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Didascalia: Visitatori alla Mostra dedicata a Gigi Vidris a Palazzo Vivante a Trieste
Ricordare Gigi Vidris e un compito di fficile e nello stesso tempo anche facile. Difficile per chi non e un critico d'arte e perciò non competente a esaminare la tecnica creative. Non arduo invece giudicare 1' insegnante,1' uomo con la sua dirittura morale. il disegnatore e il creatore di tanti irripetibili e infinitamente dolci personaggi che a Pola chiamavamo affettuosamente e rispettosamente pupoli»; nati della matita di un nobile cuore, amico dei poveri.
Sapeva Gigi Vidris scavare, e vedere chiaramente assiso sul podio della vita nel mondo degli umili e dei diseredati, e senza offendere. Nessuno meglio di lui aveva cognizioni nel cogliere in quel stimolante mondo, ricco di umanita, divine sensazioni con la sua elevatezza: ci indicava le ragioni profonde che fanno della culture le radici ed il succo della vita stessa. Non sapeva, proprio, nuocere ad alcuno, tale e tanta era la sua generosità che lo portava a cogliere soltanto lato buono e positivo del barbone: non affondava il bisturi, ma su un pezzo di carta poggiava dolcemente la matita con alla punte il cuore. Era anche un magnifico insegnante dell 'Istituto Tecnico Leonardo da Vinci di Pola; non ha mai mancato di rispetto ad uno soltanto dei suoi affezionati e partecipi alunni. Mai perché chi sa cogliere il lato sensibile di un barbone sa anche mettere in evidenza, nel giusto modo, la parte migliore di uno studente. Questo positivo modo comportamentale, del prof. Vidris, lo si riscontrava sempre e comunque nel rispetto del diverso». Gia notato il <<diverso» diseredato, cantato con tanto amore attraverso i <pupoli». Ma non solo, altrettanto «diverso», e da rispettare, era l'alunno politicamente non in linea con la massa studentesca anelante all' Italia nella Pola del 1946. Questioni di stile, signorilita e sensibilita.
Nello scorrere le opere esposte avevo il cuore ed il pensiero rivolto al passato: chiudevo gli occhi e sognavo, ahime, di avere soltanto quindi anni con innanzi a me, come una simbologia di accordi dolcissimi. il mio idolo, II mio insegnante che con amore e capacità si prodigava nella sua missione di nobile educatore: una lure essenziale ed umana per rischiare le tenebre.
E nel ricordo dell' insegnante un affettuoso pensiero va a due splendide persone conosciute soltanto a Treviso: II figlio Aligi con la moglie Meri.
Ruggero Botterini