foto Didascalie: Piazza Santa Croce a Firenze attrezzata e addobbata per una partita di calcio in livrea in una incisione settecentesca dello Zocchi :Vol frontespizio della celebre pubblicazione lo stemma dell'Accademia composto da un frullone con il motto «II piu bel fior ne coglie. a sintetizzarne le finalita Terminata la seconda guerra mondiale, accettato e sottoscritto il trattato di pace, firmato a Parigi il 10-2-1947, cedute alla repubblica jugoslava l'Istria, Fiume, Zara e le isole, si ebbe come conseguenza l'esodo di ben 350.000 connazionali. In quelle terre, prima romane, poi per lunghi secoli venete, rimase una minoranza di altri che preferirono cambiare nazional ta, chi per pigrizia, chi per infermita, chi per eta avanzata, ma soprattutto per «simpatia. verso l'indirizzo politico dell'allora regime jugoslavo. Cosa avrebbe potuto fare ]'Italia, visto e considerato l'intoccabilita delle frontiere ribadita unilateralmente dal-le nostre massime autorita dello Stato? Avrebbe dovuto, almeno, cercare di mantenere viva la nostra cultura e la nostra lingua.Spero proprio di essere smentito, ma in questo senso e stato fatto veramente poco: l'italiano parlato solo dai vecchi mentre i loro figli e nipoti, pur comprendendolo, spesso fingono di non conoscerlo. A Trieste, capoluogo della regione dove e gia avvenuta la pulizia etnica, con un'operazione impopolare e assai osteggiata dalla popolazione, viceversa, si sta addirittura tentando di introdurre bilinguismo a cominciare dalle targhe stradali. Perfino per entrare nella polizia si dovrebbe conoscere anche lo sloveno... Eppure in tale citta vive un'esigua minoranza di sloveni, cittadini italiani regolarmente rappresentati nel Comune, che comprendono benissimo e parlano correttamente l'italiano. Ma i triestini, ammalati di italianita, si oppongono a ogni iniziativa in tal senso. Ma se si a fatto poco per i nostri fratelli «separati. dal confine, in Italia si e lasciato imbarbarire la lingua con l'introduzione di termini stranieri, per lo più inglesi. La radio, la televisione, il cinematografo e tutti i giornali, a mio avviso, ne fanno un use esagerato, raggiungendo livelli davvero inaccettabili. Ecco cosa scrive «La Nazione. del 15 marzo scorso in merito al film «Michele alla guerra., dove sono mostrate le crudelta dei nostri terribili vicini jugoslavi: flop di audience per il fiction sulla Bosnia, interpretato da un cast di prim'ordine, dove vengono descritti, proprio come in un movie istant, due attuali argomenti di grande appeal, i tragici avvenimenti che insanguinano quel paese e una straziante storia di infelici bambini. Quindi a un continuo intercalare di vocaboli stranieri che davvero disturbs. E anche vero che molte parole, pit) che altro tecniche, sono ormai, purtroppo, intraducibili; pere la maggior parte possono essere agevolmente espresse in italiano. Da tenere, poi, presente l'importanza della lingua come principale e insostituibile fat tore di coesione tra gli italiani del nord, del centro e del sud. E proprio in questo momento ce nee davvero bisogno! Gia nel 1570, quando «non eravamo un popolo perche eravamo divisi. (come affermato nell'inno di Garibaldi), a Firenze, capitale di uno dei tanti Stati della penisola, ci si preoccupava di conservare la purezza dell'idioma. Si fonde, infatti, l'Accademia della Crusca, che assunse come motto un verso del Petrarca «II più bel fior ne coglie.. Patrocinata dai Granduchi di Toscana, si propose quello scopo, principalmente con lo studio dei tre grandi della letteratura italiana: Dante, Petrarca, Boccaccio. Gli Accademici, burloni e sempre in vena di scherzare anche sulle cose serie, come lo sono tuttora i fiorentini, assunsero soprannomi mutuati dal lavoro dei fornai come l'Impastato, il Lievitato, ecc. al fine di Separare «il buono dal cattivo., proprio come si fa con la farina dalla crusca. Attraverso la «tramoggia., dove venivano poste le opere da sottoporre a critica ed frullone. una sorta di setaccio a forma di imbuto si otteneva lo «stacciato., doe le opere censurate e la farina, Moe il fiore costituito dalle opere scelte. Questa attenta