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Vogliamo, brevemente ricordare la figura di un illustre umaghese, tuttora vivente, che, per la sua personalità ed il valore, merita di essere sempre più conosciuta, nonostante la grande modestia dell'uomo, restio ad ogni forma di pubblicità. E' un uomo cordialissimo pieno di calore umano che conquista chiunque gli si avvicina, ma riservatissimo quando si tratta di scoprire qualcosa della sua vita militare pur cosi importante. Abbiamo faticato non poco per strappargli queste brevi note; si è arreso soltanto nell'intento di mettere in luce la sua Umago. Una sola la sua divisa morale: la semplicità e discrezione. Una sola la sua fierezza: essere e sentirsi sempre istriano e più propriamente untagli...se. e tale si proclamò in ogni circostanza, che l'alto grado e la posizione raggiunta, l'ha portato ad essere in relazione diretta con eminenti personalità, anche estere.
In questi tempi di assordare, te e fatua pubblicità il suo riserbo è ammirevole: accresce la sua personalità e ce lo fa sentire doppiamente vicino all'anima della nostra gente.
Ma veniamo al maggio 1915. Il giovane Mario Grassi fu uno degli umaghesi che, desiderosi di combattere per l'Italia nella prima grande guerra, non esitò a fuggire; a poco più di diciassette anni, ragazzino inesperto, affrontava e superava felicemente la pericolosa avventura, e riusciva a riparare a Venezia entrando nella gloriosa schiera dei fuorusciti irredenti.
Egli aspirava ad entrare all'Accademia. navale di Livorno, ma per la incomprensibile e ingiustificata diffidenza nei confronti dei volontari irredenti, vi sussistevano serie difficoltà. E qui la fortuna gli venne incontro. Ebbe occasione di conoscere il generale Tamajo (che fu con D'Annunzio a Fiume e poi il primo prefetto di Zara italiana) il quale gli offerse la sua autorevole garanzia, e quindi, venne ammesso all'Accademia. Superati brillantemente i corsi, ne usciva il giovane aspirante guardiamarina, pronto ad iniziare l'affascinante e dura vita dell'ufficiale di marina. Dopo il primo imbarco sul
caccia tor pediniere «Bronzeo, che operava nel basso Adriatico, varie furono le vicende: fu verso l'ottobre del 1918 con le navi delle flotte interalleate ai Dardanelli; poi sulle coste dell'Africa, nel 1921, per la riconquista della Libia e sulle navi a Corfù, nel 1923.
Ma, terminata la guerra. il tenente di vascello Grassi fa domanda per frequentare un corso di specializzazione presso I' Istituto idrografico della Marina di Genova. La passione del mare, l'amore così radicato e naturale delle genti che vi traggono legione di vita, si esprime nel nostro giovane ufficiale col desiderio di conoscerne meglio i segreti e i misteri.
Naturalmente l'entusiasmo e l'intelligenza lo portano alla conclusione brillante del corso.
La sua carriera prende così una svolta importante: si impone sempre più l'uomo di scienza che viene impiegato in svariate campagne di studi idrografici nel Mediterraneo e in Mar Rosso. A quest'attività di studio si accompagna la normale evoluzione della carriera militare e per il Nostro vi è il periodo di comando sui sommergibili.
Ma gli studi idrografici lo hanno ormai completamente conquistato e ben presto, al comando della nave «Milazzo» compie una serie di rilievi nelle isole italiane dell' Egeo, e successivamente sull'-Ostia» nuovamente in Mar Rosso.
La sua meritata fama di studioso oltrechè di valoroso ufficiale gli vale, in seguito, nel 1935, la nomina a vice direttore dell'Istituto idrografico, quello che lo aveva visto non molto tempo prima, studente appassionato. Da questa posizione, con sempre crescente entusiasmo per l'idrografia, prepara una delle più importunò imprese scientifiche di rilevamento idrografico: la rilevazione marittima dell'intera costa della Somalia Italiana.
Gli studi precedenti avevano previsto per la realizzazione del programma addirittura una durata di cinque anni. Ma il vice direttore Grassi riprese quei progetti, esaminò con attenzione i programmi e forte delle precedenti esperienze, concluse che, avendo a disposizione
due navi .ben attrezzate, sarebbero bastati due anni. Il progetto, dopo l'approvazione ministeriale, fu eseguito Il capitano di fregata Valerio Grassi, al comando dell «Ammiraglio Magnaghi» preceduto dalla spedizione che doveva operare a terra, partiva da La Spezia nel gennaio 1938 ; il 10 giugno 1939 festa della Marina, con une lunghissima fiamma tricolore all'albero di maestra, rie:trava a Napoli. L'importene progetto era stato realizzar,alla perfezione.
L'inizio della seconda guerra coglie il nostro uffici, nuovamente all' Istituto idi, grafico di Genova e questi volta in qualità di diretto,. Nel settembre 1943 viene deportato in Polonia, donde ritorna dopo due anni, nel 1945.
Fu l'ultimo comandante della «Giulio Cesare» prima della sua cessione ali' Unione Sovietica.
Ed ora va ricordato un episodio molto significativo: nel giugno 1948, col «Granatiere» e col «Carabiniere entrova a Monfalcone; erano le prime navi da guerra italiane che entravano nel golfo di Trieste.
Dopo la partenza da Monfalcone, una Bottiglia di pic-, cole imbarcazioni di triestini,, andò incontro, festante, alle patrie navi. Il comandante' umaglase ridusse la velocità
e fece schierare in coperta gli equipaggi nella candida divisa e con gli smaglianti solini azzurri al vento: l'in-, contro fu un trionfo di tricolori e un osannante evviva l'Italia e la Marina italiana. Poche e scarne sono queste note e di certo insufficienti a mettere nel dovuto risalto la figura dell'ammiraglio Mario Grassi. La nostra speranza è soltanto quella di aver reso un omaggio all'uomo di mare e allo scienziato, di aver contribuito, sia pure modestamente, a far, conoscere questo figlio di Umago, che da ragazzo, temprato dal mare, ne ebbe ad essere conquistato sino a diventare valoroso navigatore, non solo, ma anche studioso provetto.
Marinaio e scienziato; due attributi che l'ammiraglio, Grassi ha onorato, raggiungendo le vette della gerarchia militare e acquisendo vasti meriti di studio nelle ricerche idrografiche.
Gli umaghesi, fierii di cosi valorosa figura di concittadino, lo ricordano sempre con rispetto e e tanta simpatia , come egli, pur lontano
non dimentica mai la sua Umago.
G. U.