Didascalie:
Un gruppo di canottieri in cui figurano Renato Sansa, Carlo Alessandrino, Silvano Rovis, Bruni, Zafred, Fabretto e Wengler
Uscite in mare degli armi della Pietas Julia negli anni 1929 e 1930 (Foto fornite, assieme alle altre due, da Irma Sain Sansa)
Carlo Alessandrino con due canottieri negli anni verdi
Come già più volte ricordato dall'Arena, ricorre quest'anno i: fausto centenario della fondazione della .PietasJulia la nostra vecchia società nautica sorta per volontà di pochi coraggiosi giovani (tra i quali l'allora podestà Pola, Natale Vareton) quando fondare una società sia pur sportiva, con cittadini esclusivamente e dichiaratamente italiani e con non completamente nascosti scopi irredentistici, era davvero un atto di coraggio. Per il centenario la Società, tuttora florida ed attiva, con sede a Sistiana, altre ad altre iniziative, pubblicherà anche una ampia monografia, curata dal sottoscritto, dalla quale anticipo qualche spigolatura.
La Pietas Julia, è noto, non può vantare affermazioni agonistiche come le consorelle Libertae di Capodistria e Pallino di Isola d'Istria, pur avendo conquistato vari titoli nazionali ed un campionato mondiale universitario. Ma essa può invece vantare un passato di lotte politiche, di disavventure, che nessun altro sodalizio può vantare. Basti pensare alle sue ben tre ricostruzioni post belliche e post esodo! Voglio qui ricordare qualche particolare episodio. Il 22 giugno del 1905 una imbarcazione militare austriaca, guidata da un ufficiale, con otto soldati (o marinai) a bordo assaltò la Faveria, quasi si trattasse dl pirati. solo perché l'equipaggio, Intento a prendere li bagno nel pressi dl Punta Monumenti, non si era potuto dileguare In un baleno alla prima Ingiunzione dell'ufficiele. (dal verbale della seduta generale straordinaria della Societa indotta ad hoc; la Faveria. i vecchi soci lo sapranno, era un lancione a vela). Nel gennaio del 1911 un certo Sossich, entrato assieme ad un poliziotto, nella sede della Società lasciata distrattamente aperta dal custode. constatava e ne faceva rapporto alla polizia, che nella stessa sede era esposto un quadro di Oberdank.. Immediata perquisizione dalla quale risultò che il quadro era di... Garibaldi che all'epoca non era cosa da poco! La Società fu spesso sfortunata nelle competizioni sportive. Ecco alcuni casi. Nel 1906, alle regate regionali di Pirano, la jole a quattro junior, dovette interrompere la gara che stava conducendo in testa, a pochi metri dal traguardo, per improvviso malore di un vogatore. Nel 1930 a Trieste, alle regate nazionali, la fole a otto difende la Coppa del Re; l'aveva vinta l'anno precedente. Il timoniere, convinto di essere in testa, per un evidente effetto ottico, fa lievemente rallentare la palato ed-all'arrivo mentre si appresta a compiere il giro d'onore. sicuro della vittoria, scopre che l'imbarcazione era arrivata seconda per un soffio. lena!
Ai Littoriali del 1937 a Livorno, il quattro con (il bell'armo Innamorato.) supera brillantemente le eliminatorie e le semifinali. E' additato sicuro vincitore delle finali e quindi sicuro candidato al successivi campionati europei universitari. Ma la pegola» si manifesta In un foruncolo formatosi sulla coscia di Gianni Pinat, Il possente secondo remo. Nel pieno della finale la fasciatura si Incastra nel carrello. Quanto basta per essere... fregati! Oggi, incontratisi. Polonio e Bari ne ridono. Ma allora fu un dramma! Nel 1940 l'armo esordienti entrato. a Venezia, in finale della Coppa Caccialanza, viene malamente abbordato da altro armo concorrente e perde la possibilità di vincere dopo aver spadroneggiato nelle eliminatorie.
Leopoldo Bari