foto Didascalie: Fianona 1926 La quinta classe elementare con il maestro Albino de Tonetti: Giacomo Vosilla, Lino Files, Giorgina e Elisabetta Baxa, Stefano Bucci, Giuseppina Gherbaz, Maria Chersevani, Vittorio Zupicich, Emilia Codan, Gina Canofini, Ester Sirolla, Antonio Bucci, Giuseppina Bascera, Lucia Vosilla; sono alcuni dei presenti nella vecchia foto di gruppo L'altare della Madonna nella chiesa parrocchiale di Fianona L'altare maggiore dedicato a San Giorgio nella chiesa parrocchiale Il capoluogo di Fianona possiede due chiese: quella più antica, posta al lato mare, costruita sulle mura che recintavano il paese, intitolata a San Giorgio e l'altra, del 1473, posta all'ingresso orientale della cittadina, consacrata alla Beata Vergine e costruita per necessità dei fedeli in quanto la San Giorgio era divenuta ormai piccola. Giosefatte Lion, podestà di Albona e Fianona, con sua lettera 29 febbraio 1483 porgeva congratulazioni a Gaspare Rauber per la elezione a Capitanio di Trieste e lo ringraziava dei balzelli condonati sul materiale destinato alla costruzione del tempio di Fianona. «... Divae Mariae nostre substentationes ad eamdem magie prynet Mariam...». Ci si trova dinanzi a piccoli dubbi sulla attribuzione di «Chiesa Parrocchiale di Fianona», incertezze, piccole distorsioni, discordanze di fatti e dati, da chiarire anche se non da modificare ciò che è stato modificato. I parrocchiani vorrebbero sapere esattamente quale è la loro chiesa parrocchiale impressionati da alcune contraddizioni che qui cercherò di significare in breve. All'Ufficio Tavolare di Albona (attuale «Zemljsko Knjdni Isvadak» Labin), al foglio 457 part. ed. C.C. di Fianona è annotata, sin dal 1883, la proprietà: «Romano Cattolica Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Assunta in Fianona». la Chiesa possiede gli atti più antichi del Comune, di notevole interesse. In uno dei Registri, scritti a mano in italiano, del 1552 si constata: «In Fianona in Chiesa della Madonna essendo congregati li giudici...» I conti della Chiesa si riferiscono tutti alla «parrocchiale», esempio: «Conto della Chiesa Parrocchiale del Duomo Maggiore di Fianona» per il 1832 (parroco il fianonese don Giov. Tonetti). In possesso della Chiesa è il «Liber Confraternitatie SS. Rosanii B. M. V. Erectae Flanonae die III octobrie 1896» dove sono contenute le note sull'istituzione della Confraternita del Rosario ed inoltre il «Registro degli ascritti alla Confraternita del SS. Rosario eretta nella Chiesa Parrocchiale di Fianona il 3. 10. 1896». Il Bollettino della Curia Vescovile di Parenzo-Pola, di-data 4.2.1882, a pag. 28 contiene: «Il Castello di Fianona ha una Chiesa Parrocchiale collegiale consacrata alla Beata Vergine, con quattro canonici, di cui uno è parroco...» 11 vescovo di ,Pota, 'Giuseppe Maria Bottari, effettuava la visita canonica nel 1701 a Fianona e nel testo della visita si legge: «Castrum Fianonae habet Ecclesiam Parochialem Collegiatam ,Beatae Virgini dicatam...» Il rendiconto patrimoniale della Chiesa, distinto per «introiti» ed «esiti», al tempo dell'Austria, portava la indicazione «Conto della Chiesa Parrocchiale della B. V. del Duomo Maggiore di Fianona nel Distretto di Albona ratificato da parte dell'Inclito Imperial Regio Commissariato Distrettuale». Pure sotto Venezia (14831797) la contabilità della Chiesa era descritta nel «Giornale dello incasso e delle spese quotidiane della Chiesa del Duomo Maggiore di Fianona». Quand'ero bambino, il mio catechista, il buon don Giovanni Mayer (parroco dal 1912 al 1935) mi aveva insegnato: «San Giorgio martire, protettore dei deboli, delle donne, dei vecchi e dei bambini, è il Santo protettore di Fíanona, è il patrono e a lui è dedicata l'antica e storica Chiesa che sorge in vista al Vallone, tanto venerata dai nostri marinai. La grande Chiesa, quella più recente è dedicata alla Beata Vergine del Rosario ed è la Chiesa Parrocchiale». La più grande festa dell'anno si celebrava nella prima domenica di ottobre ed era dedicata alla Madonna del Rosario. Era una festa meravigliosa. Agli atti dell'Ufficio Parrocchiale esiste lo «Stato delle Chiese nella Parrocchia di Fianona Decanato d'Ailbona» ex off. parr. 28. 11. 1816, ebbene qui è citata la «Chiesa di San Giorgio chiesa parr.». Giorgio Netto con «L'Istria Veneta nell'anagrafe de 1766» riportato in Atti e Mem. Soc. Istr. Arch. e Storia Patria, vol. XXIII/75, ?n-elude il «Castello di Fianona... nella Parrocchiale di San Giorgio». Un'ulteriore prova dell'incertezza e della confusione è offerta dal Ministero di Roma. Infatti il Ministero dell'Educazione Pubblica, nel 1935, pubblicava l'«Inventario degli oggetti d'arte d'Istria Prov. di ;Fola» e qui, a pag. 93, con il titolo «Fianona Chiesa Parrocchiale di San Giorgio» descrive gli oggetti d'arte sacra esistenti nella Chiesa della B. V. del Rosario. Il volume contiene la descrizione dettagliata e di grande interesse tecnico ed artistico di quasi tutti gli oggetti della Chiesa. Sappiamo che le autorità jugoslave proprio in questi tempi stanno attuando un'indagine di studio su tali oggetti. 