Didascalia:Viale Cesare Augusto, Palazzo INCIS. Foto di Nerina Milia Gli esuli istriani aspettano da sessant'anni La storia di noi esuli istriani stata volutamente insabbiata. Sono passati ben sessanta anni e noi siamo ancora qui ad attendere giustizia. Perchè non sentono dovere di pagarci? Avevano promesso che entro due anni dalla fine del conflitto avrebbero pagato i beni abbandonati. Oggi io provo profonda vergogna per uno Stato cosi drammaticamente assente, provo vergogna per una giustizia che non esiste! Tutto ci e stato rubato! Non so chi di voi ha provato a uscire dalla propria casa e non farvi pin ritorno, lasciarvi i propri libri, gli abiti, i giochi, i tuoi morti al cimitero, e terribile la solitudine in cui sprofondi, la mancanza di comprensione e di giustizia che subisci. E' uno strappo non pin rimarginabile, enorme nella sua crudelta...perché si puô perdonare ma mai dimenticare! Il mio passato lo tengo stretto nel cuore, una sola cosa vi chiedo : non fateci più del male! LICIA GASPARI IN MARINI Cara Signora, la Sua lettera, indirizzata ad altro giornale, m i pervenuta via e-mail. La pubblico, perchè interpreta molto bene i sentimenti della maggioranza di noi Esuli. L'Italia in lutto In questo momento d'immenso dolore, un riverente pensiero va ai Caduti ed ai Toro famigliari. L'attacco al comando dei carabinieri di Nassiriya; il pin alto numero di vittime dal 1945 ad oggi. "Per noi", questo attacco significa, non solo un lugubre avvertimento, ma una dichiarazione di guerra scritta con il sangue. L'illusione di una presenza moderata, umanitaria, solidale nel disgraziato teatro iracheno e finita davanti a quei corpi straziati di ragazzi in divisa, con alamari e mostrine. Non facciamo retorica e diciamo che sono caduti in un deserto di sabbia e sassi ed in un mare di interessi... La partecipazione morbida dell'intervento, la solidarietà non belligerante sono apparsi concetti troppo sofisticati per un terrorismo che alla fine guarda solo con chi stai. L'amicizia, sin troppo sbandierata, con il popolo iracheno non ha avuto valore per i terroristi; la copertura, tardiva, del-1 'Onu all'intervento e diventata un velo squarciato. Era mattina quando un camion carico di tritolo ha fatto saltare le illusioni. Adesso, oltre la riva dell'Eufrate, si vedono poche luci dietro le finestre infrante; la strada, ora deserta, e irta di difficoltà. Ora che il velo e caduto, la verita e davanti ai nostri occhi; Didascalia: Scuola "Dante Alighieri". La I B del 1931. Foto di Uccia Ivis Superina l' Italia ê entrata in guerra quasi senza accorgersene, senza capirlo, senza essere sicura di volerlo — fino in fondo. Anch'io ero contrario ... ma per l'amicizia al leale alleato americano...Le bombe intelligenti possono vincere la guerra, ma non portano la pace. In pace i figli seppelliscono i padri; in guerra i padri portano al sepolcro le bare dei figli. Ma cos'è la storia senza memoria? Se avessimo dato retta al Papa, che scongiurava di non fare la guerra, oggi non piangeremmo le tante vittime. I feretri sono tornati a casa avvolti nel tricolore. Hanno perso tutto. No! Con eroismo hanno salvato l'Onore. Mi consola la speranza che il buon Dio abbia preparato due paradisi: uno per i perversi, l' altro per i misericordiosi. "Essi vinceranno la morte ed erediteranno il regno dei cieli". MATTEO FABRIS Cam Fabris, da militare, la ringrazio per questa sua lettera che, ricca di sfumature poetiche, fa anche un 'analisi lucida della situazione che si e venuta a creare. Concordo quasi su tutto, meno che sulla conclusione; non credo che il buon Dio abbia preparato, sia pure nella Sua infinita bonta, un paradiso anche per i perversi. Spero proprio non sia cosi!