Nel culto della tradizione - FULVIO MONAI - foto

foto Didascalie: I cori di Pola e di Fiume, i gruppi folcloristici di Capodistria e di Gallesano, ed il complesso e plettro formato con esecutori di Pola, Fiume, Capodistria e Pirano, hanno dato vita a Gorizia ad uno spettacolo promosso dalla Regione Friuli-Venezia Gialla in collaborazione con la Unione degli Italiani dell'Istria e di Fiume; l'organizzazione è stata curata dall'Ente provinciale per il turismo di Gorizia e la manifestazione ha richiamato molto pubblico al teatro Verdi, sul cui palcoscenico i complessi degli italiani operanti in Jugoslavia hanno rievocato canti e tradizioni della loro terra. Prima dello spettacolo, la folta rappresentanza dell'Istria e di Fiume è stata ricevuta in Comune. AI saluto del sindaco ha risposto il prof. Luigi Ferri, presidente dell'Unione, auspicando un rapporto sempre più intenso tra le comunità operanti lungo un confine tanto aperto al dialogo ed alla collaborazione; nelle foto: un momento del ricevimento alla presenza delle autorità locali e delle rappresentanze dei governi di Lubiana e di Zagabria; l'assessore regionale dott. Tripani, il prof. Ferri e il sindaco di Gorizia; alcuni componenti dei gruppi di Gallesano e di Capodistria presenti nei loro costanti all'incontro in Municipio. I nostri connazionali che vivono a Fiume e nelle città istriane hanno spesso dimostrato la volontà di adoperarsi per la conservazione della cultura italiana. Testimonianze chiare sono quelle offerte dal concorso «Istria nobilissima» che ogni anno impegna scrittori, poeti, artisti e musicisti e pone in evidenza tanto negli anziani quanto nei giovani la capacità di attingere alle fonti della propria terra. Le stagioni di prosa del Teatro di Fiume, spesso presente nelle nostre città, le pubblicazioni curate dal Centro di ricerche storiche di Rovigno, le riesumazioni di antiche tradizioni e di canti istriani sono ancora dimostrazioni di una vitalità che permane e rivela un sintomatico amore per la realtà nella quale gli istriani di lingua italiana sono radicati. Ed è quindi con attenzione che noi dobbiamo guardare all'attività culturale e artistica di questi nostri connazionali, ai loro gruppi folcloristici, ai cori, ai complessi musicali che garantiscono la sopravvivenza culturale e spirituale di una gente, la cui rilevanza non si misura in cifre ma in base alla capacità di rendersi testimone di se stessa. La manifestazione artisticoculturale al Teatro Verdi di Gorizia, organizzata dall'EPT, sotto gli auspici della Regione e con la collaborazione del Comune, è stasa compresa proprio in questo senso dal pubblico accorso numeroso ad applaudire i cori di Fiume e di Pola, i gruppi folcloristici di Capodistria e di Gallesano, ed i complessi di strumenti a plettro di Fiume e dell'Istria. Dotati di un'ottima preparazione i cori, diretti dei maestri Nello Milotti e Dusan Marcelja, hanno eseguito brani di Zlatic, Giuseppe De Marzi, Zardini, e dello stesso m.o Milotti, le cui virtù di compositore seno emerse soprattutto ne «L'on da del mattino», un brano che ai meriti intrinseci, melodici e ritmici, unisce una singolare capacità evocativa della realtà istriana. Hanno riscosso un caldo applauso anche i due complessi folcloristici istriani che hanno fatto riemergere costumi e tradizioni della nostra gente, in una pura e autentica vena popolare, riportata — come sempre si dovrebbe — alle origini, senza sofisticazioni. E' così che si conserva ciò che appartiene ad una cultura ricchissima e oggi purtroppo remota e spesso ignorata in un'epoca, come la nostra, fatta di gusti ubiquitari. Validissimi i complessi degli strumenti a plettro, riuniti sotto la bacchetta del m.o Urbani, che hanno eseguito la «Barcarola» di Offenbach e selezioni dall'opera «Il fidanzato caduto dal cielo» di Gotovac, nonché una fantasia di canzoni istriane, russe e napoletane. Anche in questa occasione si è potuto rilevare il culto di una tradizione che raramente oggi sopravvive altrosecche rivela l'appassionata dedizione di giovani e anziani. La collaborazione fra l'Unione degli Italiani di Fiume e dell'Istria e l'Università popolare di Trieste, fatta ora propria dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, sta raccogliendo i suoi frutti, ed è auspicabile che le presenze dei complessi istriani, già impegnati in tournée in Italia ed in numerosi concorsi, dove hanno mietuto consensi e simpatie, si rendano sempre più frequenti nella Regione Friuli-Venezia Giulia. Attraverso questi contatti sarà anche possibile proseguire l'attività sviluppata con identità di vedute nelle due zone di confine, e rivolta a recuperare i valori di una cultura tradizionale che oggi, più che mai, appare una valida alternativa alla pianificazione imperante nelle lettere, nelle arti e nelle musi.. Altre volte abbiamo osservato che molti degli istriani nel mondo hanno purtroppo allentato i legami spirituali con la terra d'origine. Non noi che viviamo a pochi passi dalla frontiera, e che abbiamo potuto riconoscere la necessità di riprendere il dialogo con i nostri connazionali. A conforto della nostra convinzione poniamo l'apprezzamento e il caldo sostegno di tutti coloro che di volta in volta sono intervenuti alle manifestazioni teatrali, artistiche e musicali di impronta istriana o comunque sostenute dai complessi che operano al di là del confine, fedeli custodi dei valori che sembravano destinati alla dispersione e che potranno invece sopravvivere nella misura in cui gli italiani rimasti in Istria saranno incoraggiati a mantenere e a sviluppare la propria cultura. FULVIO MONAI

Dal numero 1960

del 26/10/1976

pagina 329