Il 10 febbraio 1947 rimane la data della più i grande tragedia nella storia millenaria della Venezia Giulia e della maggior," infamia consumata da vincitori su vinti. In quel giorno funesto, i al tavolo che vedova riuniti , a Parigi i presunti quattro grondi col codazzo dei più piccoli alleati di guerra, per siglare il trattato di pace per l'Italia, il tradimento si so stituiva aR« giustizia, la ven detta alla legittima esigenza di una giusta riparazione, e dall'incontro di tali torbidi sentimenti nasceva il n dik tot disonorevole, che con dannava g:an parte della Br ra giuliona alla schiavitù e i alla morte. Giornata di lutto fu quella, nel Cupo silenzio, della quale rintronarono a Polo le rivoltellate di Mari, Pasquinelli, insensate e ag ghiaccianti come insensata e agghiacciante era stata la sentenza pronunciata dai crudeli giudici riuniti a Parigi A distanza di otto anni do quel giorno nefasto, torna , nostro pensiero .alle scene di disperazione che vi fecero seguito, alla tragedia di un po palo posto nella dura necessita -di dover abbandonare la propria terra, per andarsene ramingo, in cerca di asilo e di aiuto. Forse la storia re ghiro pochi episodi simili o quello offerto dalla popolazione di Pola, allorquando al , tradimento consumato al tavolo dello pace e alle lusinghe degli invasori slavi «Iter nate alle minacce, rispose con ',una sola voce: Italia! Umili
II e ricchi, vecchi e giovani, i 30 mila cittadini della cinti sa Pietosi india, seppur disperati e con il cuore fasciato dal gelo della morte, non ve calarono per un solo istante nello loro cosciente, decisa determinazione di preferire l'esilio volontario alla schiavitù. E partirono con gli cc chi in lacrime, col tricolore stretto al petto, mo con la fierezza di avere offerto allo Italia e al mondo la Prova di come e quanto gli istrioni hanno radicato nel loro spirito l'amor di patria
A questi ideali gli istrioni oggi si richiamano, nel rito, dare la data del 19 febbraio l947. Li ricordano pecchi nel binomio di patria e liber tà ritrovano ancoro e sempre giustificazione alle loro insopprimibili aspirazioni rivolte verso le loro terra di origine. A distanza di appena otto anni, l'iniquo ' diktat di Pari gi non ha retto al peso delle infamie e degli errori dei qua li era Stato impastato, e Ic revisioni cui ha dovuto soggiacere, hanno fatto notevole cammino. 11 ritmo della storia presente non consente la formulazione di ipoteche a lunga scadenza, nè la giusti zia per i popoli concede dilazioni indeterminate ai processi per la riparazione delle rio lozioni ai diritti delle genti. Tempo verrà, ne siamo certi in cui ai crimini consumati in nome di un presunto trattato di pace, subentrerà la gli, stitici riparatrice e sull'Arena di Pela risplenderà il sole d'Italia.