Didascalia: Momenti di storia goriziana degli anni cinquanta: la consegna della medaglia d'oro, appuntata sul gonfalone della città dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi
Attraverso i verbali del Comitato di liberazione nazionale della Venezia Giulia sono ripercorribili i momenti essenziali dell'azione politica svoltasi nell'anno 1946.
Seduta del 2 gennaio. Presenti: Fonda, Dolci, Sonetti, Colombis, Zumin, Marega, Cividin, Ermanni, Culot, Coceanis, Tavolini.
Il presidente informa: «Un giurista, persona molto seria, mi ha dichiarato di vedere la situazione molto sfavorevole per noi dopo il recente convegno di Mosca. A tale convegno l'Italia sarebbe stata secondo lui, retrocessa dal rango di cobelligerante al posto di nazione vinta. Secondo commenti di giornali inglesi ed anche italiani, ed opinioni espresse qui dagli alleati, gli angloamericani avrebbero acconsentito all'abbandono della Venezia Giulia alla Jugoslavia. Speriamo che tutto ciò non rappresenti che delle congetture». •
Il dott. Coceanie informa dal canto suo: «Dalla casa del popolo slava di Gorizia è uscita la notizia che sarebbe stata già adottata la cosiddetta linea inglese corretta».
Il dott. Zumin del PS.: «Si è diffusa qui la voce che si vorrebbe spostare la linea di demarcazione dall'Isonzo al Tagliamento».
Seduta del 23 gennaio. Presenti: il presidente t. col. Fonda dell'A.P.I., il doti. Colombie e Paragona del il dott. Zumin del PS., il dott. Baissero e Parchi della D.C., il prof. Dolci della D.L., Ferluga del P.A., l'avv. Ermanni per il CLN di Pola, Cesare del CLNI, dott. Tavolini dell'Ufficio stampa del CLN; intervenuti: Guardiani e Gratton.
Viene data lettura di un foglio del Comitato dell'UAIE distrettuale di Buie indirizzato ai Comitati locali dipendenti, contenente in parte un'esposizione del programma del cosiddetto governo popolare, in parte direttive per l'organizzazione di manifestazioni in occasione di una visita, ritenuta prossima, della Commissione londinese.
Il dott. Baissero informa: «La scorsa settimana sono stati asportati con camion tutti i documenti italiani della Pretura e del Municipio di Rovigno, verosimilmente in previsione di una visita della Commissione londinese; analogamente, da Buie sono stati asportati tutti i documenti scolastici e pare si stia facendo la stessa cosa negli altri centri».
Un gruppo di quindici operai dei cantieri, accompagnato dai dott. Guardiani e Gratton, si fa portavoce di una lamentela: «I nostri operai non si sentono sostenuti dalla stampa e sono dell'opinione che la Voce Libera sia un po' reazionaria e non adatta ai loro bisogni. Essi desiderano pertanto un giornale sindacale che li appoggi. Forse la Voce Libera non vuole mettersi in polemica con Il Lavoratore e può avere ragione; ma essa però dovrebbe almeno esprimere dei concetti generali bene definiti in opposizione a quelli insistentemente espressi da Il Lavoratore. Il CLN dovrebbe altresì interessarsi delle attività sportive ed incrementarle, non solo provvedendo ai bisogni ma anche prevedendoli, per combattere la nefasta propaganda che, speculando
sullo sport, fa l'UAIS. infine, l'epurazione nelle aziende dovrebbe essere condotta in profondità.
Un operaio: «Bisogna ribattere agli articoli di propaganda de Il Lavoratore. Anche la Voce Libera scrive ogni tanto qualche articolo che fa per noi. Tempo fa ho letto con molto piacere un articolo a firma di Gentile».
Un altro operaio: «E' necessario ribattere a certi articoli de il Lavoratore anche perché molti operai tentennanti o paurosi attendono di avere un incoraggiamento. Sono certo che tre quarti degli operai dei cantieri sono con noi, ma hanno paura di esprimersi e di assumere un atteggiamento ben chiaro.
Un terzo operaio : «Desideriamo un giornale politico, non sindacale, per sostenere la lotta di concorrenza politica».
Un quarto operaio, assecondato da altri: «Il Lunedì di Gorizia è molto buono ed a noi occorre un Lunedì quotidiano».
Un quinto operaio: «I partiti dovrebbero far propaganda perché i loro aderenti si iscrivano alla Camera confederale del lavoro».
Un sesto operaio : «Noi vogliamo la vero democrazia e siamo invece additati come reazionari da persone di qui e da gente rinnegata e paurosa della penisola, soprattutto da meridionali e sarebbe bene venissero eliminati anche perché gli slavo-comunisti coi loro allettamenti riescono spesso a far breccia sul loro animo».
Il dott. Gratton: «In questo momento decisivo sarebbe opportuno indire nelle aziende un referendum segreto impostato sull'alternativa o per l'Italia o per la Jugoslavia».
Un settimo operaio: «Ciò non è ora possibile».
