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Un gruppo all'Apocalisse ai Sette Nani a Sistiana
Menigo Bendoricchio, Meni Fabretto e Angelo Faraò con alcune apocalittiche
Bucher, Paparella con Uccio Pastrovicchio e Livio Dorigo con cordialità apocalittica
Lo spirito del dialogo apocalittico anche fra un gruppo di partecipanti al convivio di Sistiana
Da almeno un mese, avevo iniziato il conto alla rovescia: mancano 29, mancano 28, 27... giorni al convegno monfalconese degli apocalittici. Finalmente arriva il 22 aprile: ci siamo! Lascio la Toscana, in quattro ore sono a Monfalcone, all'ora di pranzo. Mollo i bagagli all'Excelsior di Mario Giorgi e filo al ristorante, dove, assisi davanti a piattoni di polenta e bacalà (è venerdì), trovo, nell'ordine: Uccio Pastrovicchio, Toja Morari, Emo e Mirella Bucher, nonché la coppia Selvaggio. -E così sono il settimo dei primi. Uccio mi fa: «Gavevo qualche dubio su tanti de !ori, ma ti, se ti manchi vol dir che ti son morto! Fatti i debiti scongiuri, attacco una de risi e fasoi, mentre s'incrociano domande e risposte. Concludiamo questo primo pranzetto con una fritaja de sparisi, organizzata dal solito Uccio e, mentre ci prepariamo a lasciare la tavola, arrivano Tommaso Venditti (principe consorte della polesanissima Sira Leghissa, filada in Iato all'Exceisior, cariga de febre. Auguri.) e Livio Pericin, provenienti da Pola. Con la scusa che loro debbono mangiare, noi ricominciamo a bere. Più tardi riusciamo a dirigere per un riposino (io, aspettando le 7 per alzarmi, praticamente non ho dormito), ma troviamo altra gente: la Bruna Haffner, Romano e Nerea Tuntar e, non abbiamo ancora terminato di abbracciarli, che piombano Mario e Vanna Colussi, Armando Tomasi e sua moglie. E gli arrivi si susseguono per tutto il pomeriggio, tanto che, a cena, siamo già una sessantina. C'è Cire, con la moglie, le coppie Dino, Silvano e Claudio Funcis, i due Tagliapietra (Mario sta propio ben, dopo la batosta de qualche mese fa), il nostro amatissimo Bruno Artusi, Richeto Gaddi con l'Ersilia, il generale Martinelli, Aurelio e Nerina Lizzi, Bruno e Marcello Bogneri e tanti altri di cui dirò più avanti. Non manca Pasquale De Simone, che ci fa la sorpresa di intervenire con la moglie e, naturalmente. Mario Giorgi è anche lui della partita. A tavola c'è buon umore, ciacole, ridade e qualche cantada. Uccio e Cire la fanno da padroni: il primo gira fra i tavoli, col bicer in man, a contar monade, mentre il secondo leva alta la dentiera, strasfogandosi con La tomba di Ulisse e La Svizzera e la Francia», mentre gli astanti sghignazzano senza ritegno. Dopo la fritaia de sparisi (Uccio devi gaver svalisà qualche venderigola), è quasi mezzanotte, dirigiamo la prora per il rientro, dopo aver fissato gli appuntamenti per l'indomani, giornata centrale dell'ormai tradizionale tre giorni dell'Apocalisse. Ed, infatti, a mezzogiorno siamo a Sistiana, ai Sette Nani, pronti per banchettare. Sala capace, buoni cibi, ottime bevande, servizio perfetto, e non manca una gagliarda orchestrina, con la cornetta di Otello Fabris. Notiamo che le presenze degli apocalittici e simpatizzanti sono in netto aumento: ben t94 coperti, senza contare quelli che non hanno mangiato con noi. Un bel record, Uccio no 'I stava più nelle mutande, e sprizzava contentezza da tutti i pori, felice del successo. E se l'è meritato.
Ora, vediamo un po' chi c'era, così a volo d'uccello, oltre ai già citati: Angelo Faraò con la Lisi, Dino Calabrò. Colussi, Merni, Di Luciano, Coliat, Ciacchi, Locher, Nervich, Angsesser, Taraban, Fabretto, Cerlenizza, Randi, Weiss, Mario Opassich, Vesselizza, Bendoricchio, Sferco. C'era Pippo Latina, a cui va una simbolica medaglia, perché è arrivato niente meno che da Siracusa, scusate se è poco! Poi De Luca, Sossa, Giustiniani, Lenzoni, il generale Salamon con Giuliana, la Edes Biasiol, Sbrizzai, Durin, Gortan, Spartaco Mattei. Giorni, i Fortunato, Giangasperi, Lodes, Ghersinich, Stetti, Brussi, Scattaro, Atzori, la Roma Terdi, sempre indaffarata, Livio Sebeglia — che ha distribuito a tutti fotocopie del monumento ad Augusto, con libera offerta per «L'Arena» — Tullio Paparella, Serti. Solazzo, Scognamiglio, De Carli, Luciano Zappetti (el ghe ga mostrò el kamper a tuto el mondo), Toni e Silvio Marini, Piero Sanvincenti (co 'I cantava, ne pareva el fis'cio de Scoio Ulivi), Chersetti, Magnarin, Bossi. Laudani, Scamparle, Livio Dorigo, Gasparini, Arbelli, i Calusa. Liliana Del Piero Barozzi. Poi — alleluja, alleluja — ho trovato e conosciuto Valentina Pisa Cepich, la mia famosa tredicesima lettrice: e Sozzi, Ziberna, Drabeni, Fiorencis, Retenari, Setta, Banino, Dongetti, Lucci, Galeaste, Lucigrai. A tavola go ciacolado a lungo con Bruno Selovin, pregandolo de tirarghe le rete a Tullio Balde. Certamente non sono riuscito a prendere i nomi di tutti, ma ho fatto il possibile. Chi non si trova, mi perdoni, vuol dire che l'anno venturo — se saremo vivi — lo scriverò due volte. Stavo dimenticando la mia amica Rina Monferrà, cocola, elegante come sempre e tanga de una simpatia esplosiva. ll pomeriggio è volato, chi ha voluto ballare, ha ballato, chi cantare, ha cantato, tutti giovani, tutti belli, tutti allegri, sotto l'insegna della dentiera apocalittica del nostro presidente e con le ridade fina al mal de panna, provocade dal solito Uccio. Se non lo sapete, sta risparmiando denaro per mandare la Ada in villeggiatura nel Giappone. Sì, perché — dice — laggiù c'è un terremoto ogni sette minuti, e lui ha buone speranze. Ed. a proposito di soldi, il Nostro ha messo insieme una bella commetta per l'Arena, che non naviga nell'oro.
Domenica 24, resti di quello che fu il raduno apocalittico 1983, si sono ancora riuniti a pranzo ed a cena, per gli ultimi arrivederci e, perché no?, per incamerare ancora quattro soldi di allegria.
Grazie di cuore, Uccio, per aver superato te stesso in organizzazione e buonumore; grazie Cire, e lo stesso a Mario Giorgi per le ormai consuete cortesie. E buon ultimo, ma solo per dargli maggiore risalto, un grazie ancora a De Simone, per l'Arena fresca di stampa offerta a tutti, e per l'allegoria di Pola romana, opera di Ghidotti, che conserveremo gelosamente. Guglielmo Belli