(segue dalla prima pagina) Didascalia: Tavelli' con Emilio Ive (in piedi) durante il convivio Istriano-dalmata per festeggiare gli 87 anni dell'avvocato zaratino Ziillotto Carlo Nacinelli abitava infatti a Albona a due passi dai miei suoceri ed il suo bambino giocava con il mio. Chiacchiere e ricordi. Un fratello morto e Dachau. Saluto questo, saluto quello. gente che conosco di vista. gente che non conosco, nostrani e regnicoli; vedo con piacere il professor Claudio Schwarzenberg con la famigliola; mi fermo a scambiare due parole e parlo con Sotte, Biagini, Cobolli, Polo, Irma Sansa... Ad un certo momento fa la sua comparsa Silvano Drago con moglie, festosamente accolti. Signori. per cortesia, ai vostri posti.. Tavelli invita e la gente obbedisce perché sa che il Tavelli ogni anno ne combina qualcuna che rimane inchiodata nel cuore. Va pensiero sull'ali dorate. e dal fondo del salone avanza, tra tremolanti luci dl fiaccole fumose, una portantina sulla quale biondeggia e campeggia una bella ragazza, Antonella Costa, drappeggiata di bianco-rosso-verde con corona in testa: l'Italia. Tiene nella mano la bandiera dell'Istria con la capra. SI piange. L'Italia scende. tra lampi fotografici e battimani. Per cortesia, amici, torné ai vostri posti che ghe xe un'altra sorpresa. Tra svolazzar di piume entra di corsa la fanfara dei bersaglieri in congedo di Roma! Apriti cielo! Suonano un mis-mae di vecchi motivi; poi il «silenzio che fa piangere, che non è suonato da una sola cornetta ma vissuto coralmente da tanti strumenti e da tutti i cuori. E dopo, .il Piave.: leggenda di sangue, di morte. di gloria. I bersaglieri se ne vanno sempre di corsa e Bruno Artusi, vecchio bersagliere, li saluta con la voce rotta dal pianto. Qui bisogna risollevare lo spirito; e Tavelli che le pensa tutte, ci fa venire in sala, seguito da un codazzo di bimbi, un bel San Nicolò (tale per noi vecchi che lo ricordiamo in una certa maniera; per i giovani è Babbo Natale) col sacco pieno di bamboline che va a deporre davanti ad ogni commensale. Arrivano il dolce, il caffè, l'ammazzacaffè e intanto funziona una lotteria che, purtroppo, per l'ignoranza o arteriosclerosi o l'eccesso di libagioni, qualcuno disturba scioccamente mettendo a disagio le persone che gentilmente si sono prestate alla bisogna ed in particolare l'amico Guerrino Lenarduzzi, fiumano, sempre pronto a dare una mano in ogni circostanza e non solo lui, ma anche Giovanni Cervai... Ed ora, amici. passate nella sala adiacente dove, grazie alla passione, all'abilità e alla generosità del polese Bruno Fonda, vi sarà proiettato "Addio Pola". documentario girato nel 1947 dalla Settimana INCOM e il documentario "Pola 1981" girato e commentato dallo stesso Fonda. Auguri e buone feste.. Vittorio Tavelli è distrutto dalla fatica e non fosse altro che per rispetto a quest'uomo. Il quale tanto fa per noi, certi -inconvenienti dovrebbero essere evitati. Riviviamo con amici di varie regioni d'Italia il dramma dell'esodo e piangiamo insieme e loro dicono: Noi non lo sapevamo... non lo sapevamo.. Troppi italiani non lo sapevano e non lo sanno e oi si guarda bene dal parlarne nelle scuole, di imbastire dibattiti in tavole rotonde o quadrate: tabù! Ci sarebbe il pericolo di dar fastidio a qualcuno e, dato che viviamo in democratica !libertà, il fastidio non si deve dare e la gente deve rimanere nell'ignoranza. Bravo Tavelli! Bravo Fonda, bravi tutti coloro che continuano con ogni scusa ad organizzare Incontri per rivederci, per ridere e per piangere, per non dimenticare né i morti né i vivi. Bepi Nider