Didascalia: Inziamo il 1955 porgendo il saluto cordiale e bene augurante di Marcano, Mario, Vittorio, Livio, Gianna, Paola, Roberto. Elsa ed Augusto Guarnero che hanno trascorso le feste natalizie nel ricordo di Pola sempre vivo nel cuore della loro famiglia
Trascorso ormai il 1954, ecco alle nostre spalle una considerevole mole di lai voro svolto. Ed ecco avanti a noi un nuovo anno nel quale non esitiamo ad ere trare con tutto il nostro bagaglio di esperienza de: mesi passati, di speranza, di programmi. Che abbiamo fatto? Cosa abbiamo concluso? La domanda è uguale per tutti. E' una domanda alla quale non risponde positivamente soltanto là nostra coscienza, ma rispondono anche gli altri, anche i nostri cari fratelli profughi che ci seguono e ci hanno seguiti, che hanno chiesto e sperano. Verso di loro, verso le loro esigenze, i loro dolori, i loro problemi talvolta assai difficili ad essere risolti l'Opera si è rivolta. Si, qualcosa anche quest'anno e stato fatto. Forse molto? Forse poco? Non fateci rispondere a queste domande. Ecco: cercate di rispondere voi frugando un poco nella vostra memoria, ricor dando magari qualche notizia letta in fretta su questo stesso giornale o qualche cerimonia inaugurale .1a quale voi stessi avete partecipato. Noi apriremo di nuovo gli sportelli d'un archivio, cercheremo nelle carte divenute polverose qualche cifra, porteremo a compimento una generica visione del lavoro compiuto nell'anno che ormai è , terminato.
Ecco il primo ingiallito ritaglio di giornale, recar, te la data dell'Il gennaio 1954. Il titolo dice: Cerimonia Giuliana tra le nevi del Biellese. Ed è 1a prima cerimonia dell'anno che riguarda l'Opera: si intitola ad Oscar Sinigaglia il Collegio di Merletto di Graglia, il Collegio dei vostri, dei nostri bimbi, che ivi si apprestano ad essere istruiti ed educati nel nome dell'Italia e delle terre perdute. Verso l'infanzia, verso queste latenti forze da noi stessi create affinché siano la continuazione delle nostre forze, è puntata — l'attenzione dei dirigenti dell'Opera. Se cosi non fosse non fiorirebbero tanto numerose, in questo specifico settore di attività assistenziale, quelle
egregie cose cui lo stesso Presidente della Repubblica fece riferimento in un suo messaggio indirizzato all'Opera nel giorno in cui Trieste tornava all'Italia.
Due nuove grandi realizzazioni sono state iniziate (possiamo dire pressoché?ultimate) durante il 1954 per la gioventù giuliana. Intendiamo parlare del nuovo Collegio di Roma e del nuovo Preventorio di Sappada. Il primo aprirà i Suoi luminosissimi locali alle piccole della Casa della Bambina Giuliana e Dalmata fra qualche giorno. Esso è sorto. come è noto per la cospicua donazione di una grande benefattrice dell'Opera: Donna Marcella Sinigaglia Mayer Per la generosità di questa seconda mamma di tutti i bimbi e le bimbe giuliane, così sensibile alle loro grandi e piccole esigenze, durante l'anno nuovo sorgerà anche un altro Collegio a Roma o nei pressi di Roma, mentre l'Opera ha la cominciato a disporre .del ricavato della donazione- di in edificio situato a Trieste in Via S. Francesco, donazione fatta sempre dalla Sig.ra Sinigaglia e dagli altri eredi di Teodoro Mayer.
Ed ancora: a Trieste il grande edificio del Fendinandeo si è trasformato, , in virtù dei lavori di fiati lamento ivi eseguiti in un ospitale Convitto per i ragazzi assistiti dall'Opera; ad Officina, a Chiarbola, a I S. Croce, sono sorti asili e ricreatimi; in 13 località marine e montane altri 2 mila bambini, anche nel 1954 hanno ricevuto quella accogliente ospitalità e quel le cure climatiche necessarie alla loro salute.
Si guardi, inoltre, ciò che il Madrinato Italico ha fatto sia a Trieste che a Roma a favore _dei bambini giuliani. Nella città di San Giusto è da annoverarsi tra le molte manifestazioni benefiche quella avvenuta nel luglio scorso al Castello con l'intervento di Beniamino Gigli e la "Giornata del Bambino Giulia no-Dalmata organizzata e portata a compimento a Roma, nello scorso mese di maggio, da un gruppo di generose Madrine.
