E’ il titolo della pubblicazione della Società Nautica Pietas Julia, «omaggio ai 120 anni », dedicato al ricordo di un lungo secolo di vita, che già ebbe ricca e preziosa testimonianza nel 1986, quando per il centenario un socio ed atleta del lontano tempo di Pola, il colonnello Leopoldo Bari ne realizzava un volumetto esauriente e circostanziato, pubblicato da «L’Arena di Pola», giornale della diaspora istriana. La Pietas Julia, che registrava le sue glorie nel canottaggio, a causa degli eventi bellici da Pola ritrovò nuova linfa a Duino, in provincia di Trieste, dove oggi è una fiorente ed importante realtà nel mondo della vela. Recentemente la Pietas Julia è stata insignita del Collare d’Oro del Coni, e alla cerimonia autorevole ed emozionante nel palazzo di governo dello sport italiano ne è seguita un’altra, con un convegno promosso in collaborazione con UNASCI, l’Unione delle Associazioni Sportive Centenarie Italiane, col patrocinio della Provincia di Trieste, il Comune di Duino Aurisina e la Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste, nel corso del quale è stato presentato questo nuovo impegno editoriale (formato album, riccamente illustrato), che ha puntato prevalentemente sull’effetto immagine, non tralasciando una indispensabile descrizione storica iniziale. E nella «storia» viene ricordata la nascita a Pola (all’epoca sotto dominio austriaco) il 14 agosto 1886 del «Club Nautico Pietas Julia», che riprende l’antico nome latino della Città di Pola, di cui viene riprodotto il frontespizio e la prima pagina dello Statuto, dal quale si rileva all’art. 2 «Scopo della Società è lo sport a remo ed a vela». Tale scopo viene raggiunto: a) mediante acquisto e manutenzione di imbarcazioni per remo e vela; b) con esercizi, gite di piacere, regate e feste in mare. La prima illustrazione nautica è la riproduzione «1887, lancia a 12 remi, prima barca sociale». Poi una successione mista di episodi a vela ed a remi ed a pagina 18 una «gita» in Jole da mare alle Isole Brioni ed a pagina 20 la conclusione vittoriosa di una regata a Parenzo, per i Campionati giuliani del 1923, con l’equipaggio Degrassi, Sain, Marincich, Lucich, tim. Lenaz. Ed ancora a pagina 25 il «due senza» di Flaccio e Pinat che per il Guf di Pola parteciparono alle regate universitarie di Como del 1933. Fino agli anni settanta le due discipline iniziali convissero, ma poi, viene ricordato: «La nuova sistemazione [a Sistiana] durerà sino al 1972, quando viene ultimata la nuova sede. Gli anni a seguire vedranno la P.J. in continua crescita. L’attività velica prenderà il sopravvento su altre discipline, quali il canottaggio ed il nuoto, pur praticati a lungo e con successo, sino a che verranno messe da parte per ragioni di inadeguatezza degli spazi disponibili ». L’abbandono rattrista, ugualmente però la Pietas Julia resta nella lunga storia del canottaggio italiano, come anche altri sodalizi che hanno dovuto fare similari scelte.
F.C.