foto Didascalia:Marieto» colto dall'obiettivo in un tipico atteggiamento, l'estate scorsa a Pola Narra il Vangelo che «un uomo, scendendo da Gerusalemme a Gerico, s'imbattè nei ladroni, i quali, spogliatolo e battutolo a sangue, se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Dalla stessa via scendeva, Per caso, un sacerdote, il quale, vedutolo, passò oltre. Similmente un levita si trovò a passare per quel luogo, e vide, e tirò oltre. Ma un samaritano che passava, gli capitò accanto e, vedutolo, ne trovò compassione. Gli si avvicinò e gli bendò le ferite dopo averle cosparse di olio e di vino; poi, caricatolo sulla sua bestia, lo portò all'albergo e lo circondò di cure. Il dì seguente, sul punto di partire, sborsò due monete e le diede all'oste dicendogli: "Abbi cura di lui; e quanto avrai speso in più, al mio ritorno, te lo renderò".» Marieto, non ho alcun dubbio in proposito, avrebbe agito come il buonsamaritano, che tra Gerusalemme e Gerico, vide quel povero disgraziato, lo soccorse e, molto probabilmente, gli salvò la vita. L'accostamento è casuale, ma non poi troppo, in un clima come il presente, scombinato, caotico e deliquenziale dove uomini sequestrano, rapinano e uccidono altri uomini, i loro simili, per il loro egoismo. Se dovessi fare nome di un uomo che mi ha più colpito e affascinato in questi ultimi tempi — per niente esaltanti, tempi di crisi morale e materiale, disordinati, incoerenti e privi di orizzonti — farei senz'altro il suo, novello samaritano di tempi moderni. E perché? Perché c'è in lui un fondo di bontà, di carità e di amore per il prossimo che stupisce, sorprende e incanta. Chi non lo conosce, o lo conosce poco, è subito attratto da quel suo fare bonario, concittànte e cordiale che sgorga sincero e spontaneo come il sorriso di un bimbo che ignora i peccati e i mali di un mondo sempre più crudele. Marieto è di una bontà illimitata, come certe piante che trasudano dragante senza soluzioni di continuità, un edituo di virtù rare. Lo rivela il bisogno struggente che ha dì avere sempre qualcuno attorno, amici, conoscenti, sconosciuti. Solo allora è felice, anche se non lo dice, ma lo si legge nel suo volto, candido e serafico. I mali della società moderna, la solitudine, l'angoscia e la disperazione degli uomini lo turbano e lo preoccupano, ma discretivo com'è, non s'illude di risolverli solo con un sorriso; è convinto, invece, che i problemi vanno esaminati dalle fondamenta e possibilmente risolti in chiave pratica, assistendo, aiutando e donando quanto più sia possibile. Sempre accomodante, mai polemico o eristico, ama i suoi sodàli più di se stesso. Il suo aspetto gioviale e badiate, prosperoso e opulento, docile e placido, quasi un po' sullo, i suoi gesti lenti e talvolta un po' ieratici, rivelano una profonda umanità. Fa un po' sorridere quella sua faccia, brunita e rotondeggiante, da parroco di campagna, con due occhi bonari e un po' arguti e due labbra sottili aperte a un sorriso disarmante o a una parola buona che vuoi infondere coraggio e speranza. Ex impiegato di banca da qualche anno in pensione, vive a Trieste in un piccolo appartamento nel quale svolge tutte le funzioni domestiche (le gioie e... gli affanni dell'agamia), ma ha pure casa a Pola, la vecchia casa di via Medolino dei genitori, che proprio di recente ha fatto sistemare e ammodernare (manca solo di ammobiliarla). Così si diverte a correre fra Trieste e •Pola, in treno o in corriera, pieno di impegni e di preoccupazioni, sempre risolti con bonomia e tolleranza. Qualcuno si chiede spesso perché Marieto non si sia mai sposato, se non abbia per caso trovato la donna adatta a lui o gli sia mancata l'opportunità o addirittura il tempo, preso com'è, da impegni verso se stesso e gli altri. Ecco, gli altri. Forse non si è mai legato a una sua famiglia, perché è legato a tutti, nel senso più puro e più schietto del termine. Ama tutti, piccoli e grandi. D'estate, a 'Pola, accompagna amici e amiche alle varie spiagge, al ristorante, o altrove, pago solo di potersi rendere in qualche modo utile. Ospita nella sua casa di Medolino conoscenti e amici, scusai• dosi e l'ambiente è — per ora — così spoglio e se c'è solo un divano (sul quale dorme) e qualche sedia (ma promette che il resto... verrà). Se due bambini litigano, accorre sul luogo del... misfatto con quell'andatura un po' impacciata e caracollante, li prende uno per uno