COMBATTENTI GIULIANI A LUCCA - Foto

Foto Didascalia: I combattenti giuliani residenti a Lucca in visita alla colonia agricola di Mutigliano. nella ricorrenza del 4 novembre. A mezzo nostro i cornbattenti ringraziano per le gentilezze ricevute I combattenti giuliani hanno trascorso la giornata del 4 novembre con cerimonie degne dell'evento. Al mattino si sono recati alla Messa in onore dei Caduti celebrata nel Tempio li S. Romano é successivamente si sono aggregati a i combattenti lucchesi per portare al Monumento del Caduti una corona di alloro. Nel pomeriggio erano stati Precedentemente invitati alla Colonia Agricola di Mutigliano da parte del Presidente On. Dr. Nicolao Brancoli Busdraghi. I Combattenti giuliani giungevano a Mutigliano alle ore 15 accompagnati dal loro Presidente signor De Carlo Paolo e venivano ricevuti dall'on. Busdraghi, dal Cap. Giorgi, dai Tenenti Novelli e Galati e si recavano a visitare al Parco della Rimembranza. ,Qui il Cappellano, Militare del 9 Regg. Friuli leggeva l'ultimo brano de1 Bollettino della Vittoria .del Gen. Diaz. Indi si recavano alla Colonia dove visitavano tutti i dormitori, le aule, l'infermeria e il refettorio. Nel frattempo giungevano anche i combattenti della Ditta Cucirini Cantoni di Acquafredda con il loro Presidente, coll'Ing. Richerson, col rag. Fazzi e Dr. Nasso. Sul piazzale il dott. Brancoli Busdraghi faceva un breve discorso di circostanza. Egli diceva: Combattenti e Reduci di Lucchesia e della Venezia Giulia, la Vs. cerimonia di oggi ha un duplice significato: ricordare ed onorare tutti coloro che caddero per la Patria, e con cuore grato e commosso sostituirsi ad essi nella tutela dei loro figli. Per questa ragione dopo la cerimonia al Parco della Rimembranza, siete venuti qui nella Casa dei figli prediletti della Patria. Ed io facendomi interprete dei sentimenti di questi 'fanciulli, Vi rendo azione di grazia, anche a nome del Consiglio d'Amministrazione di questa Colonia Agricola che fu appunto fondata per gli orfani di guerra, Leonardo Bernardini reduce dal Brasile, dove per ben 50 anni di lavoro e di opere di beneficenza, tenne a S. Paolo alto il nome d'Italia, nel visitare il ns. Istituto ebbe parole di elogio e di assicurazione confortate dal suo obolo. Oggi nel lasciare l'Italia ha voluto contribuire nuovamente e si deve a lui se abbiamo potuto completare la ns ospitalità con l'offrire qualcosa di tangibile. Fratelli giuliani, non profughi, perchè siete in terra italiana come tutta la Venezia Giulia fa parte integrale dell'Italia nostra, per il cui nuovo Risorgimento tutti ugualmente abbiamo contribuito con il valore e con il sangue, ricordate .bene che se anche alcune delle vostre terre sono occupate dallo straniero rimangono egualmente italiane. ed alla Patria dovranno essere restituite. Fratelli Giuliani, uno dei vostri mi diceva: che cosa dobbiamo portare a questi fanciulli, le nostre condizioni economiche sono ben misere. Voi avete portato qui anche troppo, il vostro cuore e la vostra anima d'italiani. W l'Italia. I presenti commossi lungamente prorompevano nel grido di W l'Italia. Dalla sala del refettorio veniva offerto del 'vino raccolto nelle piantagioni della Colonia. Al termine del quale il sig. De Carlo rivolgendosi all'on. Brancoli Busdraghi pronunciava le seguenti parole: I combattenti giuliani per mio mezzo esprimono la loro grande ammirazione per lei onorevole che con' meravigliosa forza di volontà ed attività ha saputo creare questa colonia agricola per giovani orfani di contadini morti in guerra. Siamo inoltre commossi per l'attestazione di simpatia e di comprensione da Lei usataci con l'invitarci a partecipare a questa significativa cerimonia in unione di spiriti con i combattenti lucchesi e con i figli prediletti di questa nostra amata Patria. Purtroppo l'olocausto dei 600 mila morti non è valso a far si che le terre per le quali tanto sangue fu sparso rimanessero in seno alla Madre Patria. Anche il consigliere Franchini rivolgeva un saluto ai giuliani, dopo di che venivano intonati canti patriottici e della Venezia Giulia, ed al grido di W l'Italia si ritornava alle proprie sedi. GIORGIO LAMBERTI Anche da queste colonne i combattenti guliani desiderano ,porgere il loro ringraziamento al dr.Brancoli Busdraghi per la opera umanitaria da Lui svolta con l'aver fondata nel lontano 1919 questa Colonia che raccoglie i figli dei contadini caduti per la Patria, e per l'interessamento che Egli ha per questi figli di combattenti.

Dal numero 637

del 24/11/1948

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