Doverosa precisazione Caro Sindaco, una piccola precisazione: il mio cognome é PINAT e non Pilat come riportato sulla Email pubblicata a pag.10 in riferimento ai "Grandi della Pietas Julia". Grazie per i complimenti, anzi tengo a dirle che io e Gianni siamo ben impegnati nello sport: io sono allenatore di basket e Gianni invece è istruttore di nuoto (oltre che atleta master). Buon sangue non mente...Gradirei ricevere l'indirizzo del sig. Vlahov per contattarlo, se abitasse a Trieste o giù di lì potrei andarlo a trovare, dato che ai primi del mese sarò in regione dai parenti (Aiello del Friuli). Grazie per l'ospitalità sulle pagine dell'Arena. Cordiali saluti. GRAZIANO PINAT Scusandomi per la storpiatura del cognome, rinnovo i complimenti per la sportività della famiglia Pinat. La Redazione ha provveduto a fornirLe privatamente l'indirizzo richiesto. Spero che il contatto auspicato, sia ormai occorso con soddisfazione di entrambi. Cordoglio dagli Stati Uniti e dalla Francia Caro Direttore, ho appreso tempo fa dall'Arena la morte di Uccia che mi ha sorpreso ed addolorata. Ero stata io a contattarla, anni fa, in riguardo alla sua famiglia e da allora avevamo scambiato molte lettere e qualche telefonata. Nella sua ultima lettera, dell'ottobre 2004, mi dava notizia del suo ritorno in Canada, dopo il soggiorno in Italia, la visita in Istria e la gita ad Ischia con gli amici della “Grion”, della gentilezza di Salvatore e Graziella, delle nozze della nipote,…Mi scriveva pure di sentirsi stanca…. Aspettava, come me, l'inverno duro, lungo e nevoso, pressappoco eguale, che abbiamo lei in Canada ed io qui in Alsazia. Le scrissi per farle gli auguri per l'anno nuovo e raccontandole le solite cose. La mia lettera rimarrà, purtroppo, senza risposta. Era gentile, entusiasta, aperta…Terrò la sua ultima lettera come ricordo. FLAVIA GIUSTI SCUBBI Caro Direttore, tempo fa, abbiamo saputo dalla comune amica polesana, sig.ra Linda Doberdan Kostoch (conosceva Uccia da oltre 50 anni) della morte della cara Sig.ra Superina. Ogni anno, d'inverno, eravamo usi incontrarci con le nostre famiglie in Florida; quella mia e di mia moglie Etta con Uccia era davvero una gran bella amicizia. La sua scomparsa, subito dopo un suo recente ritorno da un viaggio in Italia ed in Istria, ci ha profondamente addolorato. La ricorderemo sempre! Per questo, con un'elargizione, abbiamo voluto deporre un simbolico fiore sulla Sua tomba. Colgo l'occasione per inviare la foto, per me motivo di orgoglio, della consegna dell'orologio d'oro per i miei 50 anni di servizio, conferitomi dalla statunitense “Unione dei muratori e piastrini” a Syracusa NY. Con me nella foto (II io e IV lui, da sinistra), l'amico Fredi Allodi, zaratin de nascita. RUGGERO BOLLANAù Cari Amici, il vostro cordoglio per la scomparsa è l'ennesima dimostrazione di affetto per la cara Uccia che ci perviene in redazione. Lo pubblichiamo, certi che sarà motivo di conforto per la Sua famiglia. A Ruggero, complimenti per il riconoscimento conferito a Lui ed al suo amico Fredi, testimonianza della laboriosità della nostra gente nel mondo. Una mano davanti ed una di dietro Egregio Direttore, leggo volentieri i suoi articoli che apprezzo moltissimo. La Federazione degli esuli si è dimostrata frequentemente debole nei confronti di tutti i Governi che si sono succeduti dall'esodo in poi. Sono trascorsi 60 anni e ci siamo trovati “con una mano davanti ed una di dietro”; è ora di finirla ed è giusto che si lotti per avere quello che giustamente ci spetta. Le invio una mia nostalgica poesia, con la speranza che venga pubblicata. OLIVOMAZZAROL CUORI ISTRIANI A qualchedun ghe parerà 'assai strano che tutti noi semo malai del 'stesso mal che se ciama nostalgia eterna e smania de tornar. Più che el tempo passa dentro de ti masina i ricordi dei tempi bei che no' torna più. Basta però serar i oci e svolar lontan che subito te vedi scoio, col suo limpido mar, le vele bianche e quel ciel sempre sereno e bel, le case, i vicoli e la gente col suo dolce parlar, che xe un incanto e te fa sognar. Purtropo parlo come se tuto fossi capità ieri e invesse tanti ani xe passai. Oggi, forsi, no' torneria più indrio, trope robe xe cambiae. Quela tera rossa e quel bel mar, per mi, xe come una calamita. Torneria solo per riposar la stanca vita mia, in quella tera istriana che