SEGUE DALLA. PRIMA PAGINA
All'inaugurazione erano presenti Autorita e diversi labari tra i quali spiccava. quello di Gallesano, ostentato orgogliosamente da quel grande esule che e il Presidente della. Famea., Debrevi. Anche le Forze Armate ci hanno onorato della loro presenza. Al pomeriggio, nel convegno dedicato alle foibe, all'esodo e ai campi profughi erano presenti rappresentanti del Polo e storici del calibro di Gianni Oliva e Guido Ktunici. In una sala gremita, il discutere limpido e sereno e giunto al pubblico il quale ha particolarmente apprezzato e conosciuto vicende che, purtroppo per noi, spesso sono ancora ignorate. Particolarmente sentito da tutti il canto "Cara terra mia", eseguito dall'amico Simonelli; e stata la più bella introduzione che si potesse immaginare. Siamo orgogliosi di essere esuli e profughi e non dimentichiamo certamente i nostri parenti ed amici che sono morti in Istria, Fiume e Dalmazia....che consideriamo tutti presenti ed onoriamo nei monumenti a loro dedicati. Dal giorno dell’inaugurazione (25 ottobre) il monumento e sempre coperto di fiori e di lumini e non sono sicuramente solo i nostri esuli che lo apprezzano e lo rispettano, ma. migliaia di cittadini che finalmente vengono a conoscenza della pulizia etnica. a cui il nostro popolo e stato sottoposto.
Il giornalista che ha fatto il servizio sull'inaugurazione del monumento, apparso sulla "Stampa", si e scusato per la deinizione di "emigranti", ha. capito che per noi quella parola ha un significato offensive e si offerto per il prossimo articolo che scrivera per il suo giornale di rettificare con "gli interessi".
A commento di quanto precede, mi sembra persino superfluo il precisare che nessuno ha inteso sminuire la Vostra lodevole e meritoria iniziativa; la critica e stata unicamente limitata alla natura dell'iscrizione sul monumento che, volta a ricordare — cito le Vostre stesse parole — "la pulizia etnica a cui il nostro popolo d stato sottoposto" non evoca, per la sua genericità, la peculiarità della tragedia che ci ha colpiti, richiamandola alla mente soltanto dei più. "informati" (pochi, per Vostra stessa ammissione) quanto, piuttosto, accomuna 110i Istriani, Fiumani e Dalmati a tutti gli Italiani che, nei drammatici anni della guerra ed in quelli difficilissimi dell'immediato dopoguerra, hanno visto primi cadere i propri congiunti sui diversi fronti di guerra e poi emigrare in cerca di fortuna. ricordare tutto questo è, indubbiamente, giusto ma, mi chiedo, e proprio questo o qualcosa altro che vogliamo richiamare alla mente degli Italiani?