 65, dopo lunga malattia, il dott. Ugo Schilke, esule da Pola. La scomparsa del dott. Schilke ha lasciato un vuoto incolmabile nei suoi desolati familiari e nella numerosa schiera di amici e conoscenti, che annoverava sia a Milano che in altre parti d'Italia ed anche all'estero. Era nato a Zara il 26 maggio 1913 e giovanissimo si trasferì a iPola, con i genitori ed il fratello Oscar, dove compì gli studi al ginnasio-liceo «Giosuè Carducci», completando successivamente .quelli universitari, con esito oltremodo lusinghiero, a Pavia, presso il rinomato Collegio Borromeo. Si laureò in chimica ed alla tesi di laurea ottenne la votazione di 110 e lode. Fu alunno prediletto del Premio Nobel per la chimica prof. Giulio Natta. Dopo l'esodo della popolazione italiana da Pola, ceduta con la fine della guerra alla Jugoslavia, partecipò alla vita della nostra comunità nell'ambito del Libero Comune di Pala in esilio, di cui fu consigliere. Ricordava sempre con indicibile nostalgia la sua amata terra di origine che dovette abbandonare, come tutti gli esuli, con la morte nel cuore. Autentico gentiluomo, sarà ricordato a lungo da tutti coloro che io conoscevano come un raro esempio di attaccamento alla propria famiglia, al suo responsabile ed impegnativo lavoro. Fu per molti anni il direttore generale delle varie fabbriche di fibre sintetiche che formavano il grosso complesso industriale della Chatillon. Il suo ricordo di uomo buono, capace, generoso e colto (parlava correntemente sei lingue) rimarrà incancellabile per tutti coloro che lo conoscevano e gli volevano bene. Il Consiglio al completo del Libero Comune di Pola in esilio, gli amici palesani e zaratini si stringono commossi ai familiari del caro e indimenticabile Ugo e porgono loro le più sentite, affettuose ed accorate condoglianze. B. A. VENERIO TROLIS Il 25 febbraio ricorreva il secondo anniversario della dipartita del nostro sempre presente nel cuore e nella mente fratello Venerio, padre dei nostri cari nipoti, che costituivano per lui il più alto valore affettivo ed i più grandi tesori della vita terrena. Ancora pare inconcepibile che mai più lo rivedremo in veste terrena. Ogni qualvolta assistiamo al cinema oppure alla televisione a qualche interessante processo, per immediata associazione d'idee, ricorriamo, con struggente rimpianto, alla sua integerrima figura di magistrato. Per lui, infatti, giustizia, fede e bontà formarono la sintesi dei più alti valori spirituali. La sua carriera aveva lasciato sul suo volto l'impronta soddisfatta di chi sempre giudicò secondo giustizia. La sua biblioteca è rimasta sempre intatta; solamente sullo scrittoio, accanto al ritratto della ,nostra indimenticabile mamma, sono stati aggiunti altri due ritratti: quello di Venerio e quello del suo inseparabile amico mons. dottor Attilio Mauro. Essi erano legati da solida amicizia, ancora dalla prima infanzia e il sacerdote ha voluto accompagnare l'amico fino all'ultima dimora, dopo aver illustrato, durante la funzione funebre, le chiarissime doti morali dello scomparso, interrompendo ogni qual tratto l'orazione per la profonda emozione. Tutti e due erano giudici integerrimi: l'uno della giustizia divina, l'altro della giustizia umana. Senza «il forse», siamo convinti che la Morte di mons. Mauro (avvenuta dopo neanche é mesi dalla scomparso 'del nostro fratello), sia stata dovuta al terribile schianto che sofferse il suo povero cuore, già da tanti anni affaticato. Quando andiamo al camposanto a pregare sul tumulo del nostro caro scomparso ci sembrerebbe una indelicata omissione non recitare un ,requiem anche sulla tomba del suo inseparabile amico, che Dio ha voluto, proprio nell'anno santo, ricongiungere al carissimo amico. ESTER TROLIS