La vergognosa interpretazione autentica del Governo è anticostituzionale Come noto, l'art 6 della L. 140/85 ha previsto l'attribuzione in favore di specifiche categorie di soggetti (ex combattenti mutilati ed invalidi di guerra, esuli,...) di una maggiorazione reversibile sulla pensione INPS nella misura delle ex 30.000 lire. Tale maggiorazione - attribuita a domanda - ha avuto effetto dal 1.1.1985 per le pensioni già in godimento e da quella data a partire dalla decorrenza della pensione per futuri pensionati. L'INPS ha sempre ritenuto che l'incremento della perequazione automatica del beneficio dovesse spettare per i soli anni successivi a quello di attribuzione della maggiorazione, con la conseguenza che, in fase di prima attribuzione, l'importo liquidato è rimasto quello iniziale, pari alle ex 30.000 lire, ovvero €15,49. Per effetto di detta interpretazione si è creata una conseguente disparità di trattamento tra vecchi e nuovi pensionati. Infatti, chi è andato in pensione nel 1985 percepisce oggi una maggiorazione perequata pari ad € 38,00 mentre il nuovo pensionato percepisce solo €15,49. Un'iniquità che ha indotto numerosi pensionati (oltre il migliaio nella sola Trieste) a fare causa all'INPS per vedersi rivalutato il beneficio. Tutte le cause sono state vinte. L'interpretazione “autentica” (?) data alla Legge 140/85 nella Finanziaria 2008 ha dato invece ragione all'INPS, con ciò screditando tutte le sentenze positive dei Tribunali in sede di prima istanza e le pronunce, sempre favorevoli ai pensionati, delle Corti di Cassazione (che sembravano avere raggiunto lo stesso orientamento in tutta Italia) e lasciando intravvedere, per i pensionati, la probabile restituzione di quanto già eventualmente ricevuto in eccesso. Ai primi di marzo la svolta. Dopo che la Corte d'Appello di Torino aveva respinto l'interpretazione della Finanziaria, anche la Corte d'Appello di Trieste ha deferito la questione alla Corte Costituzionale, che dovrà esprimersi nel merito entro breve tempo. In sostanza, ancora una volta, la Magistratura ha dato ragione ai pensionati - specificatamente, per quanto di nostro interesse, agli esuli - con ciò di fat- to denunciando il carattere truffaldino ed anticostituzionale della norma inserita dal Governo nella Finanziaria 2008. Il contenzioso con l'INPS, che naturalmente ha fatto ricorso, non è ancora concluso ma le prospettive per un esito positivo dell'intera vicenda non mancano. Al solito, non rimane che attendere. La Slovenia intende restituire le multe inflitte agli Esuli lo scorso 10 febbraio Come appreso anche dagli organi di stampa locali, l'Unione degli Istriani, ha avuto comunicazione che la Slovenia è intenzionata a restituire gli importi delle multe inflitte alla comitiva di esuli che con due pullman lo scorso 10 febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo, avevano raggiunto Roditti e poi Capodistria per rendere un omaggio floreale alle vittime del comunismo di Tito. I legali della Filiale di Bruxelles dell'Unione degli Istriani, infatti, avevano rilevato che le multe inflitte non rispecchiavano alcun dettame normativo e che il pellegrinaggio organizzato dall'associazione non poteva essere, in nessun modo, considerato come una manifestazione, né tanto meno necessitava di una particolare autorizzazione. In merito, peraltro, erano state sollevate anche diverse interrogazioni in sede di Europarlamento e delle sue Commissioni. La prossima settimana il presidente Lacota sarà a Bruxelles per verificare assieme ai legali l'opportunità di proseguire nell'azione le- gale per il riconoscimento delle altre violazioni commesse dagli agenti, sintetizzati nelle accuse di atti intimidatori, irregolarità in atti amministrativi e ben quattro violazioni diverse del Trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone sul territorio dell'Unione Europea. In ogni caso, l'Unione degli Istriani, darà l'autorizzazione all'accredito solo quando giungeranno formali scuse dalla Slovenia, direttamente o per il tramite della Commissione Europea, in quanto anche il Mediatore Europeo, al quale si era rivolta, si è espresso in questi termini. Dalla Croazia segnali contraddittori Nella marcia di avvicinamento all'Unione Europea la Croazia sventola ai quattro venti la bandiera dei diritti delle comunità nazionali, però poi, ogni tanto, non mette in pratica quanto va predicando, con offese e umiliazioni, in particolare, per gli italiani che fanno riaffiorare alla memoria paurosi spettri del passato. Ci riferiamo, ad