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Didascalia:Sulla copertina della pubblicazione di Nerina Feresini.' appare questa nostalgica, vecchia immagine di Pisino
Ecco la posta di oggi. Da Roma la solita agenzia americana manda a me. come ad altri centomila italiani immagino, un rapporto» sulla guerra del Vietnam; c'è la partecipazione di nozze di un amico e bisogna preoccuparsi di segnare la data perchè Poi non ci sfugga; c'è il foglio di un'altra agenzia in cui si parla degli interventi a favore del protosincrotrone a Doberdò. Argomenti importanti. Ma un'altra busta ha attirato la mia attenzione, una busta intestata non tipograficamente, ma con un timbro, segno eloquente che l'associazione che la spedisce non naviga nell'oro (a prescindere dalle attuali disavventure del prezioso metallo). Non naviga nell'uro ma fa miracoli egualmente: di tanto in tanto, infatti, superando non so come difficoltà economiche che devono essere davvero eccezionali, dà alle stampe dei volumetti per ricordare il paese in cui sono nati i suoi iscritti: Pisino, e l'associazione è la Famiglia Pisinota. Anch'io sono nato a Pisino e il rapporto sul Vietnam e gli interventi sul protosincrotrone mi sembrano per un momento di nessuna, ma proprio di nessuna importanza di fronte al libretto che mi sono trovato improvvisamente in mano e che comincio subito a sfogliare, e arriverò tardi a un appuntamento perchè non mi sarò accorto ch'è passata più di un'ora leggendolo d'un fiato.
El nostro baso se trova in t'ama conca, a forma de piria che finissi in te la Foiba...», scrive così, Nerina Feresini, la autrice di Voce de Pisin», nella introduzione alla sua originale raccolta di tiritere e proverbi strofete che cantavimo de pici, de fioi e de grandi., e sono bastate queste poche parole a riportarmi ai ricordi più cari, agli anni vissuti da ragazzo dove gavemo lassado el cor». Sicchè leggevo e ricordavo, perchè ogni pagina aveva il potere di far comparire sullo schermo della memoria, come una diapositiva, un episodio dimenticato. una giornata all'asilo, un gioco fra ragazzi, più tardi, alle elementari, e più avanti negli anni una scampagnata a Novacco o a Pisinvecchio, col fantastico prosciutto di un tempo e con molti bicchieri di vino che sembrava ottimo e forse lo era veramente. La presentazione della raccolta è firmata da Gianni Bartoli, presidente onorario dell' Unione degli istriani. Fa una giusta osservazione che può essere sottoscritta da quanti, come me, sono pisinoti» ma non esuli: La bella pubblicazione — egli dice — è una felice sorpresa per noi che, lontani già da ragazzi dal vivo della vita quotidiana della nostra terra, avevamo in parte dimenticato la doviziosa freschezza del linguaggio avito. Bartoli, gentile sempre cari tutti, presentando il vo'umetto pisinoto», ha voluto ricordare che sua madre nacque a Lindaro (che sarebbe, tanto per intenderci, Servola rispetto a Trieste, per chi non conosce I' Istria), come a dire che una goccia di sangue pisinoto», in fondo, ce l'ha anche lui, rovignese; e non mi sorprenderei se avesse avuto i nonni originari delle parti più diverse della nostra piccola Istria, ciò che render.be più legittima la presidenza onoraria della loro Unione che gli istriani con entusiasmo sincero gli hanno affidato...
Ma torniamo alla raccolta curata da Nerina Feresini. Dalla ninnananna («fa la nana bambin / che vegnarà el papà / ci porterà un bombon/ fa la nana e sta bon...»), ai giochetti (Corda corda de San Francesco, la bela stola in rete o....l, ai proverbi, alle filastrocche, alle frecciate per le ragazza che non trovavano marito o per quelle che non erano beveri.ime coni corteggiatori, c'e davvero tutto, c.c.. con intelligente amo
re, con una cura esemplare
di cui va data lode all'autri ce; c'è tutto, raccolto con tanta nostalgia, ma senza retori., senza lacrime; col sorriso, direi, di chi ricorda giornate felici, lontane ma incancellabili.
Non è questa la sede per riportare nè le migliori nè le più curiose, fra le tante «vose» raccolte. Ma chi è vissuto a Pisino e leggerà il libretto, confermerà la mia impressi, ne, ne sono certo: sono pagine che sembrano scritte apposta per far rinverdire episodi dimenticati. Io non mi sarei forse ricordato mai più che nel vecchio caffè Depiera di Pisino, il prof. Delpiano, quando avevo quattro o cinque anni. mi faceva fare una strana carnminata a mani incrociate recitando la !coi, la topi, la 1.i lepi ius., che era lo scotto per ottenere in regalo un saltimpanza», una specie di gustosa .brioche.. E' un piccolo ricordo, un ricordo innocente e felice, per il quale devo dir grazie a Nerina Feresini.
MANLIO GRANBASSI