foto Didascalia: Piazza del Duomo a Montona Nel capitolo della cronaca a cura di Marcello Bogneri dedicato agli scioglimenti associativi imposti dalla i. r. Luogotenenza nel 1916, comparso nel n. 2038 de L'Arena del 13 giugno figura erroneamente la «Società di Casino di Montona». La dizione, che potrebbe far sorridere, è evidentemente errata e va corretta in «Casino di Società in Montona». Non sì trattava infatti di una società che gestiva una casa di mercimonio, ma bensì di un circolo privato, di quelli che i dizionari definivano «luogo di ritrovo più o meno sontuoso, con sale di lettura e di giuoco», sorto nella seconda metà del secolo scorso per la ricreazione del folto gruppo di impiegati e di professionisti che al tempo dell'amministrazione austriaca si trovava ad operare in quella cittadina. In quei tempi infatti numerose erano le istituzioni pubbliche e private fiorenti 'a Montona. Oltre al Municipio vi si trovavano il giudizio distrettuale (corrispondente all'incirca a un nostro tribunale) con numerosi giudici, cancellieri e personale subalterno, il notaio, diversi avvocati, l'amministrazione forestale (vi aveva lavorato anche l'inventore dell'elica Giuseppe Ressel) e quella del demanio dello Stato, il capitolo collegiale con parrocchia e decanato, la direzione e un distaccamento della guardia di finanza, la gendarmeria, medico, tre levatrici, farmacista, la cassa rurale prestiti e risparmi, due società di prestiti, la società agraria, una cooperativa di consumo, ecc. Il «Casino di Società» era posto in una decorosa sede ricavata al piano terra di un'ala del palazzo Polesini e comprendeva un'ampia e luminosa sala di lettura, una sala da gioco con 'biliardo, un bar spazioso. Funzionava da... ghiacciaia la cisterna d'acqua piovana posta nell'adiacente piazzetta ombrosa alla cui sommità era collocata la più antica vera da pozzo di Montona. Posto davanti al passaggio (volto) che dalla Piazza di Sotto portava alla Piazza del Duomo (più tardi dedicata ad Andrea Antico), aveva all'esterno una piazzetta rallegrata da verdi acacie, mentre oltre la strada che conduceva all'interno del castello si estendeva un'ampia distesa piana ombreggiata da grandi ippocastani dai fiori rossi e 'bianchi che spiccavano vivissimi tra il verde del fogliame. Il «Casino di Società» era fin dagli inizi abbonato, oltre che a pubblicazioni provinciali, a note riviste italiane quali l'Illustrazione Italiana, la Lettura, la rivista del Touring Club Italiano. Alle pareti erano appesi ritratti di famosi personaggi italiani della cultura e dell'arte oltre a quelli di Mazzini e di Garibaldi senza che mai prima dello scioglimento del 26 aprile 1916 la polizia austriaca avesse sollevato alcuna obiezione. Con la redenzione nel novembre 1918 il «Casino di Società» risorse col nuovo nome di «Circolo Italia» e fu ancora per alcuni anni ben frequentato dall'Intelligenza locale cui s'erano aggiunti gli ufficiali del presidio italiano. Ma dopo alcuni anni, con la soppressione da parte dell'amministrazione italiana di gran parte degli uffici governativi il circolo vide grandemente diminuire il numero dei frequentatori che si ridussero a pochi abitudinari: qualche impiegato del. Comune e qualche professionista non di estrazione locale. Più tardi esso venne trasformato in sede del Dopolavoro, ma con scarsissimo successo per cui venne ben presto chiuso e sostituito da un'altra sede comunale ricavata, sempre nella piazza del Duomo, da un locale delle scuole elementari. Ricordo un episodio sintomatico: durante gli anni dell'affermarsidelfascismo alcuni fanatici provvidero a togliere i ritratti di Mazzini e di Garibaldi per sostituirli con quelli di Mussolini e di altri personaggi fascisti. A coloro che stavano provvedendo alla sostituzione un noto ed integerrimo cittadino di Montona, tenace oppositore di quel movimento, aveva rivolto la profetica frase: «Quelli hanno fatto l'Italia, questi la distruggeranno!» Ci è mancato poco, per nostra fortuna. Giulio Roselli