Didascalie: Curto, Marini e Bonivento (in fondo Della Pietra) Solazzo e Silli (in mezzo, alle loro spalle, Rancilio) Il nostro direttore è così intervenuto: Abbiamo colto con piacere questa possibilità di presentazione del volume in una veste ufficiale. Questo perché Tomasini ha iniziato la ricerca molti anni fa sulle colonne de L'Arena di Pola. Abbiamo cominciato a pubblicare a puntate questa sua ricerca molto attenta, molto puntuale, molto scrupolosa tant'è che oltre ai contatti epistolari egli è andato alla ricerca di tutti gli ex giocatori del Grion, tutti quelli cioè che ha potuto rintracciare, per avere dalla loro viva voce il racconto delle loro esperienze, della loro attività. Quindi il libro non è soltanto frutto di un lavoro a tavolino, ma anche di contatto personale, di contatto diretto, quindi di ricerca dal vivo di ciò che è stato il Grion per il calcio a Pola. Ecco perché io ritengo vada dato merito a Tomasini per questa opera di ricerca che può esser vista anche come un lavoro angolato in maniera precisa, rivolto a un qualche cosa di limitato in sé, però, ìn queste pagine di cronaca sportiva si trova anche quella che è stata la vita di una popolazione, il suo modo di essere, le sue vicissitudini; e perciò anche il contesto storico, tenuto conto che il calcio è espressione sportiva popolare vicina alla gente, e pertanto attraverso la pratica sportiva ed il vivere attorno a una squadra, si ritrova un po' quello che è stato il tessuto di una comunità, di una vita civile. Perciò io ritengo che il lavoro che Tomasini ha fatto, con tanta passione, e che ora è raccolto in un'opera estremamente ponderosa, merita questo riconoscimento e meriti anche la possibilità di incontrare quella diffusione che è nelle sue aspirazioni anzitutto, ma anche nelle nostre affinché quello che è stato il frutto di un lavoro tanto lungo possa trovare una ricompensa in una divulgazione ampia fra quanti hanno vissuto quelle vicende all'interno, ma anche fra quanti le hanno vissute all'esterno partecipando, vivendo quelle vicende sportive. L'invito che abbiamo rivolto in poco tempo è stato quello di reincontrare tanti ex del Grion. Mi pare che, per la limitatezza del tempo, il convegno sia riuscito. Abbiamo detto: iniziamo la vita di questo libro invitando quanti avevano già partecipato a precedenti convegni. E questo è anche importante sottolineare perché accanto al lavoro così minuzioso e personale che Tomasini ha svolto, ci sono stati anche dei convegni per avvicinare queste persone. Il primo l'abbiamo tenuto proprio qui a Gorizia molti anni fa, le date adesso corrono, non ricordo (maggio 1975, precisa Tomasini), poi un'altra volta a Monfalcone e poi ancora (e questo pure è importante sottolineare) Tomasini ha ritenuto giusto invitare quanti hanno potuto essere presenti a un convegno a Pola, per ritrovare, nella città dove questa vicenda è collocata, quanti vivono in quel luogo per riaccostare quanti hanno praticato lo sport e vivono a Pola. Credo che quel convegno sia stato anche importante per raccogliere ulteriori notizie, ma anche per creare lo spirito di riavvicinamento che sta sullo sfondo del libro. Quindi ritengo che il valore del volume vada considerato anche in questa angolatura. Sono lieto che in questa occasione, per i rapporti di collaborazione che il Comune ha con le città vicine della Slovenia e della Croazia, avendo altri rapporti da stabilire, si abbia avuto la possibilità di avere con noi il prof. Ferri che è vice sindaco di Pola e che venendo oggi a Gorizia è stato simpaticamente disponibile ad essere con noi per significare che il libro vuol essere ponte d'unione, dopo una vicenda storica fra quanti nel Grion si ritrovano nel passato, ma anche nel presente. Quindi questa testimonianza non è soltanto sportiva e in questo senso desidero sottolineare l'importanza, ripeto, di questo voltone. Altri amici hanno accettato l'invito; i nomi degli ex del Grion li dirà Tomasini che conosce tutti e conosce per filo e per segno la vicenda di ciascuno; ma vanno citati soprattutto gli ospiti: Colaussi, Pasinati e altri che hanno accolto l'invito e hanno voluto essere, pur non essendo stati del Grion, vicini a quanti sono stati compartecipi di una vicenda sportiva e hanno avuto il modo di confrontarsi talvolta a livelli diversi (perché il Grion, ahimé, non è mai riuscito competere ai livelli più alti) di accostarsi a quell'esperienza sportiva, a conoscere quanti praticavano il calcio nel Grion. Con la loro presenza costoro testimoniano una vicinanza che è importante si mantenga nel tempo. Ci sono anche alcuni ex del Pro Gorizia e che sono stati vicini nelle battaglie sportive al Grion; desidero ringraziare questi graditissimi ospiti che con la loro presenza danno importanza soprattutto all'opera di Tomasini oltreché a questa memoria di una vicenda sportiva. Desidero anche ringraziare il vice prefetto doti. Laveder che con la sua presenza testimonia che quest'incontro vuol essere un trovarsi con amici che certamente hanno desiderio di parlare tra di loro (e subito dopo la cerimonia riprenderanno il loro dialogo) in quest'occasione di contatto per ritrovare le loro memorie, ma anche per dimostrare che questo incontro di presentazione ha l'avallo di una città che è attenta ai rapporti con i popoli vicini ma è attenta anche a valorizzare tutto ciò che costituisce memoria valida del passato e quindi motivo di incontro, di dialogo, di unione. Credo che in questo segno si possa cogliere il significato di questo volume. Ringrazio anch'io l'editore Nicoli di Parma che ha curato l'edizione di quest'opera che noi oggi presentiamo all'ombra di una piccola immagine che Monai ha tracciato per rievocare, per dare una significazione a ciò che l'incontro rappresenta: richiamo allo sport, richiamo alla memoria, richiamo ai sentimenti, richiamo anche all'attualità per costruire nel presente un modo di incontrarsi amichevolmente nelle nostre città, nelle città di un tempo per rinfrancare, per rinverdire, per rafforzare quello spirito di amicizia che, sono certo, alimenta sempre l'animo autentico di ogni sportivo. E questi sportivi di razza, che sono qui presenti, certamente questo spirito l'avranno vivo in maniera molto precisa, molto puntuale. Questo è il sentimento con cui porgo il saluto e l'augurio più affettuoso perché l'opera di To'nasini possa avere una vita felice e possa produrre effetti di divulgazione, per non essere soltanto libro da biblioteca, ma libro che fa ritrovare canali di rapporto e di dialogo e come tale essere strumento per proseguire nella nostra vicenda umana avendo davanti a noi degli obiettivi di civile convivenza che credo siano importantissimi per ciascuno di noi, per le nostre famiglie e per le nostre comunità. Rinnovo il saluto e l'augurio con la speranza che questo breve incontro qui a Gorizia resti gradito nella memoria di tutti voi.