Didascalia: I ministri degli Esteri Andreatta e Peterlè Lo scorso 26 agosto c'e stato, a Bled, lo «storico. (cosi, sempre più frequentemente, si usa definire una qualche cosa riservata a persone importanti) incontro tra il nostro ministro degli Esteri Andreatta ed il ministro degli Esteri sloven Lojze Peterle. In quel periodo mi trovavo in Istria e, quindi, ho potuto seguire l'avvenimento solo leggendo le corrispondenze dei giornali locali scritti, naturalmente, in italiano. Premetto subito che ho la massima stima del prof. Andreatta, come uomo e come economista, ma che non ne ho nessuna per i nostri ministri degli Esteri, si chiamino Andreotti, De Michelis, Colombo ed anche Andreatta. Ed a chi si aspettasse chissa quali rivelazioni, anticipo gia prima di cominciare che in questo incontro non vi e stato proprio niente di «storico.. Da una lettura attenta ed approfondita delle corrispondenze in questione, risulta abbastanza semplice tener separate due distinte argomentazioni: quella a sfondo turistico e quella di carattere pin strettamente politico. Per scaldarsi i muscoli a for-se meglio iniziare con i pettegolezzi turistici: sono, almeno, tali da non guastarci la giornata... La prima cosa che apprendiamo e che il ministro degli Esteri della sesta potenza industriale del mondo occidentale (almeno tale era l'Italia fino a poco tempo fa) e volato, almeno cosi suppongo, da Roma a Bled per parlare, 'in poco più di un ora, con il suo collega sloveno. Ma poiche il tempo a disposizione era di motto superiore all'ora ed i negoziatori non avevano, si vede, motto da discutere, il via all'incontro to hanno dato il divertimento e la buona cucina. I due ministri (o turisti) hanno compiuto una breve gita in barca (ma se proprio barca era, nessuno ha chiarito chi era ai remi) con meta l'isolotto che si trova nel bel mezzo del lago di Bled. Su di esso e costruita una chiesa, dedicata alla Madonna, fornita di un gruppo di campane: secondo la leggenda, se uno formula un desiderio e, poi, tira per tre volte le corde del le campane, il desiderio, prima o poi, si avverera. Per semplificare, quelle campane sono concorrenti professionali delle stelle cadenti che si vedono nella notte di san Lorenzo... Nessuna corrispondenza ha svelato quali siano stati i desideri formulati dai due ministri: tutto e rimasto «top secret.! Al ritorno dall'isola e stato distribuito l'indispensabile... rancio. Servito a lame di candela, aveva come piatti principali della ribollita del Collio e del cervo ai mirtilli. Andreatta, che e conosciuto come buona forchetta, ha distrutto tutto mentre Peterlé, che tanto tiene alla sua corporatura ascetica si limitava a piluccare qua e la (a questo proposito, se dovessi affibbiare a Peterlé un soprannome che lo rappresenti anche fisicamente lo chiamerei «Agonia) Finalmente, dopo essersi rilassati con la gita in barca ed essersi ben pasciuti (almeno uno dei due) a tavola, Andreatta si e riacceso, per l'ennesima volta, la pipa ed i due ministri si sono seduti attorno ad un tavolo per parlare, finalmente, di politica. Ed a questo punto arriviamo alla parte che dovrebbe interessarci di più. Innanzi tutto siamo stati informati che tutto l'incontro e stato improntato a grande amicizia (ma questo lo si dice sempre, anche se l'incontro finisce a coltellate) ed a stato, addirittura, idilliaco quando sono stati posti sul tappeto gli aspetti economici bilaterali. Pere, leggendo attentamente tra le righe, risulta chiaro che il ministro degli Esteri Italiano si e preso le sue belle bacchettate sulle mani: almeno due. La prima per la spinosa questione dello schieramento delle truppe italiane ai confini della Slovenia, con il dichiarato intento di evitare infiltrazioni di gruppi terroristici