Un ottavo operaio : «In caso di plebiscito è certo che avremo una grande maggioranza. Oggi siamo relativamente in pochi ma nel momento supremo molti troverebbero la forza di decidersi. Abbiamo bisogno di proseliti, ma la stampa da sola non basta; occorrono delle iniziative di carattere economico come sussidi, spacci e cooperative».
Un nono operaio : «Bisogna organizzare dei comizi con bravi oratori. Per l'arrivo della Commissione londinese si deve fare una dimostrazione o una controdimostrazione, passando all'occorrenza a vie di fatto».
A conclusione del dibattito nel quale vari esponenti del CLN hanno fornito chiarimenti ed informazioni, il presidente, rivolto agli operai, dichiara: «State certi che i vostri desideri e le vostre preoccupazioni sono da noi pienamente condivise». Dopo aver espresso la speranza di vedere l'uscita d'un giornale politico sindacale «che possa sostenere le vostre ragioni nella dura lotta in cui siete impegnati», il presidente assicura un intervento affinché la Voce possa intanto supplirvi ed una intensa azione per incrementare le iscrizioni alla Camera del Lavoro. Per quanto riguarda l'epurazione, rileva che è stata a suo tempo inoltrata richiesta al G.M.A. per l'estensione a questa regione della legge Nenni. «Al presente — conclude il presidente — non possiamo intervenire circa l'applicazione delle disposizioni qui in vigore per il fatto che non possiamo influire sul corso della giustizia».
Seduta del 25 gennaio. Presenti: presidente t. col. Fonda del. Ferluga del PA., prof. Dolci della D.L., dott. Cividin e
Parchi della D.C., ave. Errnarun del UNI di Pala, doti. Tavolini dell'Ufficio stampa.
Viene deciso l'invio del seguente telegramma al Comitato dei sostituti dei ministri degli esteri di Londra e per conoscenza al ministro degli esteri italiano: «Comitato Liberazione Nazionale Venezia Giulia espressione cinque partiti democratici permette• si richiamare attenzione su assoluta impossibilità commissione alleata possa riconoscere carattere sentimenti italiani popolazioni italiane Zona B occupata truppe jugoslave Stop Causa persecuzioni migliaia istriani italiani fuggiti in Zona A et altre province italiane Stop Migliaia uccisi et deportati campo concentramento Jugoslavia mentre rimasti terrorizzati non potrebbero parlare per cui alla Commissione presenterassi situazione artificiosamente falsata Stop Per raggiungimento equa soluzione questione giuliana che possa garantire vera pace et sincera collaborazione tra Italia et Jugoslavia suddetti partiti interpretando sentimenti tutti italiani invocano evacuazione Zona B da parte jugoslava et sua occupazione da parte truppe alleate nonché ritorno profughi istriani Stop Soltanto se situazione verrà normalizzata con tali provvedimenti commissione potrà farsi giudizio oggettivo et proporre basi trattato permeato spirito pace et equità».
Il CLN approva quindi il testo di un memoriale contenente le linee direttive da seguire nell'opera di propaganda in favore della Venezia Giulia che il comitato giuliano di New york è incaricato di svolgere e dispone che lo stesso venga inviato al dott. Vittorio Castiglioni al suo indirizzo di Roma.
Si discute poi sulla organizzazione di una manifestazione per la venuta in questa regione, ritenuta prossima, della commissione londinese e sulla preparazione del materiale da sottoporre ad esame a questa.
Ferluga informa: «Ho convocato ieri sei persone rappresentanti il CLN di altrettante aziende affidando loro l'incarico di convocare a loro volta cinque persone ciascuna per organizzare, come a suo tempo, una manifestazione. Ai convenuti ho spiegato che bisognava essere pronti e che ognuno dovesse studiare il programma della manifestazione. Tutti hanno aderito all'invito. Il mio partito si preoccupa molto dell'esito della manifestazione e il suo esecutivo si mette a completa disposizione del CLN per ogni evenienza. Il 3 febbraio p. v. abbiamo il congresso a Roma del P.A., ma i nostri delegati resteranno qui per essere in linea. Il Partito d'Azione domanda che gli esecutivi degli altri partiti impartiscano disposizioni ai propri aderenti onde questi si comportino con abnegazione. Per l'organizzazione della manifestazione dovrebbe affiancarsi al CLN un segretariato, composto di persone nominate anche all'infuori del CLN, purché elementi buoni e dall'animo solido. A tale segretariato dovrebbe essere demandata la scelta di elementi parlanti le lingue inglese, francese e russa dato che gli stessi avrebbero l'incarico della presentazione dei membri del CLN o di altre persone alla Commissione londinese e dovrebbero in genere fungere da interpreti. Per delle mozioni da sottoporre alla Commissione si sono già fatti i nomi dei fratelli Tamaro e dei sigg. Stefani e Cosulich, tutti persone che potrebbero preparare qualcosa di concreto».
Il presidente: «Si dovrebbe effettivamente fare
ciò».