Didascalia:
Bassa o alta che sia, la Pasqua giunge 'sempre nel momento in cui anche la natura partecipa alla esultanza comune rivestendosi di gemme e di fiori per rendere più serena l'atmosfera in cui l'umanità si immerge, esprimendo, insieme alla fede, la gioia di uscire dal chiuso delle proprie case, all'aperto. Un antico proverbio, infatti, insegna che il Natale deve essere dedicato agli affetti domestici, intorno al focolare, mentre la Pasqua consente che si abbandoni allegramente la città.
Pasqua, dunque, a differenza di quasi tutte le altre ricorrenze religiose, non ha nel calendario una data fissa. Molti secoli or sono il Concilio di Nicea, statoilì che la Pasqua cristiana doveva cadere ogni anno nella domenica dopo, successiva all'equinozio di primavera — 22 marzo — con data variante tra il 22 marzo ed il 25 aprile. Nel corso dei secoli si hanno in tal modo le Pasque cosidette «basse» quando si avvicinano alla data di inizio della primavera oppure «alte» quando cadono in aprile inoltrato.
Un'infinita varietà coreografica caratterizza la Pasqua, anche se i suoi simboli più tradizionali sono l'agnello, le uova, le campane, ai quali nel tempo si è aggiunta la colomba pasquale.
La campana non ha data di nascita: sembra che sia apparsa per la prima volta in un lontanissimo giorno, quando accanto ai monili e agli amuleti, segno di buon augurio, gli uomini vollero collocare anche una piccola campana, spesso d'argento, segno di protezione contro il pericolo dell'avvenire, soprattutto per i fidanzati.
Poi, all'epoca di S. Giovanni Crisostomo, la Chiesa scelse la campana, per chiamare a convegno i fedeli, finchè nel 714 per la prima volta a Cordova ebbe luogo il battesimo della campana.
Si narra che tredici secoli or sono un tal Vivenzio volle far dono alla parrocchia di Canino, in provincia di Viterbo, di una bellissima campana di autentico bronzo, costruita secondo un originale modello con un triplice anello in cima ed un torchino triangolare presso il collo. Le prime fusioni in bronzo avvennero però al principio del X secolo ed in quell'epoca i musici cominciarono a studiare il modo per dare al bronzo un suono musicale. Prime fra tutte sono apparse le campane di S. Pietro, nel 1289 e poco dopo furono costruite quelle della basilica di Loreto, della cattedrale di Parma e del duomo di Milano.
Famosi costruttori furono i toscani, con il Guidoccio, Loraringio, Guidotto. Ma l'industria continua ad essere ereditaria. I segreti di costruzione infatti, determinano le speciali fisionomie di questo e di quell'altro tipo, per cui è possibile distinguere dal timbro di una campana il suo marchio di fabbrica.
I cristiani osservanti usavano attenersi
scrupolosamente al digiuno durante la settimana di Pasqua e tra gli altri cibi eliminavano dalla loro mensa anche le uova,
che restarono nei pollai sicchè i contadini, per distinguerle, agli effetti della
freschezza, le «pitturavano con diversi vivaci colori». Ne riempivano poi dei canestri e recandosi alla messa della domenica, ne facevano dono agli amici e ai parenti. Un tempo, a Parigi, gli studenti si davano convegno nel giorno pasquale sul sagrato della chiesa di Notre Dame e alla fine della Messa «facevano la questua delle uova ed i fedeli dovevano portarne in tasca almeno una dozzina per non far brutta figura e rifiutare l'obolo agli studenti poveri». Poi un decreto reale dispose che i doni fossero fatti dalla Corte e fu la regina personalmente a porgere le uova vere e finte agli studenti più bisognosi. In quell'epoca abili miniaturisti, per far cosa gradita alla sovrana, dipinsero sui gusci personaggi e altri artistici ornamenti. Perfino il celebre Wattcau non disdegnò di ornare con il suo pennello un mastodontico uovo che donò al suo sovrano.
In alcune regioni italiane è d'uso lo scambio delle uova tra padri e figli: questi ultimi prima di ricevere il dono chiedono scusa delle loro birichinate e soltanto dopo aver ricevuto il perdono e l'abbraccio dei genitori possono rompere l'uovo e trovarvi' la sorpresa. In altre regioni ad esempio si usa acquistare un grande uovo di cioccolato per tutti i membri della famiglia e nell'interno si nasconde una pregiata bottiglia di vino spumante o, meglio ancora, di dorato brandy bene invecchiato che richiama l'opulenza delle uova e del raccolto: alla fine del pranzo pasquale tutti vengono invitati a brindare con un bicchierino di brandy che è considerato l'«acqua della vita».
Insieme alle uova ecco l'agnello. La leggenda vuole che fosse Mose ad ordinare ai suoi fedeli di sacrificare un agnello nella notte tra il 14 ed il 15 di un mese, che poteva corrispondere a quello in cui cade la Pasqua. La figurazione dell'agnello trae origine dalla notte della liberazione del popolo ebraico, quando il sangue dell'animale salvò dalla morte e dal massacro i figli primogeniti, sicchè si legge: «Passa
e non uccide, passa e non punisce, passa
e perdona ai suoi fedeli».
Sulle mense compaiono moltissimi dolci, confezionati per l'occasione, e tra essi la colomba, di origine lombarda come il famoso panettone. Anche sulla colomba esiste una leggenda: alla vigilia della Pasqua dell'anno 752, il potente re Alboino si preparava ad entrare in Milano. Quando giunse alle porte della città il suo cavallo stramazzò a terra. Un fornaio che aveva assistito al fatto, temendo la collera del Re, prese un dolce da lui confezionato e lo porse al sovrano in segno di amicizia e di sottomissione. Nel preciso istante in cui il fornaio porgeva al Re il suo dolce, il cavallo si sollevò sulle ginocchia e volse la testa. verso la torta come se volesse richiedere la sua parte. L'indomani il fornaio, che aveva placato la collera di Alboino, ebbe l'idea di confezionare lo stesso dolce a forma di colomba e porgendolo al sovrano disse: «Accetta, o signore, nella ricorrenza della Pasqua, il nostro tributo; è simbolo di pace». Re Alboino si commosse — dice la leggenda — e ordinò che tutte le fanciulle che si chiamavano Colomba avessero un suo dono personale.
In alcuni paesi del meridione le ragazze più giovani radunano nella piazza una grande catasta di legna e su di essa mettono un fantoccio raffigurante il freddo inverno. Porgono quindi la torcia al fidanzato perchè dia fuoco alla catasta in segno di affetto.
Fantastica e originale la manifestazione che ha luogo ogni domenica pasquale in Bretagna. La mattina, prima della Messa, le fanciulle si danno convegno sul sagrato della chiesa e scelgono il loro cavaliere per la «corsa delle uova». Ogni partecipante riceve un cucchiaio nel quale colloca il proprio uovo. Poi al momento statoilito, le ragazze si pongono tra i denti un cucchiaio e tra le grida della folla si dà il via alle concorrenti. Le fanciulle vengono squalificate quando fanno cadere l'uovo mentre alle prime arrivate si fa dono di un ramoscello di ulivo e di un premio in denaro, che dovrebbe rappresentare la loro dote.