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Ventinovesima escursione
La mia Touring ha progredito: ha lasciato i suoi cerchioni di Ferro. ancor lucenti, per prendere quelli di legno con tubolari: una spesetta di L. 100. Da un calcolo approssimato ha fatto km 4.000 in 10 mesi (4 maggio 1935 14 marzo 1936/XIV). Non le manca che il cambio. il rapporto è di 46016.18.20.
Oggi si riapre la stagione ciclistica per me. E' una giornata bellissima. primaverile; peccato che soffi un vento di tramontana, non freddo, ma noioso_ I miei compagni sono già partiti da un'ora quando io mi accingo a questa mia fatica: mi sono attardato per una lezione privata, ma spero di incontrarli al loro ritorno. Sono sufficientemente allenato, dato che non passa giorno che non vada a fare un giretto, rea due giorni prima ho giocato al pallone ed ho i muscoli induriti. Sono a Dignano piuttosto pesto, ché il vento mi ha seccato molto. Non mi sento bene però, e già a Divissi sentirò la mancanza di cibo; sbocconcello avidamente un pezzo di pane, ma è poco. Prima di Barbana incontro Devescovi e Gobbo che cambiano una gomma: ritornano, ma io vorrei prima arrivare a Barbana e vedere il vallone dei-l'Arsa inondato, sperando per di più d'incontrare Benussi e gli altri_ Eccomi seduto sul margine della strada che strapiomba e che domina il vallone: è il mio panorama preferito. Aspetto un quarto d'ora e mi diverto a lanciare sassi nel fondo. Non compare però nessuno. Sono già le il e 3.a e probabilmente mi saranno sgusciati da vicino per la strada nuova che va a Marzana.
11 ritorno favorito dal vento mi fa correre; mi trattiene soltanto il fondo ghiaioso della strada, a volte letteralmente coperta di sassi, sì da impedire quasi il passaggio, A Divissi cambio il 20 col 16 e spingo a tutta forza, mi fermo per legare ìl tubolare di riserva che penzolava. A Dignano ho una fiacca discreta e stento a mantenere i 30 orari, Vicino a Pola mi prende quella debolezza che avevo provata al mio ritorno da Trieste per Fiume: ma là erano quasi 200 km! Non è però che fame, perché a casa mi mangio tre piatti di risotto e al pomeriggio vado alla gara, fresco. senza accusare pesantezza alle gambe.
Pompeo Vitturi