...0 mar, o limpido specchio del cielo Nunzio infallibile d'ampio gioir, C'infiamma l'anima di patrio zelo Coi raggi indomiti dell'avvenir... L'ECO dell'inno smaregliano si spegne, soffocato dalla commozione e da una "bitinada" che un coro d'esuli rovignesi tenta d'intonare. Le voci sono poche, ma mentra .la vecia batana con quatro paioi» naviga sincera sull'onda armoniosa, limpida di folclore e d'accorato rimpianto c'e chi versa qualche lacrima di brucianti ricordi. Lacrima che cade sul terso delle formiche dei tavoli, e si disperde nei riflessi corallini dei .goti», ricolmi di refosco. Altri escono all'aperto, e lasciano la trattoria del Campo Romano per raggiungere la retrostante cresta spumosa pietrificata del poggio, e si soffermano a spaziar l'incanto del Golfo e della costa, da Grado a Punta Salvore. Lassù l'aria sa di resina e di salso, e i bei canti delle marine istriane si confondono con i rumori ch'animano Trieste. Trecentosessanta e più metri d'altitudine, non bastano a smorzar i rimbombi del traffico e delle industrie d'una città senza pace, costretta dai suoi dossi a gravitar verso l'antico centro. Immurata dalle ripide alture che, senza sfogo, la rigettano al mare, incanalata nelle angustie della valli, Trieste s'arrampica, gira, si ritorce sul suo Golfo. Lucra sullo spazio, erge palazzi alti come torri e villini incantevoli, sovraccarica di cemento e ferro ogni suo palmo gonfio di marlin e di mosaici antichi, e affolla d'abitanti le riviere e i cocuzzoli, gia vetustissime dimore di prische genti. A Campo Romano la ripidità dell'ondata calcarea si placa in pianoro oltre i sentieri sassosi, i declivi boscosi si fan dolci sulla Tarvisiana e fin sotto al Lanaro e a Monrupino. Delle centenarie pinete più non rimangono che i toponimi e pochi alberi martoriati dalla bora e dalla processionaria. Delle tenute dei conti Dentice di Frasso, che ai piedi di Campo Romano le confinava, rimane solo un ricordo su un cumulo di macerie, la poetica scritta che un tempo adornava la loro Maina:-Sulla carsia petrosa e nata una rosa.. Dedica gentile, ora in parte trasferita al nuovo borgo Villa Carsia, sorto sit quei terreni. Se gli esuli polesi trovano nel capitello, che fa da acquasantiera nella cattedrale di San Giusto, un tangibile ricordo dell'Arena, e i capodistriani nelle stupende bifore incastonate nel castelletto Gairinger in vetta a Scorcola, i pescatori, esuli dalle marine istriane, trovano nel blasonato dentice che fu dei Frasso di Opicina, la nostalgia del loro perduto mare. Molti di loro, abitanti a Villa Carsia, si raccolgono nei meriggi afosi su un quadrivio, seduti sotto un ciuffo di robinie, rimembrando i giovanili ricordi del loro duro lavoro a pochi metri della vecchia pietra, sulla quale, guizzante nel rilievo, il vetusto "dental» sorride beato dei racconti che sanno tanto d'alga e di salmastro. Dal belvedere dell'Obelisco, lungo il sentiero Nicolò Cobolli, e fin sull'imbocco dell'incompiuta Vicentina, tutto un susseguirsi di cespugli di ginestre, ginepri e di spincervini curvi sotto i grappoli di dorate .cappellette. L'odore caldo della salvia, dei finocchi, dei timi riporta lontano, oltre Salvore, a memoria della città nostra. La marina di Barcola, pullulante di materassini galleggianti multicolori, e l'interminabili file di vetture in corsa e parcheggiate sulla Costiera fa rimpiangere le solitarie spiagge e i vecchi stabilimenti della polesana. Prepotentemente nella memoria si fa largo la vision del Bagno Stengel, ai tempi della nostra fanciullezza; echeggiante ancora dei bonari rimproveri che il vecchio proprietario — ex biso de marina» — elargiva alla .mularia» intenta a saccheggiargli le .nasse per bransini», da lui gelosamente calate .sottel buso de l'acqua dolse de Tivoli», profondamente