esempio, all'esecrabile episodio verificatosi al Concorso «Lidrano 2008», ovvero la rassegna regionale dei lavori letterari, giornalistici e delle recite scolastiche. Lo spettacolo « Spotty e la chiave», preparato dagli alunni della Scuola elementare italiana «San Nicolò», è stato infatti eliminato dal concorso per il più sgradevole e antipatico dei motivi: gli alunni recitavano in italiano. In effetti, il regolamento prevede che i testi siano in croato; una regola che, per Ornella Boseglav direttrice della Scuola «San Nicolò», è assurda, ingiusta e fortemente discriminatoria. L'episodio contraddice, altresì, gli accordi post-elettorali raggiunti tra il premier Ivo Sanader ed il deputato italiano Sabor Furio Radin che, in base alla legge vigente sulle scuole minoritarie, prevede la piena equiparazione della lingua della minoranza a quella della maggioranza in tutti i segmenti del processo scolastico. Non si è, peraltro, trattato di un fatto isolato di intolleranza nazionalistica. A Pola, nel corso della rappresentazione per le scolaresche, al Teatro “Ciscutti”, di una nuova opera teatrale dal titolo “Riva i drusi”, recitato per l'80% in croato ed il 20% in italiano, i dialoghi recitati nella nostra lingua sono stati fischiati dai ragazzi e qualche classe ha persino abbandonato il teatro. In controtendenza quanto verificatosi, invece a Spalato. Qui, nel corso di una conferenza su “Lo stato della lingua italiana nella città di Spalato” tenuta presso la locale Comunità degli Italiani "Don F. Carrara", gli intervenuti hanno evidenziato che lo studio della lingua dantesca riveste un ruolo importante nella storia della Città, crocevia commerciale e letterario, e che, sin da tempi remoti, l'apprendimento e la promulgazione della lingua italiana non rappresenta solamente un mito, bensì una necessità quotidiana. Lo dimostrarebbe anche il numero degli studenti d'italiano nelle scuole di Spalato e presso la Cattedra d'italianistica, dove, dopo la lingua inglese, quella italiana riscontra il maggior interesse. Manifestazioni in occasione del Giorno del Ricordo Come accennato nel precedente numero, il 10 febbraio scorso, le manifestazioni per il “Giorno del Ricordo” sono state quasi duecento, con il coinvolgimento di amministrazioni sia di centrodestra che di centrosinistra. Impossibile citarle tutte; ne citiamo alcune, particolarmente significative. A Pesaro, dopo una Messa celebrata in Duomo il giorno 10 in ricordo delle vittime delle foibe e dell'esodo, l'11 febbraio il Consiglio Comunale ha conferito a 62 esuli (27 donne e 35 uomini, tra cui la signora Milena Salomone Trolis, che ce ne ha dato comunicazione) un attestato di “cittadinanza benemerita” per il contributo da essi dato alla vita della Città che, come sottolineato dalle parole del Sindaco, “è dovuto e condiviso a chi, oltre al forzato esodo ed ai lutti, ha dovuto subire anche la congiura del silenzio”. Nell'occasione è stata anche ricordata la figura di padre Pietro Damiani che, nell'immediato dopoguerra, accolse nel collegio da lui fondato a Pesaro, centinaia di ragazzi esuli dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia. L'iniziativa è stata contestata dai soliti noti che hanno imbrattato la vetrina del “Resto del Carlino” dove era esposto l'articolo che ne dava l'annuncio. A Teramo, il 9 febbraio, a cura del “Comitato 10 febbraio”, si è dato corso all'inaugurazione della via che, lo scorso mese di agosto, la Municipalità ha deciso di intitolare a Norma Cossetto, con lo scoprimento di una targa a lei dedicata. Inoltre, è stata allestita e tenuta aperta per quattro giorni una mostra fotografica sulle foibe e sull'occupazione slava delle nostre terre; la mostra, che proiettava anche il documentario dell'Istituto Luce, “Pola addio” è stato visitato da numerose scolaresche. A Parma, nel corso della cerimonia con cui il Consiglio Comunale ha voluto ricordare il nostro vissuto, è stata tra l'altro avanzata la proposta di cambiare la denominazione della strada intitolata a Tito. Non sono mancate le contestazioni. A Novara, la ricorrenza è stata celebrata, alla presenza delle massime autorità e di una nutrita folla, nella chiesa di San Giovanni Battista Decollato con una Messa durante la quale sono state benedette le Bandiere della Anvgd e di Trieste (inviata dal Sindaco della città) che sono state poi collocate nella “Cappella dedicata ai Caduti per la Patria”. Ancora, a Roma è stato inaugurato un nuovo monumento dedicato al nostro dramma, di cui pubblichiamo l'immagine.