Nello scorso novembre è mancato in Rapallo, dove risiedeva da qualche anno, il comm. dott. prof. Vittorio Lana, a 93 anni e mezzo. Di origine dalmata, di Zara, ultimo di quattro figli, Italo, Libero, Umberto — i nomi dicono tutto — di un grande patriota, Cipriano, fondatore a Zara dell'Associazione Bersaglieri, con tanto di divisa e giumenta e relativa fanfara. Dal padre fu inviato a studiare in Italia, prima a Pisa, .poi a Bologna, assieme al fratello Umberto, che doveva poi cadere, volontario negli alpini, nella prima guerra mondiale. Fu allievo di Carducci e di Pascoli, che aveva per lui una particolare benevolenza, e con il quale si laureò in belle lettere. Rimasto in Italia, divenne professore a Modena e, durante la guerra, da quel grande irredentista che era, si occupò anche dei collegamenti con le minoranze irredentistiche dello Impero austro-ungarico, boemi e polacchi. Nel 1921 ritornò in Istria, a Polo, dove, quale sovrintendente alle Belle Arti, guidò i Sovrani e il Principe Umberto nella visita alle vestigia romane e venete di quelle terre. Fondò in seguito l'Associazione Dalmatica per riunire i dalmati profughi dalla 4.a Zona e, per dieci anni educò migliaia di giovani, che ancor oggi lo ricordano con tanto affetto, poi a Pavia e Legnano, dove andò come preside dell'Istituto Tecnico, Monza e Milano, dove da preside decano, fu commissario di esami di maturità fino all'età di 80 anni. La sua azione verso i giovani studenti è riassunta in una lettera di un suo ex alunno, il valoroso generale d'aviazione Beni Zucconi: «per il mondo. sparsi in quasi tutti i continenti, ci sono tanti suoi ex alunni che, come me, le devono molto per esser stati educati alla disciplina, all'ordine, all'amore della cultura e soprattutto all'amore di Patria».