Didascalia . Bernardo Gissi che ha fatto gli onori di casa all'incontro
Essendo diventata ormai una consolidata consuetudine, domenica 10 ottobre 1993 si a celebrato a Mondovi (in provincia di Cuneo) il IX raduno a cui hanno partecipato gli esuli di Pola, Fiume e Zara provenienti oltre che dalla provincia di Cuneo, dalle restanti citta del Piemonte (con larghissima partecipazione del neo risorto Comitato di Torino), dalla Liguria e in particolare dalle citta di Genova. Savona e Imperia. Continuando quel la che da nove anni divenuta un'esal tante tradizione, i partecipanti si sono ritrovati anche quest'anno nella bella e caratteristica Cita di Mondovi ricca d'arte e di cultura, anticamente chiamata Monteregale; i monumenti, la storia e lane della stampa (ricordo che a Mondovi si stampò:, il primo libro con data certa in Piemonte net 1472) sono elementi peculiari che indurrebbero a pits lunghe meditazioni su una Citta che da piu anni consecutivamente ospita il convegno degli esuli con particolare cordialità.
Già durante la celebrazione del-la S. Messa nella Chiesa di S.Agostino, il Sacerdote a stato prodigo di parole dilette riferite alle nostre stupende e amate terre e a noi profughi uniti e animati da quello spirito di fratellanza e di disponibilita dell'uno verso l'altro proprio perch& provati dada vita. Ovviamente il Sacerdote monregalese non e a conoscenza del clima di astio e di tensione che Meludibilmente sta crescendo con le fratture in seno alla nostra comunità.
Nella preghiera di ringraziamento il profugo di Zara dott. Loris Buckowsky ha ricordato le no-sire cilia, il bellissimo mare, i nostH morti, gli orrori, i dolori e le foibe.
Alle 12.45e stata raggiunta l'accogliente sala (opportunamente addobbata) dell'ormai familiare Ristorante «Tre Limoni d'Oro cui titolare sig. Via aveva preparato un menù di elevata qualità considerato ottimo da tutti i commensali: camoscio con .spezzerlis e cosciotto di maiale con patate «röstis di livello eccezionale. Dopo il pranzo, Bernardo Gissi, presidente del Comitato dell'Arivgd (fin dal 1957) della provincia di Cuneo e della Consulta Regionale Piemontese, dopo aver re-so omaggio a quelli dei nostri pro- fughi che durante quest'anno sono passati alla vita eterna, ha rivolto a tutti ii pits cordiale e fraterno saluto e un particolare compiacimento per l'elevato numero dei partecipanti (circa 100) di cui oltre 45 provenienti da Torino guidati da Fulvio Aquilante presidente del Comitato a cui va grande merito, unitamente ad un ristretto numero di validissimi collaboratori, di essere riusciti a far risorgere una dinamica e funzionante struttura organizzativa a disposizione dei molti esuli residenti in zone della citta dove sono ubicati alloggi di edilizia residenziale pubblica, appartamenti che a tutt'oggi non sono ancora stati assegnati in proprietà mediante riscat to ai profughi destinatari per legge che tempo per tempo dal 1952 in poi hanno presentato regolare domanda.
Gissi ha concluso il suo intervento rappresentando il generale
pessimismo che domina gli ambienti dei profughi per come van-no le vicende riguardanti le nostre terre, i nostri confini orientali che non hanno mai goduto di grande notorietà non solo presso il grosso pubblico ma neppure presso la maggior parte dei nostri governanti. A rendere ancora phi confuse le gia limitate nozioni storiche degli italiani, ha contribuito una storiografia che negli ultimi decenni a stata in buona parte dominata da un'impostazione ideologica che volutamente ha travisato i fatti e ogni realtà e stata arbitrariamente falsata.
Quindi Aquilante con un intervento aspro ha caparbiamente accusato in generale le superiori autorita a tutti i livelli per non aver ancora risotto i problemi fondamentali come sono quelli della casa e delle pensioni di molti profughi anziani che vivono quasi emarginati in alcuni quartieri di diverse citta. Con tutto il rispetto dovuto ai piùanziani, rivendica alla generazione pits giovane diritto e il dovere di continuare la lotta contro la burocrazia e l'ignavia della classe dirigente sino al riconoscimento degli obblighi morali e materiali verso gli Esuli. Da parte del rappresentante del Libero Comune di Pola in esilio e stata esposta l'esigenza che nelle opportune sedi venga riconosciuta l'autonomia della Region dell’Istria; anche in questa sede si e evidenziata una diversità di opinioni mentre a quanto mai opportuno che si compia ogni sforzo per rinsaldare le amicizie ed eliminare gli attriti.
I fiumani Fulvio Mohoratz e Claudio Daneo dimostrando ottima conoscenza dei problemi passati e recenti relativi ad accordi già stipulati e da stipulare, con motto rigore ed impeto hanno espresso la totale sfiducia nei governanti e negli organi preposti alla tutela dei nostri confini ma soprattutto dei nostri diritti sino- ra sempre e dappertutto immancabilmente calpestati e misconosciuti. Essi hanno proposto che anche in questo raduno venga espressa la volontà di ricorrere alle Corti giudiziarie competenti per ottenere una sentenza in cui si riconosca che il popolo giuliano-dalmata non solo ha subito torti e violenze, ma è stato altresi privato del diritto all'autodeterminazione. Hanno dichiarato al riguardo di essersi già rivolti a un noto giurista di diritto internazionale di Genova.
Sono poi intervenuti tra gli altri, Pietro Brakus, Lucia Foretich, Giorgio Gorlato.
Gissi ha infine espresso il affettuoso ringraziamento e saluto ai partecipanti e ricordato a tutu gli Esuli l'obbligo morale di continuare a credere nella giustizia e ad operare affinché i connazionali e in particolare coloro che Bernardo Gissi che ha fatto gli onori di casa all'incontro
operano nel mondo delle comunicazioni di massa, riescano a identificare con maggiore diligenza le nostre terre e ad attribuire ai giuliani e ai dalmati le vere identità culturali ed etniche. Verso le 18 per concludere una splendida giornata, tutti in piedi, hanno intonato con molta commozione e grandissimo sentimento il .Va' Pensiero dal Nabucco di Verdi.