da parte e gli spiega che non bisogna mai bisticciare, ma sodo volersi bene, da piccoli e da grandi, finché quelli non fanno la pace. Trae dalle tasche della giacca tavolette di cioccolata, caramelle, biscotti e pane dolce croccante per i più piccoli; talco profumato, qualche bottiglietta di colonia e altre Cose redolenti per le signore; sigarette, per gli amici che fumano. Invita la gente al ristorante o in qualche vecchio locale, dove il ,tempo sembra essersi fermato a contatto con strutture immutate o disusate, perché gli piace stare in compagnia, perché • pensa che la vita vale la pena di essere vissuta se non si è soli, ma attorniati da pensane disposte a un colloquio umano, oggi, ahimè, sempre più raro. Un convivio fra gente semplice, non un sinedrio. Solo così, In mezzo ai suoi, in quella combibbia, con qualche bicchiere di vino e una caterva di sigarette, Marieto vive, beato. Quello è il suo mondo, tra brindisi, atmosfere festose e serene spensieratezze. E, come sempre, offre lui. Un giorno dell'estate scorsa, a Pala, l'accompagnai a casa in macchina. Lungo il tragitto, l'automobile subì un guasto meccanico, e neppure lieve. Su suggerimento di Marieto andammo a cercare un certo Marc,etta, a Montegrande, che si impegnò a sistemare la macchina nonostante fosse sabato e solo perché conosceva Marieto. Scendemmo a piedi in città e al centro ci salutammo. Avevo l'animo colmo di gratitudine e di riconoscenza per questo amico, con l'A maiuscola, che mi camminava a fianco e cercava di rincuorarmi vedendomi così avvilito: «Vedrai che te la fa. Se l'ha promesso...» «E se non trova il pezzo?» «Ma no, vedrai, lo trova...» Verso sera andai a ritirare la macchina riparata e seppi che nel frattempo Marieto s'era portato dal suo amico meccanico e gli aveva portato un numero imprecisato di bottiglie di birra, per riconoscenza. Rimasi senza parole. Un giorno, a Trieste, uscito di casa in abito blu, paletò scuro e cappello nero, si rifugiò in una chiesa e da lì vicino telefonò a un taxi perché lo venisse a prendere. «Sono davanti alla chiesa di... Mi può venire a prendere?» Arrivò il taxi, Marieto salì e si fece portare in centro. In una piazza l'auto si fermò per dare la precedenza, sulle strisce pedonali, a un magnifico esemplare di fauna... ciprigna. «Che tocco...» azzardò Marieto. «Anche lei, reverendo...» ribattè l'autista. Marieto non si scompose. Al momento di scendere, però, volle precisare: «La guardi che no son reverendo.... L'autista intascò il denaro (con mancia), lo squadrò e lo salutò: «Buon giorno, reverendo...• Ha sempre qualcosa da fare. Deve telefonare a Milano per sentire come sta la moglie di E., che è stata appena operata; deve •fare una commissione urgente che gli hanno affidato e allora quegli occhi, mansueti e un po' liquidi, rivelano un po' di ansia, nell'assillo di non riuscire a fare quello che dove fare, nel tempo prestatoilito. Novello coefore non manca mai di portare un fiore su tombe di amici, mosso da un sentimento di umanità e di pietà per chi ebbe una vita così breve. Marieto non può essere di una persona sola, di una donna ad esempio, perché è di tutti. Ecco perché non si sposa e probabilmente non si sposerà mai (un proco mancato, insomma), divorato, com'è, dall'ansia di giovare e aiutare tutti, nel più assoluto disinteresse. C'é in lui una schietta gioia, una genuina letizia, un profondo appagamento quando può dare qualcosa, non importa che cosa: un pacchetto di caramelle o di biscotti ai bambini, ori-carmi alle signore, sigarette agli amici e a tutti una buona parola, un candido e benevolo sorriso, un disinteressato suggerimento, una bonaria battuta. «Vogliamoci bene» sembra dire con un candore disarmante. «E' così bello volersi bene ed essere in concordia con tutti...» Le sue parole, i suoi gesti e i suoi sorrisi contagiano tutti. Accanto a lui ci sentiamo tutti più semplici e più buoni, più candidi e più sereni, più distesi e più ottimisti. Un'etopea unica. Prima di uscire di casa, tutte le mattine, rivolge un pensiero affettuoso e riverente — e talvolta anche una preghiera — ai suoi genitori uniti sul comò in una vecchia foto stile anni venti ohe fa tenerezza, perché gli facciano passare una bella giornata. Poi se ne va, contento e giulivo come un fanciullo, ad aiutare tutti quelli che incontra sul suo cammino. Atmosfera da notte di Natale per un premio di bontà, convenitene . e. to.