Silvestro Zanin
Il giorno 27 marzo, stroncatoda un male quasi improvviso, è serenamente spirato a Conegliano Venuto il Padre Silvestro Zanin dei Frati Minori. Nato a Fiume nel 1912, frequentò l'Orfanotrofio di S. Antonio in via Giovia a Pola. Attratto dagli ideali francescani, compì brillantemente la carriera degli studi sacerdotali e fu succis. sivamente professore di scienze e direttore spirituale di varie comunità religiose. Lasciò numerosi esempi di serena vita francescana, dì sacrificio e di apostolato particolarmente a Cormòne e a Trieste. In miest'ultima città celebrò io scorso anno il 25" di Sacerdozio, raccogliendo numerose attestazioni di stima e di affetto, tra le quali una particolare benedizione del Papa. La sua salma è stata tumulata a Cormòne durante una commovente manifestazione di cordoglio. I giuliani ricorderanno a lungo la sua figura ai frate pallido e asciutto chi nello spirito di S. Francesco, Patrono d'Italia, fremeva In silenzio dinanzi alla tragedia delle genti istriane prima e dopo l'esodo. Essi ricorderanno il suo tenace attaccamento alla città di Pola di cui ha ostentato in tutti gli ambienti l'uso del dialetto od ha esaltato le tradiziord italiane.
Antonio Rocchi
Il giorno 14 aprile è deceduto a Sappada (Belluno) Antonio Rocrbi, profugo da Neresine (Pola). Nato nel 1881, ha dedicato 46 anni consecutivi alla dura navigazione sui velieri, e sui motovelieti. Durante l'ultima guerra ha perduto il figlio Marino di soli 20 anni. Nel 1950 gli è deceduto, causa malattia contratta in prigionia, anche l'altro figlio, Cap. Antonio, all'età di 34 anni. Italianissimo per sentimenti e per tradizioni di famiglia, dopo la guerra si è trasferito con la moglie e la figlia Nicea a Sappada. Così, dopo una lunga e travagliata esistenza, consacrata al lavoro e alla memoria delle cose più care che la guerra gli aveva tolto, ha raggiunto in cielo la moglie e i figli. Particolarmente commoventi sono riusciti i funerali, nonostante il ritorno improvviso dell'inverno che ha coperto la valle di Sappada di una abbondantissima coltre di neve ed ha bloccato sulle strade di Trieste e di Callalzo l'arrivo di fiori e di parenti. Al mesto rito ha partecipato il Segretario Generale dell'Opera per l'Assistenza ai Profughi: Giuliani e Dalmali, le Direttrici e il personale dei Preventori «Dalmazia» e «Venezia Giulia» e una
numerosa folla di amici di Sappada che hanno voluto rinnovare per, l'ultima volta
l'espressione della più affettuosa stima verso questo vecchio profugo 'che, partito da
una lontana isola del Carna, ro, si era rifugiato tra le montagne del Cadore con una
vita già logorata dal lavoro e con un pesante fardello di tristi ricordi.
Le figlie Nicea e Maria, le. sorelle Antonia e Enna (Marghera), il fratello Gaudenzio
(Camogli), la cognata Viola(Ancona) lo ricordano ai pa, tenti ed amici col più vivo
cordoglio.
Giovanni Cergna
Il 27 aprile e deceduto a Genova tra il; compianto dei suoi cari ed !il cordoglio di tutti coloro ne conoscevano l'elette qualità del suo mite animo, Giovarsi Cergna di Valle d'Istria, di 63 anni. Vecchia tempra di autentico istriano, il defunto era per la sua bontà di Cuore largamente stimato e benvoluto. Ai solenni funerali, oltre a mal. ti profughi di Genova, era presente anche una cerchia di amici da Torino.
, Francesco Sferco
A Trieste è morto all'età di oltre 80 anni, il Canonico della Basilica Cattedrale Eufrasiana eli Parenzo — (10,VC era nato il 3(1, dicembre 1881, monsignor Frpncesco Sterco. Figlio di un Ottimo artigiano, i egli potè attingere alla sa.., diretta fonte' familiare quel felice connubib di sentimenti umani, civili, religiosi e triottici che dovunque in I, stria, ma soprattutto nei suoi
centri costieri, non era difficile reperire, anche nell'am' bito delle più modeste cateI Borie sociali. Per la prontezza
della sua intelligenza rivelata
fin dall'infaMia Mons. Sferco fu avviato, dopo l'istmii None elementare, chiamato , fin da piecolci al Sacerdozio, i agli studi ginnasio-liceali, che
egli percorse brillantemente, al Carlo Combi di Capo., stria. Frequentò quindi il Se, minano Teologico Centrale , di Gorizia. Superata — in se-,Badia — una forzata pausa di studi, derivante da malat/ tia nervosa, potè finalmente . celebrare il giorno 31 luglio I 1908 nella suggestiva Basitica del Santo a P.I.'. la propria Prima Messa. Subito dopo fu nominato cooperalore parrocchiale e vicario cc"
rate nella sua città natale, i dove rimase fino alla forzata evacuazione. Il 1 maggio 1940 da Sua Santità fu nominato t canonico dell'insigne Basilica Eufrasiana.
