Egidio Delcaro ha presieduto a Torino l'assemblea dei Galiesanesi che hanno costituito la Famiglia
II presidente della neocosdtuita Famiglia Gallesanesa ha esposto, in una lettera-circolare, i compiti e le finalità dell'associazione illustrandone lo statuto, da noi riportato nel numero scorso. «Ora però che la «Fameia» è stata felicemente costituita — scritto Pietro Franotich — affinehè essa possa avere una vita bella, prospera e rigogliosa, è necessario che tutti i gallesancsi diano la loro entusiastica adesione, per un suo ampio sviluppo ed una solida affermazione, portando, chi lo può, il suo contributo di una assidua collaborazione. Però per mettere in grado la «Fameia di poter svolgere interamente il suo programma di lavoro è necessario che essa possa disporre dei mezzi finanziari corrispondenti. Per questo motivo l'assemblea ha statoilite che ogni socio ordinario sia tenuto a versare l'importo di lire 1.000 quale quota associativa annuale (salvo di più citi potrà fare, venendo cosi considerato socio «onorario» benemerito), da far pervenire a mezzo assegno circolare bancario o a mezzo vaglia postalc, al tesoriere nella persona della cara e tanto brava signorina Violetta Simonelli, Firenze, via delle Ortensie, 28 (Isolotto). Alla fine di ogni anno sociale, che coinciderà
coi venturi raduni (ai quali voglio sperare che vi prenderanno parte sempre più numerosi e compatti i miei cari gallesanesi — quello del 1966 sarà tenuto a Gorizia), la signorina suddetta presenterà il resoconto finanziario consuntivo, sottoponendolo alla approvazione dei Revisori dei Conti, del Consiglio Direttivo e della assemblea. Il Consiglio direttivo, per l'articolo IO dello Statuto, resta in carica un anno, e viene rinnovato, con regolare votazione dell'assemblea, in riunione ordinaria, dai soci, nel raduno annuale del 29 giugno, festa del Patrono del paese, San Pietro. Nutro fiducia e ferma speranza che i miei cari gallesanesi vorranno sostenere ora la loro «Fameia», affinchè essa possa dare, anche nell'esilio in Paria, un esempio di concordia e di affratellamento degli animi loro, di affetto e di amore nella sventura, virtù che coltivarci-no nel loro e mio ora abbandonato e desolato paese nativo, col dare la loro piena ed incondizionata adesione, da far pervenire al caro e tanto assiduo compaesano Valentino Mostarda, che fu la anima instancabile del Comitato organizzatore, prima, della formazione della Famcia Gallesanesa, poi. Il suo indirizzo: Vene-zia, Castello 11/Z.