ed il contrabbando di armi. A questo rimprovero Andreatta ha risposto come solo un ministro degli Esteri italiano poteva rispondere e doe che decisione e stata, forse, presa in maniera troppo affrettata e che in futuro simili provvedimenti saranno presi solo dopo precisi accordi tra i paesi interessati.. E qui chi vuol capire tiri le sue conclusioni! La seconda a venuta ad Andreatta dall'ormai eterno .tormentone. sui diritti sieved in Italia e sui paventati tagli dei fondi profusi, con tanta larghezza; ma quanti mai saranno gli Sloveni residenti in Italia? E, a proposito di minoranze (ma in questo caso si tratta di quella italiana), Peterle ha subito precisato che l'Istria, come realtà politica a se stante, non e nemmeno concepibile e che, come massimo suo contribute, potra interporre i suoi buoni uffici per una eventuate soluzione paritaria di trattamento (probabilmente con riferimento agli Sloveni in Italia). E stato anche toccato l'argomento del trattamento delle proprieta abbandonate dagli Italiani: però le corrispondenze parlano delle proprieta abbandonate prima del 1946! E quali siano gli Italiani optanti prima del 1946 pu6 saperlo solo Andreatta. Anche in questo case grande disponibilita slovena .nonostante le difficolta giuridiche da superare.....Alla fine della fiera., come si direbbe in Lombardia, i risultati dell'incontro sono stati alquanto poveri: gran-de e reciproca disponibilita in tutti i campi, ma nien te di pin. E chiaro che la Slovenia vuole tarsi ti rare la volata dall'Italia per entrare nella Comunita Europea e per accedere al sistema difensivo continentale e quel poco che conceders lo conceders in funzione di questo obiettivo. L'Italia, nella sua smisurata strategia di politica estera, visto che le contropartite pi6 interessanti e pits necessarie non le pub ottenere e non le otterra mai, si accontenta di usare la Slovenia come ponte per raggiungere il Mar Nero, via Trieste-Lubiana-Budapest-Kiev. A chi possa interessare tutto questo a ancora da definire, visto che ]'Italia non sa far funzionare nemmeno il porto di Trieste; ma Andreatta ha manifestato la corn-pieta disponibilita del nostro paese a supportare, almeno per la tratta Trieste-Budapest, Ia realizzazione di questa importante opera viaria, anche con rimmediata concessione di crediti (tanto not abbiamo tanti soldi che ci avanzano). Cosi dope aver costruito le autostrade del nostro nord - est per far viaggiare comodi i Tedeschi che volevano raggiungere in poco tempo le spiagge dell'Adriatico (ma almeno quelle servivano anche a noi) era ci daremo da fare per farli viaggiare comodi anche quando vorranno andare in Crimea o sulle spiagge del Mar Nero. E per chi avesse ancora dei dubbi si a gia riunita a Lubiana la Commissione mista che dovra prendere in esame il possibile apporto italiano alla costruzione della rete autostradale della Slovenia. E dagliela! Perciò chi sperava in un'Istria unita e, magari, autonoma od indipendente ha, per era, fatto sue; idem per chi sperava in una ridiscussione o modificazione del famigerato trattato di Osimo. Non c'e null'altro da aggiungere se non questa amara riflessione: per discutere simili argomenti non erano per niente necessari ne le gite in barca, ne le campane con sorpresa, ne le candele che illuminassero il de-see: forse era sufficiente una semplice telefonata che, se non altro, avrebbe avu to il pregio di costare di meno. In occasione degli ultimi referendum gli Italiani si sono pronunciati per la soppressione dei Ministeri dell'Agricoltura e della Marina Mercantile. Perchè mai, nella stessa occasione, non 6 stato messo a referendum anche l'abolizione del ministero degli Esteri? Io, e chissa quanti altri assieme a me, avremmo votato .Si.... Claudio Fontanive