un giorno me ga plasmado e dove per sempre voleria restar. Caro Mazzarol, grazie per il suo apprezzamento e per la sua poesia. Critica Stimato Generale, Lei ha rilevato la lunghezza delle mie comunicazioni come ostacolo alla loro pubblicazione. Dico comunicazione che è qualcosa di diverso da uno sfogo personale o da uno dei così frequenti raccontini rievocativi, occupanti non brevi spazi della “Arena”. Il valore o l'interesse da questi meritato a suo insindacabile giudizio, non mi compete compararlo alle mie suddette comunicazioni, forse di maggiore coinvolgimento con l'attualità di cui anche Lei, nell'incontro di Trieste del 28 maggio u.s., ha sottolineato l'importanza, in relazione alle decisioni prese, quanto democraticamente è opinabile, dagli esponenti della Federazione, oggi alle prese con reazioni varie al loro operato. La comunicazione, relativa alla manifestazione organizzata dal Movimento NIFD, svoltasi a Milano al Castello Sforzesco il 15 maggio con l'adesione della locale Anvgd, rappresentata da Gianni Godeas, mi sembrava degna di evitare censure spaziali. Si trattava di una manifestazione storica, con esposizione di materiale illustrativo ed informativo di grande valore e la partecipazione di oratori politici e cattedratici. Di tutto è disponibile una registrazione filmata. Ho constatato che di ciò nulla è trapelato su “L'Arena”. Quello che da tempo io per prima ho chiamato “Il muro di Trieste” ha oggi - con le dovute proporzioni circa la loro estensione e peso politico/informativo pubblico - vari tendenziali “cloni” che ne ripetono la struttura, se non intendimenti, ossia i “giornaletti” della diaspora, legati alla loro antica parrocchia e timorosi di urtare qualche “officiante” di prestigio: Di questo muro è difensore, da penetrazioni esterne il già amato e rimpianto “Il Piccolo”. La saluto cordialmente. MARIA RENATA SEQUENZIA Cara Signora, accetto la critica. Tuttavia, quello che Lei dice non è poi del tutto vero. L'Arena, avvertita quando era già in stampa, ha trovato comunque il modo di annunciare la vostra manifestazione sul numero di aprile e l'ha poi ricitata, a conclusione di una sua lettera, nel numero di giugno. A suo tempo avevo, peraltro, richiesto all'amico Godeas di inviarmi un flash sulla stessa; mi ha inviato il suo intervento che non ho pubblicato. Ho rilevato invece che sul vostro foglio è riportato tale intervento, ma non un resoconto della manifestazione. E allora? Ciò premesso, mi limito a risponderLe per il mio giornale, anche se ritengo che la risposta si attagli anche ai “cloni” o altri “giornaletti”, come Lei li definisce, con malcelato sussiego. L'Arena, non è un giornale prevalentemente politico - i lettori non lo vogliono tale - e ,come gli altri, svolge anche una funzione di conservazione “del campanile”, di modesta diffusione culturale e di contatto tra i suoi lettori e collaboratori. E' una formula che incontra un sostanziale apprezzamento. Circa poi il timore di urtare qualche “officiante” di prestigio, non credo proprio che la sua critica possa riguardare la mia persona e questo giornale. Ecco, comunque, una foto della manifestazione di Milano. Un ricordo di gioventù Cara Arena, invio una foto che ritrae la squadra di pallavolo dei “muli polesani” ai tempi del nostro “soggiorno” alla caserma “U. Botti”. La squadra, battezzata “Istria”, ha partecipato, facendosi onore, a diversi tornei cittadini e regionali. Tra uno sport e l'altro i nostri “veci”, in particolare Cino Castro con noi nella foto, tenevano occupata la mularia durante tutta l'estate. Da sx: Matticchio Mauro, Franco Dinelli, Vittorio Ditoma, Enzo Vecchione, Aldo Defranceschi, Duilio Franco e Vezio Giorgini. FRANCO DINELL Foto Didascalia: I tempi non erano dei migliori, ma lo era di certo l'età che, peraltro, consentirà a più d'uno di riconoscersi con piacere nella foto che pubblichiamo., Foto del Raduno di Verona Pubblichiamo con piacere questa foto, inviataci dalla Germania come da consolidata tradizione, dall'amico Alvise O. Furlani, che pur risiedendo lontano (Bonn) non manca mai ai nostri raduni. Lo ritrae, mentre da indicazioni al fotografo, assieme a due grandi “veci” del Libero Comune di Pola, il dr. Gissi (con la moglie Mariuccia) e l'ing. Durin, e con la recentemente ritrovata “bimba con la valigia) sig.ra Egea Haffner e consorte, sig. Tomazzoni