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Guardando le sculture di Bruno Smocovich, non solo vi riscontravo una fedeltà senza abusi ai temi della scultura istria na, ma più che altro ne riconoscevo quella qualità che diventa sempre più rara, mentre troppa scultura di ogni paese, sta cadendo nell'anonimato. Scoprivo che Smocovich anche per il fatto d'essere trapiantato a Roma, da ,Pola, era esente dalla tentazione del «lavoro in sede», alla quale sono esposti non pochi scultori che vivono nei paesi nativi. La prova, anzi, che Bruno Smocovich fa questi suoi quadri scultorei per poetica necessita interiore è proprio data tal fatto che lasciata Pola, anche nella babelica e babilonica Roma rivede la nostra terra lontana, ne ascolta le voci segrete, ne rivive nella memoria i riti contadini, e il suo cuore e la Stia mente persistono a nutrir.' — ed a nutrirci — della nostra «buona terra». La sua scultura nasce davvero come una riminiscenza, quasi un bisogno di contrapporre una realtà, lave ora vive, a quell'altra realtà che è rimasta nel sangue come un paradiso ,perduto: si e quasi :adotti a dire che Roma e tutto i' paesaggio italiano hanno agito beneficamente su questo artista; si indovina cioè in non poche sue sculture un innesto sulle sue radici naturali, di bellezza italiana, che lo raffina, lo impreziosisce tutto a vantaggio, appunto, della qualità. Nel co-so di una solenne cerimonia alla presenza di autorità religiose, civili e militari, il prof. Savini, presidente dell'Unione europea dci critici d'arte insieme a una qualificatissima -giuria di critici, tra cui spiccava una firma prestigiosa, quella di Franco Calabrese, ha avuto parole di lode per il nostro scultore. Nella serata del 14 gennaio l'on. Mario Gargano ha consegnato un riconoscimento, consistente in una artistica coppa, a Bruno Smocovich, accompagnata anche da frasi molto lusinghiere sulla fedeltà dei polesani alla Madre Patria italiana e in particolare ha elogiato le opere del nostro artista. Solenne la consegna dei premi annuali, organizzata ',all'Accademia Studi ed Arte nel Mondo. A nome dell'Arena di Po-la — e mio personale — auguro sempre maggiori successi allo scultore Bruno Smocovich. (E. M. Ventura)