Erminia Goriup ved. Giotta - foto Erminia Goriup con il marito 11 giorno 4 aprile, Imitano dalla sua cara Pola, si è spenta Erminia Goriup ved. Giotta. Abitava a Genova con il figlio Guido, insegnante, e la figlia Giovanna, sposata col sig. Carrozzino, che per diversi anni in qualità di maggiore del G.N. insegnò alla Scuola motoristi del CREM all'Arsenale di Pola. Aveva 82 anni ed era costretta all'immobilità per una forma acuta di artrosi. Ricordava a quanti si recavano a trovarla i lieti giorni trascorsi con i figli a Pola e le innumerevoli amicizie che il suo carattere semplice e gioviale le avevano attirato, stroncate poi dalla guerra e dal doloroso esilio. Nella foto è ritratta assieme al marito, il buon signor Giovanni, morto all'epoca dell'esodo: coppia affiatatissima che allevò con amore quattro figli, dai quali ebbero la gioia dí molti nipoti. Il signor Giovanni, conosciutissimo commerciante di pesce, italiano fiero delle sue origini, combattè per il suo ideale quando Pola era sotto l'amministrazione austriaca, e mostrava la tessera della Lega Nazionale del 1907 con giustificato orgoglio. Fu contrario all'esodo; diceva che bisognava rimanere per opporsi alla slavizzazione di Pola. Era deciso a restare, ma non potè affermare questo suo ideale perché morì pochi giorni prima che avesse inizio l'esodo. Le persone che la signora Erminia ricordava particolarmente erano i Barison, amici dei figli, gli Urbani, i Descovich, i Vicevich, i Fonda, Bepi Nider, i Lauri, Don Felice Odorizzi e moltissimi altri. Ricordava che tante volte aveva tenuto in braccio Sergio Endrigo, quando da bambino veniva a trovare il padre Romeo che aveva bottega di scultore Sotto la sua casa. Leggeva sempre L'Arena di Pola per seguire fatti e ricordi, speranze e vicissitudini dei tanti suoi conoscenti. Apprese dal giornale la morte di moltissimi suoi amici e amiche; ora purtroppo è toccato a lei. Con lei continua lo spegnersi lento di tutta la generazione che più ha sofferto. Raffaele Peressa Raffaele Peressa (Nello) ha perso la vita in un tragico incidente automobilistico avvenuto il giorno 9 aprile scorso alla periferia di Biella. Procedeva a velocità moderata, regolarmente sulla destra, quando è stato investito in pieno da altra autovettura, uscita ad alta velocità da una curva. Era nato a Pola nel 1913; capo tecnico presso l'Arsenale di Pola fino al 1945; per un paio d'anni distaccato presso il silurificio di Fiume per la sua specifica competenza in quel settore; fino all'esodo era conosciutissimo a Pala per il suo carattere gioviale, l'eleganza, la generosità e tante altre doti che lo rendevano simpaticamente amico. Dopo l'esodo si era statoilito a Biella e dal 1947 insegnava materie tecniche presso l'Istituto industriale «Q. Sella»; nella stessa Biella lo seguirono la mamma (scomparsa nel 1968) e le sorelle, alle quali è. rimasto sempre vicino con la generosità e l'altruismo che lo contraddistinguevano; quale insegnante era apprezzatissimo per la sua preparazione e dirittura morale; a Biella si era fatto una vasta cerchia di amici ed era conosciutissimo. Alla moglie, ai fratelli ed ai parenti tutti le nostre condoglianze. RICORDO. Per onorare la memoria dell'adorata mamma Margherita Grassi Luciani, le figlie Mariella Savino e Lia Livich unite al caro papà in occasione del trigesimo dell'improvvisa scomparsa hanno offerto un «leggio» per la cappella del, la Casa della Bambina di Roma. Il parroco padre Benedetto Fortini, ha celebrato una Messa di suffragio alla quale hanno partecipato anche le affezionate sorelle e tutti i familiari che ricordano con rimpianto e amore le sue elette doti di mamma e l'immensa bontà di cuore dell'indimenticabile scomparsa. Hanno voluto essere affettuosamente vicine alle signore Mariella e Lia e alla zia Milena preziose collaboratrici dell'Opera profughi, le piccole e le suore della Casa. Insieme hanno pregato per l'anima eletta della defunta.