Il giorno di Natale, 25 dicembre 1978, si è improvvisamente spenta a La Spezia
LUCIA BIASIOL ved. SMAREGLIA - foto
di armi 80
Ne danno il triste annuncio le figlie Livia con Franco, Claudia con Guido, il fratello Giuseppe con Valeria e tutti i diletti nipoti.
WLADIMIRO URSINI
E' deceduto il 3 gennaio a Treviso all'età di 89 anni il profugo giuliano Cav. Wladimiro Ursini, già tecnico della Marina 'Militare a Pola. Faceva parte di quell' instancabile nucleo di «polesani» che contribuirono in modo decisivo all'attività del Cantiere Navale di Scoglio Olivi. Lo ricordano la moglie Anna Vidulli, i figli Dario, Ezio, Carmen, la sorella Alma, il genero, le nuore, i cognati e nipoti tutti. Sentite condoglianze.
GIUSEPPE MONTI
Il giorno Il dicembre 1978 si è spento serenamente all'ospedale di Cremona l'esule da Fiume Giuseppe Monti Cavaliere di Vittorio Veneto. Era nato il 20 dicembre 1898 a Casalmaggiore in provincia di Cremona ed era giunto a Fiume con le truppe italiane nel 1919. Decorato per aver partecipato all'azione che portò all'unione di Fiume italiana alla Madrepatria, divenne fiumano di adozione. Visse a Fiume fino al momento dell'esodo svolgendo la sua attività di spedizioniere doganale, quindi venne a Cremona con la famiglia e ,partecipò attivamente alla vita del 'locale Comitato dell'ANVGD, ricoprendo la carica di vicepresidente per numerosi anni. Danno il triste annuncio della sua improvvisa morte la moglie Rosa Zaitz, i figli Marisa, Argeo ed Arno, il genero Mario ed il nipotino Fabio.
LUIGI IVE
Dopo un lungo periodo di dolore e di rassegnazione, assistito dalla moglie e dai figli, a soli 56 anni si é cristianamente spento il 31 dicembre scorso a Ciriè, in provincia di Torino Luigi Ive esule da Pola. Nato a Pola nel 1922, per le sue gioviali maniere era molto conosciuto sia tra gli amici della via Kandler, che tra i clienti delle Cooperative Operaie, delle quali fu prima commesso e poi gerente nei vari spacci della città. Chiamato alle armi durante la seconda guerra mondiale, fu inviato a Ciriè, dove si procurò numerose amicizie: prima durante il servizio militare e poi nel corso della lotta partigiana, alla quale partecipò attivamente nella zona di Corio. Dopo la guerra tornò per un breve periodo a Pola, ma al momento dell'esodo ritornò a Ciriè, che scelse come sua seconda patria. Lì trovò presto lavoro come operaio in una fabbrica di colori e, per arrotondare lo stipendio, nelle ore libere si dedicava alla produzione nel ramo assicurativo. Dopo cinque anni, abbandonata la fabbrica, si dedicò completamente a questa attività: aperta una agenzia assicurativa, sorretto dalla simpatia che generava in tutti la sua instancabile attività ed il suo cordiale modo di fare, riuscì ben presto a farsi apprezzare non solo in Ciriè, ma anche a Torino e presso la sede centrale di Roma. Purtroppo un destino crudele ha voluto stroncare prematuramente la sua vita e le sue attività: dopo due anni di peregrinazioni per gli ospedali d'Italia, d'Europa e d'America, ha dovuto abbandonare nel dolore la moglie Eufros-ina ed i figli Mauro, Ferruccio e Fulvio. In questi due ultimi anni di tribolazioni ha lottato con la consueta tenacia contro il male, finchè è riuscito a mettere la sua agenzia nelle mani dei giovani figli. Poi, visti inutili tutti i tentativi della medicina e della chirurgia, visti avviati i figlioli nella continuazione del suo lavoro, vinto dal doloroso destino, ha cessato di lottare per la sopravvivenza e si é lentamente spento.