1.1 Comune di Fianona, in vita, considerava più volte nei propri atti, in modo confuso: «Chiesa Parrocchiale di San Giorgio», altre volte con la dicitura incompleta di «Chiesa Parrocchiale di Fianona». Analoga imperfezione ho constatato in alcune pubblicazioni di storia istriana, recenti e no. Fino all'occupazione jugoslava di Fianona, l'Ufficio Parrocchiale rilasciava i certificati e altra documentazione apponendo su queste il sigillo con la scritta errata: «Officium ,Parochiale S. Georgii Martyrie Flanonae» e dalla suindicata occupazione il sigillo è così composto: «Zupni Ured Officium Parochiale Plomin». L'attuale parroco di ,Fianona è don Angelo Grubisié, che è anche parroco di Chersano e risiede, assistito da don Aleksandar Petrovid, parroco di Santa Domenica. La Chiesa appartiene sempre alla Curia Vescovile di Parenzo e qui Vescovo è monsignore Dragutin Nesié. Il sacerdote dott. Antonio Scalco, parroco dal 1939 al 1948, in una lettera, Fianona 3 dicembre 1945, mi scrive: «La Chiesa Parrocchiale attuale, dedicata a San Giorgio Martire, è costruzione del Secolo XV...» Ma quello che più offre il senso sconcertante della vicenda è la struttura dell'altare maggiore della Chiesa della B. V. all'origine dedicata alla Madonna. Nell'«Inventario della Chiesa della B. V. 1842» si legge: «L'altare maggiore del SS. Sacramento dedicato a S. Maria Maggiore di legno dorato con mensa di pietra greggia, con scalinata di tre gradini di marmo, con diverse statue rappresentanti il Padre Eterno, S. Giorgio, S. Bernardo, S. Enach, S. Elia, S. Orsola, S. Matteo, S. Rocco, S. Sebastiano, S. Giovanni e due angeli. Il tabernacolo di marmo». Un bel giorno, anzi un brutto giorno, esattamente il 7 marzo 1892, don Domenico Pindulich, parroco dal 1888 al 1896, dà inizio ad una modifica sostanziale all'antica e originaria fisionomia dell'interno della Chiesa della Madonna, complice la Curia Vescovile di Parenzo: l'altare maggiore, dedicato alla Madonna, viene rimosso, la Madonna viene mandata al magazzino, depositata in sagrestia e viene innalzato S. Giorgio. I lavori durano fino al 5 luglio 1896, oltre tre anni dall'inizio. Da un documento della Chiesa apprendiamo che le «Spese incontrate per l'erezione dei due altari, cioè dell'altar •Maggiore di San Giorgio Martire e dell'altar laterale della B. V. dei miracoli ammontarono a fiorini 2.383 e soldi 4 e che il civanzo cassa di fiorini 158 e 37 soldi» fu consegnato dal parroco Don Domenico Pindulich al Podestà Matteo Tonetti (della famiglia dei nobili Tonetti Fiorin di Porto) «giusta autorizzazione vescovile». Evidentemente al nostro pievano piaceva più San Giorgio, dalla leggendaria biografia, forse per la sua vicenda con il drago e la bellissima principessina e così, di punto in bianco, lo fece titolare, o quasi, del templum. La soluzione adottata di fissare all'altar maggiore della Chiesa la figura di San Giorgio è essenza significativa che muta la struttura preesistente perché l'altar maggiore è un segno particolare del sacro luogo, è centripeta, è preciso riferimento del centro formale della Chiesa e forma motivo simbolico essenziale, centralizzatore, di identificazione di essa. E' da rilevare che l'altar maggiore della B. V. sorge su una sopraelevazione, addossata alla parete di fondo in una nicchia ad arco, ornato con notevole pregio e non è soltanto una espressione artistica estetica. Una scritta sull'altare dice: «Annue Erectionie MDCCCXCIII Lucae Valentinue pinsit A. D. 1893». Infatti il pittore istriano Lucae ha dipinto egregiamente il quadro dell'altare su cui spicca il santo leggendario con il drago che colpisce dal cavallo. La comunità fianonese di New york, alquanto numerosa, è unita in una associazione, la «St. George Società of New york» in onore del patrono del paese natio. Quanto brevemente ho esposto e penso con validi e significativi accenni, giustifica le osservazioni un po' inquietanti e commoventi dei parrocchiani, tanto gelosi e sensibili della propria chiesuola, spinti dalla luce della fede. Essi portano una particolare sincera devozione alla Madonna. Quando un «marinar» partiva per l'imbarco gli si dava il saluto augurale «... nel nome della Madonna». Sull'argomento potrei elencare ulteriori citazioni più o meno attendibili e contrastanti, che comunque tutte formano la piccola storia del piccolo Comune istriano. La Chiesa del paese natio sopravvive nel caldo scrigno dei cuori dei paesani ovunque essi si trovino, nonostante le impetuose correnti dei tempi che rotolano innanzi. Mario Gerbini