È STATO COLTO DALLA MORTE ALL'IMPROVVISO NELLA QUIETE DELL'INTIMITA FAMILIARE DOPO UN'INTENSA GIORNATA DI LAVORO . L'ultimo saluto del dott. Aldo Poduie con l'inseparabile pipa in bocca, all'Arena prima dell'esodo del 1947 Aldo Poduie non è più tra noi. Il suo cuore grande e generoso, folgorato la sera del 4 gennaio mentre godeva nella Serena intimita della sua famiglia le rare ore libere e di riposo della sua intensa giornata lavorativa, ha cessato dl battere d'improvviso e Aldo s'è accasciato, cadavere, tra una terribile disperazione che nessuna parola può descrivere. Ancora oggi, dopo che il nostro Aldo giace da alcuni giorni nella pace del camposanto di Gorizia, non riusciamo convincerci, e con noi la schiera infinita di amici, di conterranei e di contacela, ch'egli ci abbia lasciati per sempre, rapito dalla morte che lui, medico, conosceva più degli altri, ma che tuttavia non temeva né Presentiva vicina. Perchè ancora giovane, avrebbe avuto nel prossimo 28 gennaio appena 50 anni; perché era vigoroso, attivo ma soprattutto era buono, immensamente buono, e pensava e anelava di spendere ancora a lungo la stia bon. che ogni giorno donava senza riserve, E invece il destino crudele l'ha schiantato, come una quercia colpita . dal fulmine, e di lui oggi ci rimane il re cardo pieno di tristezza, che fa rivivere in noi La sua inaimemicaute figura e tutta io sua vita. esem' Alare. Caro Aldo, quanto ci sei \ oggi presente fin da ragazzo, nella tua e nella nostra. Pota, quando studente, sorridevi con la tua esuberante giovinezza alla vita che ti si schiudeva davanti ricca di promesse. Poi te ne andasti a Bologna a sto... -mettici, per stare quindi accanto alla amata Arena, cori la laurea di medico in tasca e con la mente occupata di propositi seri e onesti, come so-ria e onesta doveva essere poti tutta la tua vita. Dall'ospedale di Pola alla Cassa per Ammalati, dalla libera professione a Mite le altre occupazioni che te ne derivavano, mai derogasti da quelle norme e da quei costumi di vita che tanta stima e tante amicizie ti procurarono fino a guadagnarti, giovane ancora, una posizione preminente. E nel cammino della tua vita Precocemente intensa e impegnativa, te creo-sii un'oasi di pace e di felici., portando all'altare la tua amata Nella. Poi sopraggiunse il tuo unico Pierino. D'allora travasasti nel santuario della tua famiglia le tenerezze del tuo cuore e in tutte le ore liete o tristi della tua infaticabile, benefica giornata, trovasti nella tua casa quei conforti e quei. sollievi di cui sentivi il bisogno. Perciò eri un medico, e per questa tua alta missione partecipavi ai dolori e alle Pene della moltitudine dei sofferenti, che a te ricorrevano. E dove non riusciva la scienza, tu soccorrevi con la tua bontà, col tuo contorto umano e genero-:so, e avevi quindi bisogno di attingere di continuo alla fonte felice della tua famiglia la gioia di vivere, per ridonarla senza rispar mio ai malati e agli afflitti che a te si affidavano per riavere saluce e vita. La guerra ti colse, Aldo carissimo, nel pieno vigore deila t. enessione ormai sataamente affermwo., e nel turbine di fuoco e di sangue venuto successivamente ad abbattersi nostra sventurata città e sui. martirtizata Astri.« nostra, tu proseguistt con raddoppiato spirito di sacrificio, ad assolv,re il tuo dovere, spesso sfiorato dal, La morte che nei due caro, pl avversi falciava crudée mente le vite umane. Nee .n pericolo ti trattenne mai, nè facesti distinzione di classe, di colore pol-tico o di altro genere, quan. alla tua coscienza di medico giungeva la voce del sofferente o del morente, Tuttavia, quando sullo squallido campo di rovina e di morte create dai crudeli invasori nella tua ter ra natia, si determinò L'ut-tenta, estremi aiternativa di scelta, sotto il tuo camice bianco proruppe la Piena del tuo amore per t'itaha e in testa ai tuoi concittadini condividesti con /oro la lotta disperata ; e poi l'esodo doloroso. For,se fu questo il primo colpo per il tuo cuore, sia pure forte e temprato a tutte le prove. Te ne andasti a Verona e poi scegliesti Gorizia, dove ci rivedemmo. Ct apparisti sempre lo stesso, sempre buono, forse P. buono ancora, dopo Lin, menso dolore sofferto Per il tragico aureeco aiuta terra natia. E qui a Gorizia ricostituisti la tua vita, non soltanto professio nate, e la tua casa bella e accogliente. I tuoi concittadini, esuli come te, ti rividero con gioia immensa, perehé rivedevano il (Oro caro, bravo e caritatevole medico, l'amico sicuro e sollecito dei toro Otsognt, li tuo valore professionale ti procurò impegni e incare chi onerosi, a Gorizia. Monfalcone e Trieste, che sa, ,rebbero stati sufficienti per r occuparti nel Limiti aette tue possibitite e della tua resistenza. Ma ti vollero pure nelle organizzazioni dei profughi, perché. in té avevano speranza e nauciti. E fosti. tra i dirigenti del nostro Movimento [siriano Revisionista e tra i dirigenti dell'Associazione .Nazionale per la Venezia Giulia e Dalmazia, e infine ti volemmo e ti e.ggemma consigliere comunale di Gorizia, E altri incarichi avesti pure in Enti locali, e spesso il Peso di queste tue molteplici incombenze ti rendeva affaticato, e solo te ne alleggeriva il desiderio di recare aiuto alla tua gente, a sollievo dei suoi bisogni e dei suoi dolori, Forse Oliatene volta, nel tuo intimo, ti sarai certamente sentito ag gravato e stanco per tutto quello che ti chiedevano volevano da te, di giorno' e di notte, senza tregua e riposo, ma alla tua bocca era negata le pronuncia del no, perché tuo cuore non aveva mai concepito il n-fiuto a qualsiasi appello di aiuto e di soccorso, Così fosti sempre, caro Aldo, e cosi ti ha colto la morte, ritto in piedi, con gli occhi colmi delle felicità che ti dava il breve riposo nella tua casa, e ce, temente con l'animo pieno di buoni e onesti propositi i verso il Prossimo, in primo luogo verso la tua g., le, cosi amo rivederti anche oggi che non sei piu in mezzo il noi, buono, generoso, fiducioso nell'avveniredella vita e sollecito più delle necessita altrui ' che delle proprie. Questo tuo ricordo, Aldo nostro, possa riuscire di contorto al disperato dolore della tua inconsolabile riccia e del tuo angosciato Piero, a noi di esempio e alla teta anima santa recare il Areremo che si menta, Addio Aldo, e grazie per quanto di bene e di buono tisi fatto per la tua gente ette oggi ti benedice e accorata mente ti rimpiange. R. M.