Didascalie: Laura Bercich-Nider taglia il nastro inaugurale della Mostra Il prof. Nedo Fiorentin illustra la mostra all'assessore avv. Magnoli; tra i due il dott. de Vidovich, presidente della Consulta regionale Anvgd Il Centro di cultura giuliano-dalmata ha allestito a Cremona la mostra «Architetture della Dalmazia nelle immagini di Nedo Fiorentin. il prof. Fiorentin è originario dell'isola di Veglia, dove conserva i ricordi e le cose lasciate dai suoi avi, ma è nato a Pala dove il padre era assai noto nel campo della lirica per aver organizzato con passione d'artista le prime rappresentazioni operistiche all'Arena. Ora il prof. Fiorentin è direttore dell'Accademia di Belle Arti di Venezia dove per anni ha studiato, lavorato e che è diventata la sua seconda Patria. Assente il presidente del Centro (il prof. Mario Mirabella Roberti era impegnato in un ciclo di conferenze a Pescara, Zara, Spalato e Traù, nell'ambito degli scambi culturali tra Italia e Jugoslavia, sulle antichità delle regioni adriatiche), ha preso la parola per il Centro in Santa Maria della Pietà, il vicepresidente Livio Del Pino, per ringraziare il sindaco della città lombarda, l'assessore alla cultura ed istruzione ed i cremonesi tutti per aver voluto per la terza volta patrocinare ed ospitare una manifestazione culturale di tanta importanza e permettere al Centro di continuare nella sua opera di salvaguardia del patrimonio culturale latino proprio di quelle regioni, portandolo a conoscenza degli italiani che lo ignorano. Del Pino ha voluto sottolineare il fatto che a Cremona, dove si è concretizzata la fondazione del Centro, viene ancora una volta portata la prima di una serie di manifestazioni e questo a riconoscimento dell'accoglienza avuta e dell'interesse suscitato a tutti i livelli in questa città. Del Pino ha infine ringraziato il dalmata prof. Mario Dolcher, assessore alle istituzioni culturali della città di Trieste, per la presenza all'inaugurazione. II prof. Dolcher, nel rispondere, ha donato a Del Pino una medaglia d'argento del Comune di Trieste a ricordo della mostra sull'Istria romanica che tanto successo di critica e pubblico aveva avuto nel gennaio scorso a Palazzo Costanzi. Egli ha inoltre aggiunto d'aver accettato l'invito per il desiderio d'esser presente alla mostra dedicata alla sua Dalmazia e per esaminare la possibilità di portarla assieme a quella sull'Istria, nel prossimo anno, alla Stazione Marittima di Trieste (dove, ultimamente, era stata organizzata la mostra su Maria Teresa d'Austria) in una rassegna che possa raccontare tutto quanto riguarda la cultura latina di queste regioni. Parole di elogio all'indirizzo del Centro sono state pronunciate dall'assessore avv. Magnoli che ha portato il saluto del sindaco e suo personale comunicando che tutte le scuole della città sarebbero state invitate a visitare la mostra. Quindi Bepi Nider ha annunciato l'uscita d'un fascicolo sulle «Architetture in Dalmazia», edito dal Centro con le immagini del prof. Fiorentin. Il fascicolo sarà posto in vendita a lire 5.000. Nider ha pure annunciato che le prossime mostre saranno allestite a Ravenna e Pescara. Nedo Fiorentin ha tenuto la prolusione. Ha osservato innanzi tutto che la prima impressione che ha chi visita le città ed i piccoli centri della Dalmazia sia quella di un immediato ricordo di Venezia; però la Dalmazia prima del 1409 ebbe civiltà sua propria, diversa ed indipendente e, sotto alcuni aspetti, più vicina all'Italia centrale e meridionale. Ha rilevato poi che la mostra voleva porre in evidenza soprattutto questo periodo dell'architettura dalmata, il più interessante nella storia dell'arte, perché l'arte pre-veneta della Dalmazia è arte romanica, che trae origine dalle forme architettoniche dell'architettura tardo-romana e paleocristiana. Vedi il Palazzo di Diocleziano (Spalato) e Salona, uno dei centri più ricchi e rari di elaborazione architettonica nei primi secoli del cristianesimo, con la più rara e antica aula di culto cristiano che si conosca in Occidente. Il prof. Fiorentin ha illustrato l'evolversi in Dalmazia delle varie forme basilicali, le strutture a volta in pietra, la tecnica muraria impiegata ed ha ricordato i monumenti più significativi come la basilica pre-romanica di S. Donato a Zara, S. Croce di Nona e S. Barbara di Traù. Ha fatto notare come questo linguaggio architettonico, fondamentalmente paleocristiano, persiste con straordinaria vitalità anche più tardi nel periodo di maggior sviluppo del romanico. Ha quindi ricordato come la mostra non abbia trascurato l'opera rinascimentale di Giorgio da Sebenico e gli aspetti significativi di Ragusa. Il nastro inaugurale è stato tagliato dalla signora Laura Bercich-Nider da Zara. Aperta la mostra, il prof. Fiorentin ha continuato la sua lezione fra le stupende fotografie da lui scattate per studio in questi ultimi anni in tutta la Dalmazia. Giustamente Elia San-toro nel fare la cronaca su «La Provincia» di Cremona, ha detto che Nedo Fiorentin con questa mostra ha squarciato il velo su una Dalmazia che appariva agli italiani lontana e misteriosa, dimostrandosi un vero studioso della materia, capace di farci conoscere il carattere e lo spirito di «romanità» sempre vivo in tutta questa regione, così come nella Venezia Giulia, anche se in una maniera completamente diversa ed autoctona. L'interesse dimostrato dagli studenti per questa mostra ha fatto sì che l'assessorato alla istruzione del Comune di Cremona in accordo con il Centro, rimandasse la chiusura a domenica 21 giugno per dare così la possibilità a tutte le scuole di visitarla. Moltissimi i visitatori da fuori Cremona: un pullman da Milano, i componenti il Rotarà di Crema guidati dal dott. Caizzi; visitatori da Ancona, Modena, Pavia e dalle vicine Piacenza, Parma, Bergamo e Brescia. Moltissimi il giorno dell'inaugurazione, gli amici del Centro: Lino Drabeni, Berti Durin e consorte, Arcadio Ostro-man e consorte, Tullio Puhar, !Marino Rismondo. La Rai ha parlato della mostra sul Gazzettino padano. Attivissime le emittenti radio-televisive private; per CRCaporadio Luigi Ronda ha intervistato per una intera ora in diretta Mirabella, Del Pino, Nider, Laura Calci; Onda Nord ha mandato in onda il giorno dell'apertura un'intervista con Del Pino e Ive.