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Grido dei martiri - Lucia Aiello 06/09/1997
Questo scritto l'avevo preparato tempo fa, quando imperversava ancora la guerra in Jugoslavia. Non l'avevo mandato alI'Arena, m'era sembrato inadeguato; l'autocritica a pur sempre una buona consigliera. Anche adesso comunque a inadeguato ma lo mando ugualmente per far ricordare a tutti che il nostro vi-c ino di case e impastato con ortiche e rovi e le loro radici sono profonde e si nutrono di humue avvelenato. Non possiamo aspettarci da loro niente di buono na adesso na mai. Adesso siamo in un periodo di tregua. Quando oltrepassiamo il...
Senza mai deflettere - Angelo Giudice 06/09/1997
Aver fede. Credere in qualcosa che sfugge al nostro intelletto, qualcosa di pia erande, di più profondo, che sa far muovere gli spiriti pia attenti e li conduce verso una verità superiore. La verità dell'amore, dell'amore, dell'amore per se stessi come tigli di una unica madre, dell'amore per gli altri perchè nostri fratelli. Un amore che ci unisce e ci accomuna, che ci fa sentire ueuali nei momenti di maggior bisogno e in quelli di serenità Aver fede e aver coraggio, coraggio di continuare. E dar voce a quel la gran-de forza che dimora nei...
Pietro Colucci e Adele Spillar hanno ricordato a Napoli il cinquantesimo anniversario di... 06/09/1997
celebrato a Pola nella chiesa di San Francesco; a festeggiare i suoceri c'era anche Sergio Mignone con Ia moglie e i figli, e la cognata Nivee con il marito Antonio Venetucci; felicitazioni e auguri vivissimi Sergio Mignone con i figli Valentina e Marco durante un ritorno a Napoli da Trieste - foto
Un cammino d'amore - Eugenio Ravignani 06/09/1997
Quando usci per la prima volta fu un atto di coraggio e di audacia. Ma a motivare l'impresa c'erano ideali alti da difendere e l'anima di una città da salvare. Erano quelli giorni difficili, gia segnati dal-le dolorose prove della guerra e dalle tragiche vicende dell'occupazione militare jugoslava. E sul domani di Pola stavano addensandosi le nubi dell'incertezza e tristi avanzavano le previsioni, purtroppo poi divenute realtà Allora il giornale ebbe il merito non solo di una cronaca puntuale, ma, soprattutto, quello di una informazione...
Fedeltä alle radici - Antonio Vitale Bommarco 06/09/1997
Sono appena rientrato dall'annuale salutare sosta sulle grotte del nostro Quarnero e portando nel cuore il respiro del nostro mare, sento quanto sia utile riaccostarsi continuamente, anche attraverso giornale, a quelle nostre radici. L'Arena di Pola ha assolto fedelmente compito di far rivivere le grandi e le piccole storie della nostra tragedia, e continua, con costanza, a collegare i dispersi alla terra e alla cultura natia. Questa fedelta alle radici non significa solo un nostalgico ritorno al passato, ma volonta di guardare al presente e...
IL PUNTO Dopo il tremila 06/09/1997
Celebriamo il numero Tremila con spirito di continuità. Non edizione ,straordinaria., ma momento di riflessione con l'attenzione rivolta all'uscita successiva, dove troveranno spazio quanti non hanno potuto trovare qui accoglienza. Il cammino dellArena è fatto di questa ricerca di costante presenza, avvalendosi della preziosa, essenziale partecipazione di tanti collaboratori.
ARIA DI GORIZIA Qui da cinquant'anni - Also 06/09/1997
Tra le memorie del cinquantenario dell'esodo emerge anche quelle del nostro primo insediamento a Gorizia, nel la palazzina di torso Roosevelt, 36 dove aveva Ie propria sede il CNL locale, presso il quale prestava la propria opera II maestro Fantuzzi. Si costitui allora il Movimento Istria-no Revisionista e l'Arena riprese faticosamente i rapporti con gli esuli dispersi in centinaia di luoghi diversi. Si penso allora che I'uscita del giornale sarebbe state del tutto temporanea. Le case sono andate poi invece diversamente e, mentre il MIR...
LA CODA DELL'OCCHIO Errore dall'ignoranza - Viudut 06/09/1997
Sentiamo sempre viva. nel nostro intimo rievocare passato, la ferita che ci fu inferta nel giudicare errore storico il nostra esodo dal consigliere politico del presidente del Consiglio. Capimmo allora quanta ignoranza allignava nei palazzi del potere romano sulla condizione dell'Istria, martoriata dalla persecuzione titina. L'esodo fu fatto popolare di ripulsa e di disgusto per il barbarico trattamento praticato da un regime politico intollerante e .fazioso. Viudut
Miracolo della volonta 06/09/1997
Non potendo attendere che la fantasia (ahimè, quanto ridotta) partorisca un articolo da pubblicazione su questo speciale numero, mi limito ad esprimere due o tre pensieri che arrivano, più che dal cervello, dal profondo del cuore. Il primo va al la amata città natale, dove ie mia adolescenza ha avuto modo di vivere gli ultimi momenti della sua fervente italianita, percorrendo i Giardini ammantati di Tricolore al le finestre e assistendo ai concerti del-la Lega Nazionale, al le Feste del Tricolore nell'arena, ma anche agli ultimi trionfi di...
IERI OGGI DOMANI Uomini di frontiera - Mario Longo 06/09/1997
... Perchè: I'Esodo. La domanda ci viene riproposta da quasi mezzo secolo. Si a persino giunti, seppure con sfumature diverse, a volere considerare questo gesso clamoroso come un «errore storico». L'esilio invece fu scelto da una intera popolazione che non voleva accettare soluzioni «imposte» ne coercizioni intransigenti. Se non si ha presente l'altalena del tormento e delle persecuzioni, delle tensioni e delle paure, delle speranze e delle delusioni, che hanno inciso sulla «piccola» guerra istriana negli anni 1943-1946, non si potra mai...

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