Didascalie:
Mario Urbani e il papà (1938)
Uccio Devescovi, Mario Urbani e Lino Drabeni (1937)
Ogni padre coltiva, nel profondo del proprio animo, propositi, progetti, ambizioni più o meno segreti nei riguardi dei propri figli. Sogni, molto spesso, un po' stereotipati e anche convenzionali, ma pur tuttavia vivificati dalla speranza che essi si realizzeranno, almeno in parte, non importa quando, in quale ambito e sotto quale forma, se in quello professionale o ricreativo, se in forma più o meno astratta o realistica.
C'è da credere che in Giuseppe Urbani, maestro e istruttore di attrezzistica, giudice sportivo, dirigente e organizzatore a livello scolastico e societario, questa speranza non fosse poi così segreta se la rivelava permanentemente in quel volto rugoso dai tratti un po' duri di maschera scolpita nel legno, nel taglio della bocca un po' amaro ma decisamente modellato, nonché in quel sottile travaglio fisico e psicologico che affiora in tutti quelli che praticano lo sport attivo, con la preparazione intensa e metodica che una disciplina sportiva comporta.
Nati e cresciuti all'ombra di un padre che amava lo sport più di ogni altra cosa, forse più della sua stessa vita, perché nello sport vedeva il concretizzarsi degli ideali umani più alti e più puri, Livio e Mario Urbani vissero e si nutrirono di sport fin dalla prima infanzia, tra le mura di casa, o, forse, già al di fuori di esse.
Ecco un padre felice, che, sotto le vesti di un'austerità puramente formale, si identificava nelle ambizioni dei figli, disciplinatamente, naturalmente ed entusiasticamente disponibili per quel sogno, in un'epoca e in un ambiente che favoriva lo sport a ogni livello, all'ombra di un pragmatismo ideologico imperante (la mente sana nel corpo sano, appunto).
Dall'attrezzistica — una delle discipline sportive più nobili — che fu il primo e l'unico amore per Livio Urbani, all'atletica leggera e al
calcio per Mario, si snoda un campo vastissimo nel quale i due atleti mieterono allori (e medaglie) e s'imposero all'attenzione del mondo sportivo locale e nazionale.
Gli Urbani: nome prestigioso di una famiglia di sportivi che onorò Pola e lo sport di Pola in tempi ormai lontani. Livio e Mario hanno scelto la loro professione nell'ambito dello sport e, tutto sommato, pensiamo che fosse proprio inevitabile e scontato.
•Chi nasce per navigare, chi per volare, chi per cantare o ballare, chi per fare dello sport:
gli Urbani erano nati per lo sport. Il resto, importantissimo anche quello, veniva subito dopo.
Nella sequenza di immagini, già pubblicate e in queste due, che fissano momenti e tappe della loro carriera sportiva, c'è una prova di più — ma ce n'era bisogno? — di ciò che gli Urbani hanno dato allo sport nel periodo della loro attività agonistica, nel più puro dilettantismo (lo sport per lo sport, insomma), ed è la raffigurazione in prospettiva di un modello e di un ideale che hanno ispirato e simbolizzato tutta la loro vita sportiva.