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Didascalia: Arsia, la città dei minatori
Chi procede dal piano di Arsia o s'affaccia dal Quarnaro sull'insenatura di Porto Rabaz scorge mollemente adagiata su un colle Albona. La cittadina sorge a circa 300 metri sul livello del mare; conserva memorie delle sue origini romane, attestate dai numerosi frammenti architettomini ed epigrafici in pietra esistenti nell'antico abitato. In contrasto con le impressioni di una tranquilla e serena vita provinciale, quanto il fervore di opere ed attività industriali nel sottosuolo. Mi riferisco alle miniere di carbone e litantrace che per interessamento del ramo austriaco della famiglia Rottschild, intorno all'anno 1800 erano state utilizzate. I primi sondaggi erano avvenuti nel pozzo denominato Carlotta, a ricordo d'un membro-della famiglia. Il primo impiego del carbone fu per le ferrovie. Ma data la presenza d'una forte percentuale di zolfo ed altre sostanze, non ebbe un gran successo per l'impiego industriale. Di seguito con lo sviluppo di diversi accorgimenti tecnologici nella costruzione dei fornelli delle caldaie, il carbone trovò largo impiego nei cementifici e -negli impianti per la produzione di materiale laterizio; e ciò in particolare nel clima d'autarchia in vigore negli anni Trenta. Infatti nel 1932 la estrazione del carbone era di circa 200.000 tonnellate annue con un impiego di 2.000 minatori più molti tecnici specializzati, provenienti da tutte le province italiane. Negli anni successivi con l'apertura di diversi altri pozzi e gallerie (Stermazio, Vines, Fianona, Carpano e altre) e col progressivo miglioramento degli impianti specializzati per lo scavo, coltivazione e trasporti, si giunse ad una produzione di oltre un milione e più di carbone con un piego di 6.000 addetti. Lo sviluppo totale delle gallerie e sue derivazioni era di circa 50 chilometri; si estendevano infatti entro al Quarnero, a diverse profondità sotto il livello del mare. Per la trazione e trasporto del materiale scavato servivano egregiamente dei cavallini, che per la lunga sosta all'oscuro diventavano quasi ciechi. Negli anni 1936-39 il servizio di trasporto venne disimpegnato con carrelli a trazione elettrica o ad aria compressa.
A complemento della ricettività per gli impiegati e dirigenti, delle miniere, a sud di Albona, nella piana di Arsia, era stata costruita una graziosa cittadina, con una architettura d'avanguardia. La località, dotata di tutte le strutture necessarie per la vita sociale e ricreativa, prese il nome di Arsia. Va ricordato anche il cementificio sorto a Valmazzinghi a 15 chilometri da Albona, a Punta Nera sul Quarnero. Fu costruito dalla ditta Cornigliaro di Palermo nell'anno 1926; si trattava d'un impianto assai moderno per quell'epoca, realizzato dalla fabbrica Smith di Copenaghen, con un forno rotativo della lunghezza di metri 60, con una produzione di 200 tonnellate giornaliere di cemento Portland ad alta resistenza e di qualche altro derivato. A ridosso dello statoilimento esistevano le cave ricche fino al 75 % di carbonato di calcio, che garantiva un ottimo cemento. Si può dire che l'industria lavorava in parallelo con le miniere dell'Arsia impiegando il carbone per le necessarie lavorazioni termiche. Tra cavatori, operai e dirigenti, erano occupate circa 120 persone, per le quali era stato costruito un accogliente gruppo di case e villette, con ottimo prospetto sul mare.
Anche la zona orientale dell'Istria era perciò operosa e contribuiva positivamente al benessere della provincia, in perfetta consonanza con altre attività industriali. Queste brevi note mi sono state suggerite da tanta nostalgia verso la terra natia, dove abbiamo intensamente lavorato, dove qualsiasi pietra, rustica o scolpita, parla delle nostre origini e delle nostre radici.
ing. Alberto Turina
L'ELRP ha appaltato i lavori per la costruzione di una Casa di Riposo ín uno dei Comuni più danneggiati dal terremoto in Friuli, nel Comune di Moggio Udinese. E' prevista una spesa di 691 milioni in parte coperta da contributo della Regione Friuli-Venezia Giulia e della Comunità Montana della Vai Canale e Val di Ferro.