Passiamo ora, sia pur brevemente, in rassegna le realizzazioni compiute nel campo edilizio. Il mese di febbraio vede compiuto il complesso edilizio di Venezia ed anche quello di Padova; in maggio si consegnano le chiavi delle Case realizzate in località Chiarbola a Trieste e nello stesso mese si inaugurano le case costruite a Vicenza; in ottobre gli alloggi sorti a Bologna e a Firenze sono anch'essi ultimati e le chiavi consegnate con cerimonie locali cui presenziano Autorità civili ed ecclesiastiche.
In dicembre il Villaggio costruito a La Spezia dalla Unrra Casas per i profughi giuliani diviene un fatto compiuto. E cosi anche, durante l'anno, possono essere abitate dagli aventi diritto le case costruite per conto dell'Opera a Verona e a Bari.
Si tratta complessivamen te di 355 alloggi con i quali vengono tolti dall'indigenza e da malsane condizioni alloggiative circa 1500 profughi.
Ma v'è ancora qualche altra cosa da dire, sempre nel settore edilizio; vi sono i nuovi Cantieri che si aprono a Milano, a Genova, a Varese, a Mantova, a Napoli, a Torino, a Roma, a Trieste nella località di S. Croce, Opicina, Cacciatore (in questa città è anche L' ATTIVITA' DELL 'OPERA,
(segue dalla I pag.)
che in allestimento un convitto di operai) e a Tarme lo per conto dell'Unrra Cases. Si aprono — dicevamo — con un ritmo che appare sempre più serrato, sem. pre più pressante come pressante è Il bisogno di un nuovo e definitivo fotolare domestico db parte di coloro che per troppi anni hanno dovuto arrangiarsi. In questi nuovi Cantieri, durante il 1954, si gettano le fondamenta e si elevano gli edifici capaci di contenere complessivamente altri 480 appartamenti, il che significa dare sistemazione a non meno dl altri 2000 nostri fratelli senzatetto. in maggio il Borgo di ' Nomadelfia viene affidato all'Opera. E l'Opera non ei si. ad assumersi questo nuovo fardello di lavoro ben sapendo che la Città , dei Ragazzi potrà ben co. stituire un centro in cui qualche centinaio di profughi senzatetto potrà trovare una degna sistemazione.
Nomadelfia Città della Fratellanza — scrivono i quotidiani di tutta Italia — si appresta a divenire un Borgo Giuliano. In realtà nei mesi successivi adoperando i fondi derivanti da uno speciale contributo statale ed altri dell'Opera, il Borgo ribattezzato «Villaggio San Marco si trasforma nelle sue attrezzature, si popola di abitanti, si modernizza, accoglie iniziative di lavoro affinché
, coloro che vi abitano posI sano ricavare dalle fabbriche e dalle stesse iniziative commerciali il sostenimento necessario alla loro vita. Abbiamo accennato alle iniziative di lavoro. Ma queste certo non vengono incoraggiate soltanto nelle località in cui si creano nuovi centri abitati dai giuliani, bensì ovunque appaia tale necessità. Vale a tal proposito far notare che nello scorso anno, per reirripianto di nuove aziende, l'Opera ha concesso finanziamenti nella misura di circa 60 milioni.
Altra iniziativa importante che ha visto e vede tuttora l'Opera impegnata è il censimento dei profughi. Iniziato nei primi mesi dell'alano, è ormai in fase risolutiva e il 31 dicembre segna la data di chiusura della raccolta dei dati i quali poi dovranno essere elaborati.
Questo per grandi linee, il lavoro di un anno; un lavoro per il quale l'Opera ha ricevuto l'alto onore di un elogio dallo stesso Capo dello Stato, che il 4 novembre così scriveva in un Suo messaggio diretto ai profughi gliuliani: : Con il ritorno di Trieste all'Italia il nostro pensiero ricorre più che mai trepido e affettuoso alle migliaia di fratelli adriatici che gli eventi hanno sospinto a cercare rifugio tra noi recando seco la fiamma di una fede inestinguibile. Tale fede è stata confortata dall'accorata simpatia del Pae se non meno che dal fiorire di provvide iniziative; priita fra tutte quell'Opera per l'Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati che, ideata e realizzata, con illuminato slancio dal compianto Oscar Sinigaglia, va da anni spiegando in favore dei profughi della Venezia Gnilia e della Doli.. zia una generosa attività che ,si affianca a quella svolta dagli organi dello Stato per il reinserimento degli esuli nella vita nazionale.
Bene i dirigenti hanno compendiato gli obiettivi dell'Opera nel trinomio: case ai senzatetto, lavoro ai disoccupati, assistenza ai minori. E molte egregie cose l'Opera ha compiuto su queste direttive, cosi da meritare il. più caloroso plauso