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Messo in frigorifero per due anni il preannunciato convegno sulle Arene (ci fu addirittura un rinvio dell'ultimo momento nell'86), adesso la direttrice del Museo di Pola vuol proprio farlo. Soldi o non soldi, la dottoressa Vesna Jurkie Girardi vuole avere in giugno a Pola i rappresentanti di Roma e Verona per un convegno sulle »Tre Arene da salvare». Da salvare evidentemente alla maniera con cui l'Arena è stata imbellettata a Pola con biechi, transenne e montagnole, per ricavare «contenuti turistici». Il titolo che noi abbiamo adoperato per fare appello a una sollevazione culturale per la tutela dell'Arena di Pola dagli imbarbarimenti modernisti, è stato assunto proprio al fine di ottenere un avallo alle «urbanizzazioni realizzate per utilizzi commerciali. Ci troviamo di fronte ad una incredibile burbanza nel pretendere un riconoscimento ufficiale a livello scientifico per quello che tutti gli osservatori, con specifica competenza e con la volontà di esporsi, hanno giudicato un obbrobrio a danno di un monumento bimillenario. Contro il sovrapoorre strutture di falso antico, c'è stato anche il nostro appello, con tremila firme. a tutti i responsabili sul piano politicoe culturale. Affinché l'Arena fosse restituita alla sua integrità, ci sono state anche altre iniziative che hanno reso possibile qualche passo diplomatico. Nel 1987 i lavori sono stati fermati, ma in seguito soltanto alla scarsità di mezzi finanziari per la disastrosa crisi economica imperante. Tutto il kitsch già introdotto nell'Arena continua ad essere esibito, a disdoro di una dirigenza incapace di tutelare una vestigia tanto importante dell'epoca romana, con caratteristiche di conservazione uniche al mondo.
La notizia dell'ormai certo convegno a giugno ci lascia increduli e sbigottiti. Sappiamo che gli inviti a partecipare sono stati già diramati, senza tener conto della mozione per la costituzione di una commissione internazionale per un giudizio sui lavori intrapresi, formulata dalla Società istriana di archeologia e storia patria. Il convegno di studio programmato ha tutto il sapore di una presa di posizione beffarda. Vale a dire: voi vi indignate e noi andiamo avanti per la nostra strada, ben sapendo che bastano le blandizie dell'ospitalità per far finire tutto a sorrisi e strette di mano. Ipotesi non improbabile se studiosi di archeologia dell'area giuliana, pur definendo «spiacevole» quello che si sta facendo all'Arena, non hanno speso una parola di pubblica riprovazione. Pare sussista una condizione di benevolo sussiego nei confronti della «collega» (tra l'altro non priva di fascino personale) che a Pola pilota l'operazione. Per non dire dei vantaggi derivanti dall'essere introdotti nei rapporti culturali finanziati dall'Italia. Ma non è in questo modo che si fa il bene dei valori storico-culturali di cui l'Arena è una testimonianza di valore universale. P.D.S.