didascalia: Due immagini di Aquileia fissate sulla pellicola da Aldo Carlevaro
Il traguardo del numero duemila è stato celebrato a Gorizia sabato 24 settembre con due semplici incontri di collaboratori e sostenitori del giornale.
Nel pomeriggio alla Stella Matutina Padre Katunarich S. J. ha ricordato i redattori scomparsi e Fulvio Monai e Bepi Nider hanno puntualizzato realtà e funzioni del giornale quale espressione della comunità degli esuli e punto di riferimento per un confronto ed un dialogo sul confine orientale.
A sera, l'incontro conviviale si è svolto accanto al gonfalone del Comune di Pola, conservato dopo l'esodo presso il Municipio di Gorizia.
Il direttore, nel salutare tutti gli intervenuti, ha rivolto una particolare attestazione di riconoscenza alla vedova di Rodolfo Manzin, intervenuta assieme ai figli, ed ha confermato il legame d'affetto che continua con il giornalista che tanta parte della sua attività ha dato all'Arena, dopo aver legato il suo nome alla storia del giornalismo di Pola.
Alla signora Manzin e subito dopo a tutti i collaboratori presenti il direttore ha fatto omaggio dell'ultima medaglia che fu coniata dal Comune di Pola prima del conflitto mondiale, con la riproduzione dell'Arena, del monumento a Cesare Ottaviano Augusto (conservato a Gorizia, nell'aiuola accanto al Palazzo della Regione) e dello stemma della città.
La consegna della medaglia ha consentito ai collaboratori di scambiarsi applausi e saluti, nella sottolineatura dell'apporto dato al giornale.
Alla signora Roma Carbonetti l'omaggio è stato porto nel richiamo all'opera del marito Antonio, che fu attivamente impegnato nel giornalismo polese.
Festeggiati sono stati gli ex del Grion Silvio Marini e Gino Solazzo, e Tagliapietra con richiamo anche ai riusciti convegni del calcio polese, ed a Uccio Pastrovicchio, rappresentante idealmente, quale animatore dell'Apocalisse, di tutta la comunità polese.
E' stato quindi affrontato il problema del futuro del giornale. Il direttore ha ribadito l'esigenza di immettere nel giornale nuove forze per assicurare quella continuità che altrimenti potrebbe risultare problematica.
Dopo vari interventi e conciliaboli, è stato deciso di dar vita al più presto ad una cooperativa, quale strumento di impegno collegiale per affrontare i problemi del giornale. L'invito a partecipare all'assemblea costitutiva a Gorizia sarà pubblicamente reso noto a tutti.
Parole di ringraziamento al direttore sono state espresse da Sergio Cella e da Elvino Tomasini, che gli ha fatto anche omaggio di una medaglia a ricordo dell'Arena 2000.
Hanno partecipato all'incontro:
Bepi Nider e signora, Santo Ziberna e signora, Federico Angsesser e signora, Roma Carbonetti, Virgilio Salamon, Elvino Tomasini, Alice Manzin, Walter Manzin, Toso e signora,. Bruno Gardun e signora, Otello Fabrie e signora, Antonio Lucci e signora, Narciso Meden e signora, Umberto e Rino Tagliapietra, Luciano Pastrovicchio, Mario Merni, Mario Scattaro, Marcello Bogneri, Mario Giorgi e signora, Silvio e Toni Marini, Gino Solazzo e signora, Lino Vivoda, Livio Horrakh, Rumor, Livio Del Pino, Anteo Lenzoni e signora, Mario Ive, Renato Lucigrai e signora, Sergio Cella, Vinicio Lenzoni e signora, Albino Dorliguzzo, Bruna Sirotti.
Telegrammi di saluto ed augurio in occasione dell'incontro di Gorizia per la uscita del numero 2000 dell'Arena sono stati inviati da Orlando Devescovi, Bruno Artusi ed Elsa Hubeny
Al Centro culturale Città di Cremona in piazza papa Giovanni XXIII sarà inaugurata il 15 ottobre (e resterà aperta sino al 31) alle ore 17 la mostra fotografica «Il Romanico in Istria nel suo ambiente naturale» ,dell'architetto Livio Del Pino e del figlio Giorgio. Aprono la mostra le immagini fotografiche di «Aquileia romana e romanica» di Aldo Carlevaro. Aquileia per secoli è stata la porta dell'Istria. Presenterà la mostra il prof. Mario Mirabella Roberti, titolare della cattedra di archeologia cristiana ali Università di Trieste e direttore del Centro di antichità alto adriatiche che tiene corsi di studi ad Aquileia.
L'arch. Livio Del Pino, nato e cresciuto a Pola, è oggi l'addetto alle pubbliche relazioni dell'Elettronica San Giorgio, uno dei più .avanzati complessi industriali del gruppo IRSTET. Il figlio Giorgio, studente in architettura all'Università di Genova, è nato a Lecco sul Lago di Como, da madre lombarda fortemente attaccata all'Istria. Quando obblighi di lavoro per l'uno e di studio per l'altro non li tengono impegnati, li trovate in 'stria, in mare d'estate (il mare è il loro elemento naturale) o nei boschi d'autunno ed in primavera. Là passano il loro tempo libero perché amano questa terra e ne sentono il profondo richiamo. Qui fotografano, filmano, pescano, frugano tra le rovine e le pietre del passato. Due generazioni si sono incontrate in quel grande mondo che è la passione per l'arte e per tutto quanto di bello ci può essere là dove la natura plasma l'uomo.
Aldo Carlevaro, piemontese di origine, genovese di adozione, è l'ultimo, per il momento, di una famiglia di fotografi la cui attività dura ormai da molti lustri. Ha conosciuto l'Istria assieme ai Del Pino, prima -stampando le loro fotografie, poi seguendoli in una splendida giornata di primavera in mezzo alla salvia in fiore sull'isola di Cherso e se ne è innamorato.