Il 2 gennaio tutta Cirié ha partecipato commossa alle esequie, stringendosi attorno ai familiari ed ai parenti disperati. Alla moglie, ai figli ed ai parenti tutti porgiamo le più sentite condoglianze a nome di tutta la famiglia dell'Arena di Pola, mentre il nostro pensiero affettuoso e le nostre preghiere vanno a Lui: al «mulo panca» che 50 anni fa si tuffava nelle acque del porto di Pola uscendo di corsa dalla •canisela» che c'era a fianco del Casino di Marina; al «Gino» delle Cooperative Operaie delle «baracche» e dei •giardini» che ci teneva allegri con i suoi motti di spirito fino a 35 anni fa; allo stimato assicuratore di Cirié che dopo averci inviato gli auguri a mezzo dell'Arena, come faceva lutti gli anni, ci ha lasciati nell'ultimo giorno dell'anno.
GIUSEPPE FRANCHI
Ad una sola settimana di distanza è deceduto a Cremona un altro fiumano di adozione: dopo breve malattia è mancato all'affetto dei suoi cari Giuseppe Franchi. Da Napoli, dove era nato nel 1901, giunse a Zara nel 1934 per esercitare la sua professione di cuoco. Là si formò una famiglia con la quale si trasferì per cause di lavoro ad Abbazia ed a Fiume, dove sarebbe sempre rimasto se non si fossero verificate le tristi conseguenze della seconda guerra mondiale. Dopo l'esodo trascorse un breve periodo in Abruzzo, poi giunse a Cremona, dove si fece stimare ed amare da tutti, partecipando con entusiasmo alla vita del Comitato. Ne danno l'annuncio a quanti lo conobbero la moglie Bruna Jurcota, i figli Tina, Anna, Franco, Ucoio, Elvio e Pina, i generi, le nuore ed i nipoti. Il presidente regio-naie 'Mario de Vidovich, il presidente provinciale Mario Ive e tutto l'Esecutivo del Comitato di Cremona porgono alle due famiglie le più sentite condoglianze a nome di tutti gli esuli della provincia.
CARLO GORINI
Il papà era contento; aveva ripreso il suo lavoro a Venezia; trovò una sistemazione provvisoria al Lido; la mamma lo segui; io rimasi a Mantova, per ragioni di lavoro. Era la prima volta che mi trovavo lontana dai miei genitori, e ne soffrii moltissimo. Ero appena arrivata in ufficio, quando mi giunse a mezzo telegramma il mattino del 2 gennaio 1952 la triste notizia del papà assai grave. Una corsa affannosa attorno alla città per prendere il primo treno, diretto a Venezia. Momento d'ansiosa incertezza, un'attesa snervante, un barlume di speranza. Il viaggio fu per me, il più lungo della mia vita. Arrivata a ca., mia madre mi venne incontro; cercava di farmi coraggio, ma nei suoi occhi c'era la disperazione, il segno di un grande dolore. Un amaro destino le aveva tolto in un attimo il compagno della sua vita ed io perdevo il mio papà. Guardai gli occhi di mio padre; erano chiusi per sempre. Allungai timidamente la mano e sfiorai il viso cereo, gelido. Uscii dalla stanza, lacrime brucianti mi rotolarono lungo le guance e un singhiozzo mi lacerò la gola. Non avevo più lacrime per il mio papà, per l'immenso do lore. Con lui ero diventata grande. Era un uomo benvoluto da tutti, per il suo carattere buono e cordiale. Aveva un cuore generoso e un animo delicato e sensibile; il suo cuore aveva cessato di battere troppo presto. Il papà era il nostro sostegno mo rale, che per tanti anni ci aveva guidato e sorretto; con la sua morte venne a mancarmi quel mondo che avevo vissuto nella mia infanzia, nella mia bella e cara città di Pola, assieme alla mia famiglia. Papà, una cosa bella ho di te: il tuo carattere, buono, cordiale e caritatevole.
Giuseppina Gorini Tavi
ORESTE DOBRILLA - foto
Ricordiamo Oreste Dobrilla a 32 ani dalla morte. Era nato a Pola il 3 dicembre 1921. Buono e genero., si dedicò alla pratica del pugilato. Ottimo compagno di scuola, fu educato a sentimenti di libertà e nella bufera della guerra scelse la via del partigiano combattente. Per i postumi della malattia contratta nella lotta armata, mori in un sanatorio a Merano il 13 gennaio 1947.
GIUSEPPE BERGOLD - foto
Il tredici gennaio ricorre il primo anniversario della morte di Giuseppe Bergold, polesano retto, gioviale, di tempra salda e di spirito forte. Lo ricorda con immutabile affetto e struggente rimpianto la moglie Lucia assieme alla sorella Ester Trolis.