Ma la sua connaturale passione per l'insegnamento lo spinse sempre più verso la Scuola, insegnando dapprima, dopo la Redenzione, nella locale Scuola Tecnica e poi, nel 1923, nel neo istituito Istituto Magistrale Statale, dove fu assunto come docente ordinario di Religione. Ma in virtù delle sue proteiformi capacità intellettuali, Mons. Sferro seppe così presto emergere, da meritarsi anche l'attribuzione dell'insegnamento della matematica e della carica di Vice-Preside. Noh appena nel 1942 fu istituito a Parenzo il Seminario Diocesano, opera dell'indimenticabile Presale Mons. Radossi, insegnò anche nello stesso .matematica. Ma Mtms. Sferco era anche dotato di fervido spirito di iniziativa, concretatosi a Parenzo prima, nel 1913, nel neoistituto Oratorio-Ricreatorio San Mauro, con annessa biblioteca popolare e scuola elementare serale per adulti analfabeti, e più tardi, nel 1925, quale fondatore del Circolo Giovanile di Azione Cattolica San Marco, frequentatissimo. Profondo conoscitore e cultore del canto Liturgico gregoriano, Mons. Sferico era —come si suol dire — l'anima del Coro della Cattedrale. Inoltre ogni qualvolta nelle Messe Pontificali interveniva! l'Orchestra, egli era il direttore del complesso istrumentale-vocale.
All'intelletto eclettico di Mons. Sferco era congeniale un 'sottile intuito giuridico di qualunque situazione, naturalmente accoppiato alla sua giurisprudenza interpretativa, per cui i giudizi che egli sapeva esprimere erano spesso apprezzati, nonchè talvolta, perfino, ricercati. Anche in materia finanziaria ed amministrativa egli possedeva una particolare competenza, di cui si valse — nel 1942 — per riordinare da cima a fondo, con i criteri più razionali, l'amministrazione dei beni della ricca Mensa Vescovile di Parenzo e renderla attiva in proporzione della loro consistenza. Ogni manifestazione della propria vita — ivi compreso nei limiti del possibile l'esercizio del suo ministero sacerdotale — Mons. Sferco non potè a meno di improntarla all'irriducibile sentimento nazionale italiano che gli vibrava nel cuore. Per questo motivo rischiò anche l'internamento durante la prima guerra mondiale.
Profugo dal 1944 a Trieste, nonostante l'età alquanto avanzata, Mons. Sferco volle
dedicarsi con zelo all'insegnamento religioso nelle scuole e alla cura d'anime e all'assistenza religiosa degli infermi nel Sanatorio Triestino e talvolta anche negli Osuedali riuniti.
Ora il Sigliate accoglie il suo servo fedele nella sua gloria, meritato guidernone della sua opera spesa al bene delle anime e alla gloria di Dio.
Mario Mizzan - foto
E' deceduto recentemente a Trieste il comm. Mario Mizzan. Era nato a Pisino d'Istria e si era trasferito a Trieste in giovane età. Iniziò la sua attività alla Banca Popolare, passando quindi alla Società Tripcovich, dove occupò posti di rilievo, fino a divenirne il Direttore. Durante il primo conflitto mondiale l'Austria lo confinò a Graz per i suoi sentimenti irredentistici. Ritornato a Trieste riprese con ardore il lavoro, al quale era attaccatissimo. Fu pure un appassionato dello sport nautico, in un periodo in cui tale sport era poco esercitato; divenne socio dell'«Adriaco» e della «Canottieri Trieste».
Varie Società lo ebbero in posti di responsabilità. Oltre la Soc. Tripccnia, videro la sua appassionata attività la Soc. di Navigazione «G. L. Premuda», l'«Istria -Trieste», delle quali fu consigliere di amministrazione, nonchè la Editoriale Libraria», della quale fu per molti anni , prezzato Vicepresidente.
Il comm. Mario Mizzan fu anche il principale fautore della Galleria del Tergest. a Trieste; un disegno da lungo tempo accarezzato ed infine felicemente realizzato. La Famiglia Pisinota lo annoverò tra i primi soci, sempre pronto a sostenerla anche materialmente con grande generosità. A tutti i familiari, così duramente colpiti, giungano i sensi del nostro profondo cordoglio
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La mattina .dell'11 aprile 1962, ha raggiunto in Cielo 'adorata consorte il
cav. VITTORIO PIRONTI
Cupo Disegnatore Tecnico Principale u riposo nella R. Marina
I figli, i generi, I nipoti e parenti tutti addolorati lo piangono.
Mentre, 11 aprile 1962
Nel primo anniversario da che è mancata la
Co: PAOLINA MIRABELLA ROBERTI
il figliolo Mario con la moglie Lia e i nipotini Giulio Paolo e Marco desiderano ricordarla agli amici pobsani. Milano, 28 aprite 1961 28 aprile 1962