Shirley, Jones col suo partner animale dal nome Flutti, per la prima volta sullo schermo, nel film .Un leone nel mio letto. del regista Earl Bellamy,
Roma, luglio 1965
'O GNI anno, forse non tutti Io nonio, nel mondo cinematografico viene assegnato un Oscar -per il miglior iattore-animale. E' giusto riconoscimento che va alt.terpretazione che qualcuno di essi, affiancati da attori-uomini, riescono a dare M un film. Noi pritliabilmente non ce ne accorgiamo, ma gli attori-animali sono più meiosi di quanto non sembri. Il cinema, del resto, ne è stato sempre pieno. Basterebbe ricordarsi della scinzietta dei film di Tarzan o dell'insevarabife cagnolino Asta dei finn con WilliamPovell e Myrna Loy. Poi ci sono i numerosi animali — non sempre con le sembianze dei cartoni anima, — dei film di Walt Disne, E poi ce ne sarebbero tanti altri: dal rendo parlante del non dimenticato Francie al cane Lassie, divenuto celebre in tutto il mondo. Qua sti straordinari animali-anori hanno sempre avuto i loro riconoscimenti ufficiali da parte di associazioni o giornali che hanno 1-01140 ricordarsi anche di loro, della loro intelligenza e della loro adattabilità in un lavoro M cui non sono eschlsi anche et?/ 'iartiriffueir7f,TBITYrifin e pazienza, disciplina e prontezza di espressioni.
A chi andrà maesramio lo Oscar del migliore animale dello schermo? Come ai solito, sono diversi i candidati. La stagione potrebbe allinear-, ne più d'uno per la simpatia con cui sono riusciti ad Mb' porsi; tuttavia pensiamo che il favorito d'obbligo questa volta sia soltanto tiii0: unleone.
Si tratta non dell'ormai celebre leone che fa da insegna, ad una grande casa cinematografica americana, bensì di un leone vero, diventato addirittura protagonista di un fihn appositamente ideato e scritto per lui.
Forse un film concepito espressamente per un animale della forza di un leone non era mai capitato, ma i prodottori di Hollywood — che hamio appunto realizzalo «Un leone nel mio letto, dal titolo molto indicativo — 71011 si sono arresi di fronte alle difficoltà. Innanzitutto dovevano trovare un leone simpatico, docile, e fotogenico. Il che non era facile. Inoltre doveva saper stare sul «sei» di uno «studio cinematografico e non lasciarsi itznervosire dalle luci dei riflettori. Il regista cari Bellanty, inSOMMa, avrebbe
rebbe d-iato stadure stai serio le proverbiali sette camicie più di epurino gli era già successo con gli attori-uomini. A questa impresa davvero insolita sì a, andati incontro soltanto quoti do i realizzato, si sono trovati di fronte a Fluffi, un leone che sembra nato non per stare in una giungla ma a Hollywood M urta propria villa con piscina, cotte tanti «divi. Fluffi ha fatto un regidare provino e si è messo od aggirarsi nel teatro da posa della Universe: fra chini. ed elettricisti come se niente fosse. In breve tempo ha stretto amicizia. con due protagonisti-uonum, il comunicativo Tonà Renda!! e la graziosissimo Shirleà tue i, F.11i si è presentato al lavoro il primo giorno in perfetto orario e da quel momento se ne è stato obbediente agli ordini del regista.Naturalmente prima dr lasciarlo sul «set» c'erano sem. pre degli Uomini di scorta: ma chi non ne ha, faceva osservare il produttore Gordon Key, gli attori più celebri non arrivavano forse al lavoro con un codazzo di segretari e segretarie?
A parte questi aspetti analdotici, il debutto cinematografico di Fluffi è stato sorprendente. Ha recitato dalla prima all'ultima scena senza 51a.,alS, 111ai e provocando risate a noti finire. «Quando giravamo — ha detto il soggettista Sarete/ Rocca, che ha avuto l'idea di ''Un leone
nel mio letto" — i primi a divertirci eravamo noi. Fluffi ne combinava di tutti i colori e il nostro operatore era sempre attento per sfruttare le situazioni più curiose. La vicenda vede Tonà Randall ette scende in un tranquillo Ialbergo di provincia con un leone al guinzaglio. Basta un arrivo del genere per scatenare il putiferio. Il giovane, che è MIO psicologo, sta fuggendo con la sua belva perché la polizia gli dà la caccia per vietargli ali andare a spasso con Fluffi come se fosse un cagnolino. Passando da un appartamento all'altro attraverso lefinestre, scenderido fino in cucina con il portavivaride e trotterellando per i corridoi, il leone semina il panico e più volte rischia di essere impallinato dai più ardimentosi che al suo passaggio corrono ad armarsi. Alla fine lo psicologo riesce a convincere tutti che il leone è più inoffensivo ali tata ;Mitra e ottiene di riti.
,arselo a casa. Una trama di' questa esilità è soltanto 101 pretesto per fare recitare Fluiti. Dobbiamo riconoscere che il leone scelto per divertire il pubblico è stato atradferii del suo courpito. Anzi è stato cosi bravo, da completare con Tonà Randall e Shirleà Jonee il terzetto delle
vedettes». Se gli andrà il riconoscimento dell'Oscar sarà — a differenza di tanti altri che vengono a volte in-'giustamente assegnati ad attori-uomini — più che meritato. In fondo Fhiffi ha re: citato la sua parte restando sempre sè stesso con una naturalezza straordinaria.
Per il momento non lo si può ancora accasare di «gigiOneriaa. Quando verranno altri film (ce n'è già prmito un secondo sulla scia del successo di «Un leone nel mio letto, potremo accertarci se pure hai apparirà compiacilitemente bravo: un difetto O:intuirle a htlli i grandi allori
NICOLA POLITI