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I vendicatori di Lissa.: Cosi Ia «Domenica del Corriere» di fine giugno 1918 intitola la sua copertina dedicata al capitano di corvetta Luigi Rizzo e al suo Mas 9, cui si deve l'affondamento della corazzata austriaca «Szent Istvan., il «titano della Botta austriaca.. L'unità nemica aveva lasciato tI porto di Pola il 9 giugno, dirigendosi verso l'aperto Adriatico; alle prime luci del 10 due piccole siluranti italiane al comando di Rizzo Ia intercettano, al largo di Premuda, si avvicinano inosservati e la centrano con due siluri. La «Szent Istvan. cola a picco con 89 marinai
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Sul quotidian ligure «II Secolo XIX» del 27.XI.1987, era apparso un articoletto senza firma dal titolo: «Le Streghe espugnarono Polo.. Solo ora ho ritrovato il ritaglio e ritengo interessante riassumere il contenuto e proporlo ai lettori. Lo scrittore ligure Vittorio G. Rossi, negli anni giovanili aveva scritto un libro ora introvabile in commercio dal titolo «Le streghe di mare. pubblicato nel 1930 presso le edizioni Alpes di Milano.
II libro racconta le arditissime imprese dei MAS (secondo il D'Annunzio: «memento audere semper.) durante il primo conflitto mondiale. L'Autore analizza questa «moderna» arma bellica, rispetto ai tradizionali fucili, cannoni ecc. per la sua essenza di «sfida avventura., per l'ardimento degli assaltatori per i quali la ricompensa e quella di udire lo scoppio del siluro contro la lime= della nave nemica.
Il V capitolo del libro inizia cosi: «La flotta austriaca s'e rintanata a Pola. A Pole vivi non si entrò. I barchini vanno a Pola.. Un pugno di uomini ardimentosi aggredisce la none e gli obiettivi colossali nemici. Nasce l'epopea dei luoghi La beffa di Buccari del febbraio 1918; Premuda, violate nel giugno 1918 e la stessa Pola. Si immortalano i nomi dei Comandanti Costanzo Ciano,Gabriele D'Annunzio, Raffaele Paolucci, Luigi Rizzo, Raffaele Rossetti.
Anche la stampanon rimase indifferente alle eroiche imprese degli assaltatori. La Domenica del Corriere anno 1918 dedicò una copertina del pittore Beltrame, con la seguente didascalia: «I vendicatori di Lissa.. Confesso che all' istante non ho saputo dare l'esatta interpretazione al la note esplicativa; per cui... santa enciclopedia aiutami!!!
Presumo che non cacti i lettori abbiano in mente la stone e tolgo loro il disturbo di correre a consultare i libri. A Lissa, nel 1866, si svolse una sanguinosa battaglia navale tra la squadra austriaca dell'Ammiraglio von Tegetthoffe quella italiana dell'Ammiraglio Persano. Non ci ando bene; gli austriaci ci affondarono ben due importanti nevi: la Re d'Italia e la Palestro. E qui salta in hallo la Nemesi dea della vendetta. Mezzo secolo dopo, «i vendicatori. affondano, violando i munitissimi porti austriaci, nevi dell' importanza della Santo Stefano a Premuda, della Viribus Unitis nel porto di Pola.
Mi vengono in mente le moralistiche favole di Esopo, per concludere con un proverbio (valido in tutti i tempi): «Chi la fa l'aspetti!»
Fausto D'Asta