Siè concluso a Pola, giovedì 18 maggio, il progetto avviato dal “Libero Comune di Pola in Esilio” con l'indizione del concorso scolastico, per gli studenti triestini, in occasione della “Giornata del Ricordo 2005”. In una splendida giornata primaverile di sole, 16 ragazzi dell'Istituto Comprensivo “Divisione Julia”, vincitori del concorso con il loro lavoro collettivo dal titolo “Per dare voce al silenzio” - pubblicato come supplemento a “L'Arena di Pola” dello scorso mese di aprile - sono stati portati in gita premio, dal sindaco Silvio Mazzaroli, nel capoluogo istriano per incontrare i loro coetanei della locale scuola elementare (nel sistema croato comprende le prime otto classi della scuola dell'obbligo) “L. Martinuzzi”. Grande eccitazione alla partenza, appena smorzata durante il tragitto dalle note informative sui luoghi attraversati da parte dell'amico Cici Gelletti, e qualche titubanza all'arrivo al momento dell'incontro con il preside della scuola polesana, prof. Mario Lonzar, che con grande familiarità ha accolto i nostri ragazzi. Subito dopo, l'incontro con altrettanti studenti polesani: iniziali sguardi indagatori incrociati e gli inevitabili commenti e risolini scambiati con i propri compagni. L'imbarazzo è, comunque, durato pochissimo; adempiuto ai convenevoli di rito, i ragazzi hanno iniziato subito a simpatizzare. L'incontro in aula si è protratto per circa due ore. I nostre ragazzi (un solo “maschietto”, perfettamente integrato nel nutrito gruppo di signorinette), opportunamente indottrinati dalle proprie insegnanti accompagnatrici, aiutandosi con un adeguato ausilio informatico “autogestito”, si sono dapprima ironicamente presentati, poi hanno illustrato i luoghi più significativi di Trieste, in particolare quelli da essi maggiormente frequentati e, da ultimo, con accompagnamento musicale al piano, si sono prodotti come coristi in una fresca interpretazione della “Marinaresca”. Dopo una lauta merenda, offerta dagli ospiti e che ha agevolato non poco il frammischiamento degli studenti, i ragazzi si sono divisi in gruppetti di quattro per scambiarsi opinioni, commentare l'occasione d'incontro e mettere a confronto i propri interessi. Hanno così scoperto di avere moltissimo in comune e che il loro mondo, sia per quanto attiene agli impegni che agli svaghi, alle abitudini di vita ed alle aspirazioni sono praticamente identici. Alla fine lo scambio di doni: i nostri ragazzi hanno fatto omaggio ai nuovi amici del libretto contenente i loro lavori ed hanno ricevuto in cambio il giornalino scolastico degli studenti della “Martinuzzi”; intenso, altresì, lo scambio di indirizzi e-mail e telefonici. Per consumare il pranzo “dal sacco”, assai apprezzata è stata la puntatina a Stoia per ammirare lo splendido mare di Pola e per una rigeneratrice immersione dei piedi in un'acqua assai invitante allo sguardo ma ancora un po' freddina al tatto. Nel primo pomeriggio, accompagnati dagli amici polesani rincontrati davanti “la Rena”, i ragazzi hanno fatto un giro turistico del centro cittadino, visitando con una guida: l'Arena, il Foro con i suoi monumenti e recentissimi scavi, la Porta Aurea e la Porta Gemina. Il caldo ha imposto una sosta per un rinfrescante gelato. Scattate le foto di gruppo e scambiati gli ultimi saluti si è, quindi, risaliti sul pullman per fare ritorno a Trieste, sostando brevemente ad Isola d'Istria. E' stata una gran bella giornata in cui i ragazzi si sono divertiti ed hanno imparato qualcosa; gli adulti, dal canto loro, hanno avuto modo di rendersi conto che le giovani generazioni non sono afflitte dai loro stessi pregiudizi e che il dialogo tra etnie diverse, se lasciato esprimersi spontaneamente e liberamente, non è poi così difficile. E sì, etnie diverse, perché gli studenti incontrati a Pola, ancorché nella scuola italiana, erano tutti espressione di famiglie miste, di cui parecchie totalmente prive di ascendenti italiani. Il mondo d'oggi è fatto così e dobbiamo accettarlo; ciò che ci deve compiacere è che in quelle che sono state le nostre terre ci sia, comunque, interesse per la nostra lingua e per la nostra cultura. SM