selezione sui testi, che costituisce il «pin bel fior della lingua., pone alla pubblicazione del celebre vocabolario della lingua italiana, a cui seguirono, nel tempo, altre aggiornate edizioni. A semplice titolo di cronaca informo che l'Accademia della Crusca esiste ancora, continua la sua nobile attivita con mezzi pio moderni della tramoggia e del frullone e ha degna sede nella Villa Medicea di Castello, nelle immediate vicinanze di Firenze. Anche durance il discusso àentennio la rigida disciplina fascista impose, per legge, l'eliminazione di tutti i termini stranieri. E qua mi riferisco anche all'argomento altre volte trattato dell'italianizzazione dei cognomi slavi, in questo caso, pert. solo vivamente caldeggiata e incoraggiata. Anche i nomi propri di persona dovevano essere italiani: Walter divento Valtere, Jacopo lacopo, Raoul Raul, ecc. Casi clamorosi furono quelli di Rascel (l'attore Renato Rascel) trasformato in Rachele e della Wandissima (l'attrice Wanda Osiris) cambiata in Vanda. Si giunse addirittura al ridicolo modificando parole come quella ascoltata in un film degli anni Quaranta, in cui un ufficiale superiore dell'Aeronautica esorta i giovani tenenti a non frequentare troppo il «tabarino.. Oggi, invece, si programmano thrilling, si interrompe un impegno con un break, si assiste a una sfilata di top-model, si dispone di un'automobile con air-beg in leasing, si fanno gite con la mountain-bike (povera nostra cara vecchia bicicletta), si leggono best-seller, si fa shopping, ci rilassiamo nell'week-end, siamo gelosi della nostra privacà, se siamo importanti siamo big o vip ed abbiamo fans, giochiamo a basket o a foot-ball, ecc. ecc. Riguardo al foot-ball, fra l'altro, dovrebbero essere gli altri ad assumere il ter-mine «calcio. perché il gioco ha origini italiane o meglio fiorentine. E memorabile una celebre partita di calcio che fu giocata in Piazza Santa Croce nel 1530 durante il tragico assedio di Firenze da parte degli imperiali di Carlo V, per dimostrare che il popolo fiorentino, anche se ridotto alto stremo, conservava sotto il tiro delle artiglierie il sangue f reddo e il caratteristico spirito bizzarro. Anche oggi quell'antico glow si disputa ancora nella festa del Patrono, S. Giovanni Battista, sempre in Piazza Santa Croce e si ripete altre volte nel torso del restate preceduto e seguito da uno splendido corteo di figuranti nei caratteristici costumi cinquecenteschi. E se fossi d'accordo con quella barbara e quasi sempre anglofona terminologia, potrei terminare con un abusatissimo O.K. Non cosi avviene nella confinante Francia, dove si fa di tutto per abolire i vocaboli stranieri e si minacciano multe salatissime e, nei casi di recidive, addirittura l'arresto. E stato infatti approvato un progetto di legge sulla difesa della lingua francese, proposto dal ministro della Cultura e Francofonia Jacques Toubon. Quando si pub agevolmente usare l'idioma nazionale perche dobbiamo servirci di un'espressione inglese? E a salvaguardia della lingua tutto quello che non e francese dovra essere tradotto. Esempio: la comunissima parola fax sara d'ora in avanti indicata come telecopie.. E oscurantismo reazionario e fascista auspicare qualcosa di simile anche per noi? Qualcosa in tal senso si sta però. muovendo. A Pavia apprendo dal TG 5 delle ore 20 del 15.3.1994 una disposizione comunale, che si rimette alla non abrogata legge del governo fascista, obbliga i commercianti che espongono insegne in lingue straniere a sostituirle con altre in italiano. Con rammarico ho purtroppo rilevato che il giornalista, nel riferire tale notizia, faceva trapelare una certa ironia, se non proprio disapprovazione. Chiudo affermando che per me e «crusca. che non sarebbe dovuta passare attraverso il frullone anche l'utilizzazione nelle targhe automobilistiche di lettere estranee all'alfabeto italiano (anche a me e capitata una vettura con una K...). Sui motorini appare anche l'J che si confonde spesso con la y. Prova ne sia e la lingua torna a battere dove il dente duole le volte che vediamo scritto jugoslavia al posto della corretta Jugoslavia. Giulio Moschi