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Didascalie:
A Capodistria il 21 febbraio all'ingresso del cimitero in attesa dell'urna con le ceneri
di Giorgio Cobolli, Pierina Vascotto col labaro della Farneia Capodistriana e sulla destra il Console Generale d'Italia a Capodistria Luigi Solari e il presidente dell'Unione
degli Istriani Zigante
L'urna con le ceneri di Giorgio Cobolli, coperta con la bandiera dell'Istria, viene deposta nella tomba di famiglia, la lapide, seminascosta dalla nuca del parroco, e ancora
per poco coperta da un drappo bianco; e stato cosi corrisposto all'ultimo desiderio del
patriota capodistriano (foto Enea Marin)
La Medaglia d'Oro al V.M., d’oro di guerra, Giorgio Cobolli è tornato definitivamente nella sua Capodistria, domenica 21 febbraio 1993, in una mattina priva di sole. Rispettando la sua volonta, i familiari hanno provveduto a far giungere al cimitero di S. Canzian Puma con le sue ceneri ad un mese circa di distanza dal-la sua scomparsa avvenuta a Roma ed a far affiggere al monumento tombale della sua famiglia una nuova lapide che lo ricordera ai posteri. Gia un'ora prima dell'arrivo dell'urna un gruppo di esuli, che col passar del tempo s'infoltiva, stazionava davanti e dentro tl cimitero. II grosso era costituito da capodistriani, ma c'erano pure esuli di altre località istriane, Cittanova, Umago, Parenzo, Grisignana, Momiano. Erano presenti, accanto alla vedova ed ai figli, il presidente, l'ex presidente e il segretario dell'Unione degli Istriani Zigante, Delbello e Riosa, il Console Generale d'Italia a Capodistria Solari, i coniugi Pierina e dott. Pietro Vascotto con il labaro della «Fameia Capodistriana., rappresentanti di altre «Famiglie. istriane, dell'Istituto del Nastro Azzurro, della Federazione Grigioverde, delle Associazioni d'Arma (uno, col caratteristico copricapo dei nostri bersaglieri), dei Circoli «G.R. Car
e «N. Cossetto.. La funzione religiosa e stata officiata dal parroco Mons. Raubar (che solo pochi mesi fa aveva celebrato in duomo a Capodistria le nozze d'oro di Giorgio ed Eugenia Cobolli) che ha rivolto elevate parole di omaggio all'esemplare figura del-lo scomparso. Mentre l'urna veniva deposta nella monumentale tomba di famiglia, sul lato sinistro, veniva tolto il drappo bianco che copriva la lapide a lui dedicata e aggiunta a quells che ricordano i genitori Biagio e Nicolina de Baseggio e altri parenti. L'orazione funebre a stata pronunciata dal giornalista Ranieri Ponis, pure capodistriano ed amico di Giorgio, ed e stata magistrale, facendo brillare pin di qualche lacrima fra i presenti specialmente verso la conclusione quando, dopo aver veritariamente lumeggiato le qualita umane, morali e civiche dell'indomito capodistriano, ha rievocato il suo puro e profondo amore verso la cittadina natale ed il suo mare, e l'Istria tutta. Istria che, ricordiamo, in occasione del Grande Raduno degli Esuli Istriani del 1987 a Trieste in piazza dell'Unita d'Italia, non esità a definire con forte accento, di fronte a eerie pavidita di notabili, terra italiana di ieri, di oggi e di sempre.
Enea Marin