incuneato sotto riva della Valle San Piero d'Orazion. Se il fondale dello stabilimento balneare Stengel, era noto per la sua fangosità e per i suoi cocci taglienti, avanzi delle bottiglie di birra scaricate a mare dai gambusieri del "Nautilus», e delle altre navi all'ancora in quel braccio di mare nel secolo scorso, il Bagno Polese lo era' altrettanto per la sua .vasca per i muleti», e per le sue cabine — uomini a destra, donne a sinistra — in stile Liberty Sospeso sulle possenti palizzate di rovere, stagionato nelle acque di Vallelunga, l'aereo stabilimento s'alzava superbo delle sue terrazze e della sue bandiere, sui bassifondi dell'arenile dei Garofolini, indiscusso dominio di .sior Bepi», e ...sott'acqua delle orate e dei pesci ragno. Nel turbinar dei ricordi, erano proprio in quelle acque che il buon Dragano, autore dei .Dialoghi Due sulle antichità di Pola del 1600», vedeva pescare ....dentali esquisitissimi di più di 25 libbre, varoli di 10,12, granchi di 25, orate fin di 10 et 12, cevoli di 8, palamide di 5 et 6, brancini di 3 et 4, calamari di 3 et 4, anguille di 4 et 5, sgombri et taluni di una libbra, sfogli, barboni et d'altre sorti per copia grandissima ...» e non era tutto, perché .dei granciporri, astigi et grancevole ...» scriveva ....non se ne tien conto: al suo tempo grande abondanza ve n'è, et delle grancevole spetialmente, che dall'acqua sole escono tra Porta Monastera e Stovagnaga ...» Ma se il Porto e i suoi scogli erano ricercate località balneari fin al tempo dei Romani, non meno lo sono state una decina e più delle sessantacinque pittoresche insenature che ricamavano la costa da Valbandòn a Val Badò. Da Larma d'infero di Verudella a Capo Compare, anche in antico, era tutto un susseguirsi di vallate marine legate nei ricordi che ai bagni di mare, grandi mattanze dei tonni. Da Verudella a Scoglio Ulivi, le rive erano punteggiate da alti Pali di legno piolati che servivano alle vedette, chiamate .sguaite», per segnalare il passaggio dei branchi di tonno alle quaranta barche alla fonda nelle tonnare di San Matteo — di fronte a Scoglio San Pietro (Fabbrica Cementi), a Scoglio Ulivi e a San Piero d'Orazion. I primi branchi cominciavano arrivare lungo Ia costa nel mese d'aprile, e il loro passaggio, dalle acque profonde a quelle rivierasche, era segnalato dalle .sguaite» della punta Larma d'Inferno. A Capo Brancorso (..corsa dei branchi) un corridoio speciale di forti reti il incanalava verso l'imboccatura del Porto, dove le ..sguaite» segnalavano la loro... comparsa (Capo ... Compare) e a preparar la ..sacca». Erano queste, specie di labirinti di reti di canapa catramata, trattenute a galla da sugheri e da fasci d'arbusti secchi, chiamati .reste», e sul fondo da sassi legati a robuste corde dette .stropi». il pesce che entrava nella ..sacca» veniva arpionato dai pescatori e sollevato in barca; Dragano dice che ai suoi tempi si catturavano esemplari ....molte volte di 300 libbre ...» e che allora si vendevano ....due soldi et sei a tre bezzi la libbra ...». La prima di queste .sacche» veniva distesa in una bella e profonda valle che i polesi chiamavano .Sacca de San Giovanni», a mezzogiorno dell'omonimo colle di Veruda, e che dopo Ia costruzione del forte "a formaiela», si chiamò Burguignon. In seguito il vecchio toponimo fu corrotto in ... Saccorgiana o anche, più tardi, Val del Balipedio, Valle marina, che comunque nulla aveva da fare con il piccolo stabilimento dei Cozzio, abbarbicato sui roccioni del Monte Burguignon, e che fin anteguerra portava questo nome e che oggi da quassù, all'ombra dei pini di Poggioreale del Carso, ricordiamo con sincero rimpianto, accaldati e memori dell'onda sua cristallina e della .cogolera» eternamente rotolante al richiamo della risacca. SERGIO ZUCCOLI